WhatsApp guarda ai pagamenti con il P2P

Dopo l’arrivo della versione per i professionisti ecco il progetto per pagare tramite peer-to-peer tra le chat. La sperimentazione parte dall’India

Pubblicato il 29 Gen 2018

Paolo Longo

whatsapp-p2p-india

Silente per diversi mesi ora WhatsApp vuole accelerare verso l’innovazione. Dopo l’arrivo della versione Business, specificamente pensata per attività commerciali, enti e organizzazioni, il client di chat più usato al mondo punta ai pagamenti via peer-to-peer. Il progetto è già in una fase avanzata e vedrà una prossima attuazione in India, paese scelto per testare il trasferimento di denaro direttamente dalle finestre dell’applicazione di proprietà Facebook. Non vi è nulla di ufficiale, ma diversi dipendenti del social network hanno fatto sapere ai media locali di avere tra le mani una declinazione beta del software che permetterebbe proprio lo scambio di moneta in maniera veloce e sicura.

Se sulla versatilità del servizio ci sono pochi dubbi, è proprio in merito alla protezione degli utenti che sorgono le principali perplessità. L’India però non è per nulla un mercato vergine in tal senso, perché è proprio qui che alcuni nomi noti, come Google, hanno portato i loro esperimenti P2P, trovando terreno fertile e un governo aperto alle nuove opportunità della tecnologia in ambito finanziario.

Il peer-to-peer di WhatsApp si baserà dunque, come Google Tez e i locali Paytm e BHIM, sulla piattaforma UPI, la Unfield Payments Interface che unisce i circuiti delle banche supportate e le app delle singole aziende, con il vantaggio della crittografia end-to-end già attiva per le chat tra singoli e gruppi. La sicurezza è quindi un perno centrale dei processi transazionali digitali, peraltro in test da tempo all’interno della nazione che conta oltre 200 milioni di utenti mobili. L’iniziativa P2P non cade a caso in questo particolare momento storico per la compagnia. Dopo l’arrivo di WhatsApp Business è lecito pensare alla volontà di spingere verso l’adozione enterprise del client, che finora è stato appannaggio dell’utenza consumer.

I nuovi canali di vendita non possono certo escludere forme di comunicazione avanzata del genere, che oltre a semplificare il passaggio delle informazioni portano con sé un potenziale inespresso, che potrebbe trovare nel P2p un punto di svolta essenziale per aprirsi a metodi di interazione più completi e idonei a cogliere il cambiamento.

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