Motorola Solutions, come cambia il futuro della forza pubblica grazie ad AI e realtà aumentata - TechCompany360

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Motorola Solutions, come cambia il futuro della forza pubblica grazie ad AI e realtà aumentata



La società che progetta sistemi di comunicazione per i settori mission critical guarda al futuro: realtà virtuale e intelligenza artificiale per facilitare il lavoro delle forze dell’ordine grazie all’uso di tecnologie di riconoscimento facciale e all’elaborazione dati nel cloud

Annalisa Casali

19 Set 2017


Le reti intelligenti giocano un ruolo chiave nello sviluppo degli apparati di protezione delle Smart City ma sono gli operatori “sul campo” – poliziotti, carabinieri… – a fare la differenza tra una città sicura e una ostaggio della criminalità. E proprio sugli operatori si concentrano gli sforzi dei ricercatori di Motorola Solutions, società americana (la sede è a Chicago) che sviluppa tecnologie per le comunicazioni radio destinate sia al settore privato che a quello pubblico. Le sue ricetrasmittenti con tecnologia Push-To-Talk (PTT, il cosiddetto tasto “parla-ascolta”) sono usate per far comunicare tra loro gli uomini dei servizi di sicurezza che presidiano un evento sportivo o un concerto, i poliziotti impegnati in una retata, i vigili del fuoco e gli operatori della protezione civile durante un intervento di emergenza.

Cosa cambia nel manufacturing

Ma la tecnologia in questione trova impiego anche nel manufacturing, per gestire le comunicazioni tra gli operatori all’interno degli impianti industriali, nell’edilizia – per favorire la condivisione delle informazioni all’interno del cantiere –, nell’oil&gas, nei trasporti, nell’hotelerie e nel retail (i commessi delle grandi catene di moda sono ormai tutti dotati di ricetrasmittente per comunicare in tempo reale con il magazzino, gli altri commessi o le casse). Si tratta di dispositivi intuitivi ma sostenuti da una complessa architettura IT: «Il PTT – spiega Sirio Magliocca, Amministratore Delegato di Motorola Solutions Italia – crea automaticamente una gerarchia nelle comunicazioni, siano queste bidirezionali o di gruppo. Si tratta di una tecnologia che, sono certo, continuerà a essere utilizzata anche in futuro perché nelle situazioni di particolare urgenza e concitazione, la possibilità di abilitare una chiamata semplicemente schiacciando il tasto posto lateralmente alla ricetrasmittente può veramente fare la differenza tra la vita e la morte».

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Il PTT va nel cloud

WAVE, presentata nei giorni scorsi, è una piattaforma che facilita la collaborazione all’interno di gruppi di lavoro distribuiti geograficamente. «Si tratta – spiega Lorenzo Spadoni, Key Account Government & Public Safety di Motorola Solutions Italia – di una soluzione completa che comprende, oltre alle ricetrasmittenti, anche tutta la parte infrastrutturale, le centrali operative e lo strato applicativo». Permette di instaurare e prioritizzare le comunicazioni da qualsiasi tipo di device (walkie-talkie, telefonini cosiddetti “rugged”, pensati per un utilizzo in ambienti particolarmente ostici, e smartphone consumer) su diverse tipologie di reti (Broadband, Wi-Fi, Public Safety LTE utilizzate dalle autorità di pubblica sicurezza e Land Mobile Radio per le comunicazioni V2V, da veicolo a veicolo). Disponibile in due versioni, WAVE 5000 – che dal prossimo anno sarà erogato anche come servizio in cloud, grazie a un accordo siglato con Amazon AWS – è destinato agli enti locali e alle piccole e medie organizzazioni private. WAVE 7000 è, invece pensato per i grandi enti nazionali di pubblica sicurezza e assicura il rapido provisioning e l’aggiornamento immediato delle funzionalità a tutti gli utenti, oltre a funzionalità avanzate di sicurezza delle comunicazioni e mappatura dei dispositivi.

Lorenzo Spadoni, Key Account Government & Public Safety di Motorola Solutions Italia

Spazio alla “critical intelligence”

La società, che investe il 10% del fatturato in ricerca e sviluppo, oggi però si spinge oltre e lo fa attraverso soluzioni che «partendo dalle comunicazioni critiche evolvono in quella che noi definiamo critical intelligence – commenta Spadoni –. I dati, la loro elaborazione, contestualizzazione e integrazione con le tecnologie AI permettono di sfruttare i nostri apparati in un’ottica completamente diversa. Oggi è possibile agganciare alle tecnologie in uso alle forze dell’ordine tutto un substrato di servizi abilitato dal cloud. Grazie alle telecamere indossabili e al software di riconoscimento facciale, per esempio, sarà possibile scansionare in tempo reale i visitatori di un centro commerciale che l’agente di polizia incrocia camminando e identificare automaticamente un minore scomparso del quale sia stata diramata una foto segnaletica. E in futuro ci sarà spazio anche per droni e hololens, che aiuteranno gli operatori impegnati sul fronte di una frana, di un terremoto o un incendio». E per i partner quali opportunità si aprono? «WAVE è dotato di un middleware intelligente, un front end standard che permette di virtualizzare la tecnologia per renderla più facilmente integrabile dalle terze parti, tramite la semplice condivisione di API. I partner saranno, così, in grado di offrire un’ampia gamma di servizi all’utente finale, con formule tariffarie scalabili e pay-per-use».

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