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F8

Anche Facebook punta sui bot e guarda alla realtà virtuale



Nel corso della conferenza degli sviluppatori che si è svolta a San Francisco, Mark Zuckerberg ha delineato la strategia del social network per i prossimi dieci anni.

Gianluigi Torchiani

14 Apr 2016


Nonostante l’indubbia posizione di predominio raggiunta nel mondo dei social network e non solo, Facebook non ha alcuna intenzione di fermarsi ma, anzi, è pronta a rilanciare, delineando la sua strategia per i prossimi 10 anni. Mark Zuckerberg ne ha parlato diffusamente nel corso di F8, la conferenza degli sviluppatori del social network numero uno al mondo, che ha visto la presenza di ben 2600 sviluppatori. La novità più immediata si chiama chatbot, un’intelligenza artificiale che sarà collegata a Messenger, permettendo di ricevere messaggi di aziende, contenuti per abbonati a aggiornamenti su meteo e traffico, fino a messaggi personalizzati come fatture o notifiche sulla spedizione di merci. Facebook ha già raccolto alcune importante adesioni: tra queste eBay, Expedia, Sephora. Un servizio del tutto simile era stato presentato pochi giorni fa alla conferenza degli sviluppatori di Microsoft, questa volta integrato con Skype e Cortana.

A dimostrazione che le chat bot sono uno dei principali trend di questo momento, con potenzialità tali da sparigliare le carte su Internet. L’idea che è alle base è che con le chat bot si potrebbe fare a meno di fare ricerche su Internet per reperire informazioni, ma anche il modello app potrebbe essere sorpassato. Che guarda caso, sono i due canali dove oggi predomina Google – con il suo motore di ricerca omonimo e Android. Chiaramente, se questa soluzione – forte dei 900 milioni di utenti al giorno di Messenger (e in prospettiva magari di WhatsApp) potesse imporsi, è chiaro che Google potrebbe avere più di un problema a mantenere il suo attuale livello di introiti. Decisamente più immediata è la l’integrazione di Dropbox con Messenger: sarà possibile condividere i file – anche pesanti come foto e video – direttamente dalla piattaforma di cloud storage privato. Un’opzione valida sia per iOS che per Android.

Da San Francisco sono poi arrivate tante altre novità: tra cui per Facebook Live, il servizio di video straming lanciato recentemente che sta registrando un clamoroso successo a livello globale. La notizia è che, d’ora in poi, si potranno trasmettere i video live non più solo dallo smartphone ma da tutti i dispositivi, anche videocamere e droni. Sempre nell’ottica di arricchire il social network ci sono il Quote Sharing, che consentirà agli utenti di condividere citazioni raccolte nel web o nelle app con i loro amici di Facebook, e il pulsante “Salva” per salvare articoli, prodotti o video che interessano. Per quanto riguarda il mondo dei media, già abbastanza rivoluzionato dall’irrompere dei social network, Zuckerberg ha ufficializzato che gli Istant Articles (articoli che si possono leggere direttamente su FB) sono aperti a tutti gli editori. Più in prospettiva, Zuckerberg ha delineato la roadmap della società nei prossimi dieci anni: nell’immediato, saranno rafforzate le applicazioni di punta, ossia Istangram, la stessa Facebook e WhatsApp.

Per il futuro si punta chiaramente sulla realtà virtuale e aumentata, mossa per certi versi obbligata dopo l’acquisizione di Oculus Rift. I prodotti ci sono e sono pronti per essere utilizzati: per renderli monetizzabili, ha ammesso Zuckerberg, occorre però mettere a punto un’adeguato ecosistema di partner e sviluppatori. Insomma, nei prossimi anni si potrebbero creare delle opportunità anche per gli operatori di canale.  Più sfumato è l’obiettivo di migliorare la connettività (anche in questo caso una sfida a Google): Facebook ha presentato nuovi strumenti di sviluppo per il suo servizio Free Basics, che permette di accedere a un numero limitato di servizi e siti Internet ed è destinato ai mercati più poveri dove non esiste alcuna connessione al web.

In ogni caso Facebook fa sul serio: lo dimostra il fatto che, a ridosso della conferenza, sia stata annunciata la nomina di Regina Dugan a capo di Building 8, il team interno dedicato alla creazione di nuovi dispositivi hardware che facilitino la “connessione” del mondo. Dugan è stata strappata a Google, dove guidava il gruppo specializzato nelle tecnologie avanzate. Un campo sinora dominio della società di Mountain View ma dove ora Zuckerberg e soci vogliono prepotentemente dire la loro. 

 

 

 

 

 

 

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