Aruba Enterprise per la digital transformation delle aziende italiane
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Aruba Enterprise per la digital transformation delle aziende italiane



La costituzione di Aruba Enterprise sancisce, per Aruba, un impegno di anni verso il mondo delle imprese a supporto della digital transformation. I numeri e gli obiettivi

Maria Teresa Della Mura

22 Feb 2019


Si chiama Aruba Enterprise ed è la nuova organizzazione nella quale Aruba ha scelto di far confluire tutto il business rivolto al mercato corporate e della Pubblica Amministrazione.
Guidata da Giorgio Girelli, che ha assunto l’incarico di General Manager, conta su uno staff di 250 tra tecnici e ingegneri, 120 dei quali certificati ITIL, Aruba Enterprise ha come propria mission seguire tutte quelle imprese di medie e grandi dimensioni che hanno intrapreso o stanno intraprendendo percorsi di digital transformation e di business transformation, proponendo loro una serie di servizi sia di tipo infrastrutturale, sia nell’ambito della dematerializzazione o della certificazione dei processi aziendali.

Per Aruba una evoluzione naturale

“Non è una vera e propria novità”, sostiene l’amministratore delegato di Aruba Stefano Cecconi, sottolineando come la costituzione della nuova divisione non sia che l’esito naturale di un percorso iniziato ormai dieci anni fa, offrendo servizi al mondo delle imprese e degli enti pubblici che garantissero, oltre all’ampiezza dell’offerta e alla flessibilità nelle configurazioni, prestazioni e affidabilità di massimo livello. Una divisione, dunque, che indirizza tutti i settori verticali, dal manifatturiero al retail, al finance, con due tipologie di servizi:  “Cloud e Data Center”, per la gestione, la progettazione di intere infrastrutture IT fisiche e in cloud, con servizi di Disaster Recovery, Backup e Business Continuity e “Trust Services”, nella quale rientrano servizi di dematerializzazione e certificazione dei processi, progetti relativi all’identità digitale, certificati SSL, sistemi di strong authentication, firma elettronica o grafometrica, marcatura temporale, conservazione digitale a norma e, inoltre, servizi avanzati di PEC e fatturazione elettronica.

Ma ancor di più: Aruba Enterprise arriva nel venticinquesimo anniversario della fondazione della società, nata nel 1994 – allora si chiamava Technet – come operatore del mercato della connettività Internet.
“La nostra è la storia di un’azienda nata con Internet – ricorda Cecconi -. In questi venticinque anni siamo stati capaci di intercettare le leve dell’innovazione: dallo shared hosting alla costruzione del primo Data Center ad Arezzo, fino ad arrivare alla PEC, della quale gestiamo 6 milioni di caselle, alla firma digitale, alla fatturazione elettronica”.

Rivendica Cecconi la scelta controcorrente di non quotarsi in Borsa, nel pieno boom della net economy, “per non perdere quell’agilità e quella capacità di rischiare che ci contraddistinguevano e che nel tempo ci hanno consentito cambiare velocemente”.

Un network di data center

In questi anni Aruba è riuscita a costruire un network di data center in tutta Europa e ad ampliare la propria presenza in Inghilterra, Germania, Francia, Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria e persino in Cina, dove si è aggiudicata la gestione del dominio .Cloud battendo sul campo agguerriti competitor come Amazon o Google.
In Italia, Aruba continua a investire: il data center di Ponte San Pietro, inaugurato nel 2017 nei prossimi due anni verrà ampliato con la costruzione di ulteriori due datacenter, completati da spazi direzionali, un auditorium, un centro logistico. Il tutto nell’arco dei prossimi due anni.

A Roma, invece, è stata annunciata la realizzazione di un Hyper Cloud Data Center da 74.000 metri quadrati, per il quale massima è l’attenzione ai temi della sicurezza.