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Nel 2018 ogni smartphone avrà un’AI avanzata



Raggiunta la super-efficienza dei processori, il prossimo step è creare CPU parallele dedicate alla sola gestione dell’Intelligenza Artificiale. Proprio come il Kirin 970

Paolo Longo

29 Set 2017


Prima Huawei poi tutte le altre. Dopo il lancio del Kirin 970, che sarà a bordo del Mate 10 in vista di lancio per metà ottobre, i principali produttori di smartphone sono all’opera per creare il proprio hardware dedicato all’Intelligenza Artificiale. Anche Apple, con l’A11 Bionic, ha mostrato come è possibile affiancare a un classico processore l’elaborazione di reti neurali, per offrire all’utente un’esperienza d’uso più appagante.

 

Più della realtà aumentata, più del virtuale, sembra essere questo il trend del prossimo futuro. Il motivo è chiaro: una volta raggiunta una super-efficienza delle CPU, in grado di bilanciare perfettamente prestazioni e autonomia, il passo successivo è quello di aumentare le capacità cognitive dei telefonini, alzando il livello del machine learning e del calcolo computazionale organico.

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Questo vuol dire affiancare alle normali procedure di compilazione, a livello teorico le stesse che guidano i computer da decenni, altre già viste in contesti più avanzati, come appunto le reti digitali neurali. Già il Mate 10 dovrebbe abilitare un panorama simile, in cui l’Intelligenza di bordo è davvero in grado di comprendere, suggerire e prevenire le necessità degli utenti, almeno per i task che la riguardano. Come si tradurrà tutto ciò nell’uso quotidiano è da capire, ma lo scopriremo molto presto.

 

Il primo produttore di smartphone al mondo, Samsung, è all’opera per un proprio processore dedicato, che vedremo probabilmente a corredo del Note9 tra giusto un anno. Gli analisti ne sono convinti: il 2018 sarà l’anno dei chip AI, almeno sui dispositivi top di gamma. Una tendenza che potrebbe riportare in auge compagnie che dal mondo mobile hanno tratto ben poco, come Microsoft, invece molto avanti nello sviluppo di un’assistente digitale più umana (Cortana). Quello che abbiamo ora è uno step medio, rappresentato dai vari Siri, Bixby, la stessa Cortana e Google Now, iterazioni assistenziali interessanti ma nulla in confronto a ciò che ci aspetta tra qualche mese.

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