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Il futuro degli smartphone è flessibile



Dopo ZTE e le indiscrezioni su Samsung, anche Huawei è pronta a lanciare il suo telefonino pieghevole entro il 2018. La conferma del CEO

Paolo Longo

24 Ott 2017


Sono due i trend di maggior interesse nel mondo degli smartphone, che coinvolgono anche gli utenti professionali. Da un lato la sempre maggior integrazione di soluzioni di Intelligenza Artificiale, figlie di processori con aree dedicate e una experience che intende andare l’oltre la sola interfaccia touch, dall’altro il sogno di un’intera generazione di innovatori, quelli che da anni studiano come realizzare display flessibili che possano trasformare un telefonino, compatto e versatile, in un dispositivo più completo, quasi un notebook.

 

Se il primo contesto è ben avviato, con il Kirin 970 di Huawei e la CPU A11 Bionic di Apple in azione già su iPhone 8 ma soprattutto sul prossimo iPhone X (qui tutto su iPhone x prezzi e caratteristiche), dal punto di vista del design c’è ancora del lavoro da fare. Un pannello pieghevole, che conservi le stesse caratteristiche di qualità odierne, non è semplice da realizzare, seppur si basi su una tecnologia esistente che risponde al nome di OLED. Samsung ha in mente un progetto del genere da almeno tre anni, quando ha diffuso online concept molto interessanti che pare debbano concretizzarsi nel Galaxy X in uscita nel 2018. In verità, già adesso c’è un primo eco di una simile innovazione, concretizzata da ZTE con Axon M.

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Si tratta di un telefonino che non ha uno schermo flessibile ma due uniti da una cerniera molto sottile ma pur presente. Axon ha dimostrato a cosa potrebbe servire un terminale del genere: semplice smartphone full touch da chiuso, piccolo tablet una volta aperto. Galaxy X dovrebbe andare anche oltre, realizzando per davvero un device del tutto pieghevole, esteticamente più interessante e decisamente votato al futuro.

Più o meno quello che ha in cantiere Huawei, in versione prototipo funzionante. Lo ha detto il CEO della compagnia Richard Yu, in una recente intervista con CNET. “Si, abbiamo un esemplare finito tra le mani ma va migliorato. Ad esempio tra i due display c’è ancora dello spazio e non ci piace del tutto. Lavoreremo per andare oltre”. Senza aver diffuso tempistiche, pare che il modello flessibile di Huawei possa vedere la luce comunque entro il 2018, per ribattere colpo su colpo alle mosse delle rivali, soprattutto Samsung, che tutt’ora detiene il primato come primo produttore di smartphone al mondo, proprio davanti alla cinese.

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