Strategie

Zuckerberg: il team è il segreto del successo di Facebook

Il numero uno del social network, in visita a Roma, ha annunciato una donazione alla Croce Rossa per il terremoto. Per il futuro rivela: puntiamo sulla realtà aumentata

Pubblicato il 30 Ago 2016

Gianluigi Torchiani

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Non si può certo dire che la visita di ieri Mark Zuckerberg a Roma sia passata inosservata: prima la corsa di primo mattino davanti al Colosseo, poi l’incontro con il premier Matteo Renzi, dopo quello con Papa Francesco e, infine, l’ora di interazione con gli studenti dell’Università Luiss. Un’accoglienza e un’attenzione da vero e proprio guru, che hanno permesso all’hashtag #Zuckerberg di rimanere per lungo tempo in cima ai trend topic del social network “nemico”, ossia Twitter. In mezzo a tante parole anche tanti annunci, primo tra tutti la donazione di 500.000 euro alla Croce Rossa italiana, sotto forma di ADS che potranno essere utilizzate sulla piattaforma social per promuovere attività come ricerca di volontari, richiesta di donazione di sangue, ecc (scelta questa che ha ovviamente scatenato molte polemiche in Rete).

Nel colloquio con Renzi, il numero uno di Facebook si è invece concentrato soprattutto sull’intelligenza artificiale: «Abbiamo anche parlato di come la tecnologia sta aiutando a creare posti di lavoro e far crescere l’economia italiana. Ho riferito al primo ministro di essere particolarmente entusiasta del lavoro che si fa in tutta Europa sull’intelligenza artificiale. Come parte del progetto di ricerca Facebook sull’Intelligenza Artificiale, stiamo donando 26 potenti server GPU a gruppi di ricerca in diversi Paesi europei – incluso uno all’Università di Modena e Reggio Emilia qui in Italia. Hanno un grande programma di intelligenza artificiale e computer vision, e questa nuova tecnologia si spera possa aiutare gli studenti e i professori fare ancora di più».

Successivamente, nel pomeriggio, si è tenuto il discorso alla università privata romana, con domande del pubblico forse un po’ timide nei confronti del numero uno dei social network, che ha fornito risposte molto in linea con la sua storia di imprenditore americano di successo (forse troppo per molti “cinici” europei). Di questo tenore sono state, ad esempio, le sue risposte sulle qualità personali necessarie per raggiungere il successo: «Se vuoi costruire qualcosa, dovresti focalizzarti su quali cambiamenti vorresti fare nel mondo. Io vedo troppi imprenditori che decidono di voler avviare un’azienda prima ancorra di sapere cosa vogliono costruire. Per me è necessario sapere prima qual è l’impatto che si vuole avere e cosa si vuole fare».

Zuckerberg ha poi rinnegato il mito del self made in man, ponendo l’accento sulla comunità, che è poi anche alla base del successo di Facebook: «Nessuno ce la fa da solo. Hai bisogno di costruire il migliore team al mondo. Quando vedi le più grandi cose realizzate al mondo, queste non sono state realizzate da una sola persona. C’è bisogno di costruire in team e circondarsi delle persone migliori da cui apprendere, con skill complementari capaci di farti tirar fuori delle nuove capacità personali».

Per Zuckerberg, insomma, un’organizzazione deve essere sempre capace di imparare, e circondarsi da persone giuste. Alcune domande si sono poi concentrate sul ruolo di Facebook: il ceo non si è negato alla domanda su un ruolo negativo dei social network: «Facebook non ha sostituito le relazioni reali, ma aggiunto occasioni di rimanere in contatto che altrimenti non ci sarebbero» e ha ribadito che «Non siamo una media company, siamo una technology company, noi facciamo tool per connettere persone e aziende nel mondo, non creiamo contenuti.

Poi uno sguardo alle tendenze future, in particolare alla realtà virtuale, che «ha il potenziale per essere la piattaforma più social mai costruita. (…) È un enorme potenziale per l’interazione sociale, perché si sta creando presenza. Ti senti come se fossi con qualcuno anche se sei dall’altra parte del mondo. È diverso da qualcosa come guardare la TV. Più nel breve termine, ha detto Zuckerberg, Siamo concentrati prima di tutto sul video – il video è al centro di tutti i nostri prodotti. La Realtà Aumentata ne costituirà una parte importante: per aiutare le persone ad esprimersi e rendere la condivisione più divertente. In futuro, pensate alla possibilità di camminare per le vie di Roma e vedere le informazioni storiche in Realtà Aumentata». Qualcosa, insomma, che va ben oltre il classico web 2.0, come si era già intuito dalla ultima conferenza degli sviluppatori di Facebook.

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