Un modello federativo per i partner dell'ecosistema IBM - TechCompany360

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Un modello federativo per i partner dell’ecosistema IBM



Con l’edizione 2021 del suo Ecosystem Partner Summit, la “nuova IBM” torna a incontrare i partner. Focus sulla tecnologia per un’azienda che sempre più incoraggia ai propri partner a lavorare insieme, federando le loro competenze. Per Stefano Rebattoni, amministratore delegato di IBM Italia, il momento è quello giusto

Maria Teresa Della Mura

07 Set 2021


IBM è tornata a incontrare i propri partner e lo ha fatto con un incontro, del quale vi avevamo dato anticipazione, organizzato con una formula ibrida, che prevedeva parte del pubblico in presenza e parte da remoto.
Lo ha fatto, soprattutto, all’indomani dell’effettivo scorporo di Kyndryl e dunque nel giorno in cui di fatto prendeva vita una “nuova” IBM.
E proprio questo cambiamento è stato sottolineato da Fabrizio Saltalippi, Director of Partner Ecosystem in IBM Italia, nel saluto di benvenuto.
“Abbiamo cambiato pelle in modo importante negli ultimi 12 mesi, dobbiamo affrontare il nuovo e dobbiamo farlo con un ecosistema che ci accompagna”, sono state le sue parole. “In questi mesi, le aziende hanno dovuto rincorrere i temi di dell’innovazione come mai prima, mentre noi abbiamo cambiato pelle, decidendo di rifocalizzarci sulla tecnologia, staccandoci dalla system integration”.
IBM vuole essere “scelta” da un ecosistema smart, un ecosistema “in grado di fare cose diverse insieme a chi fornisce la tecnologia”.
“Noi ci mettiamo ricerca, sviluppo e tecnologie. Voi le competenze e la capacità di fare alleanze, indispensabili per affrontare la complessità dei clienti e costruire quel motore di innovazione necessario per affrontare il mercato”, ha ripetuto Saltalippi, evidenziando ancora una volta un tema a lui molto caro: quello della federazione delle competenze.

Stefano Rebattoni: “Segnali positivi dal mercato”

Il momento è quello giusto per dare nuovo slancio al business insieme, è il messaggio che arriva invece da Stefano Rebattoni, amministratore delegato di IBM Italia.
“I dati di scenario economico e sociale sono incoraggianti. I numeri del PIL e lo stesso Istat parlano di una ripresa, fanno ben sperare in una ripartenza del Paese nella quale l’IT ha un ruolo chiave”:
Sono tanti gli elementi che contribuiscono a costruire questa fiducia, non ultimo il PNRR che “pone le basi per un decollo. L’Italia oggi è il secondo Paese per tassi di crescita, abbiamo una nuova credibilità a Bruxelles, nel primo trimestre il nostro export è cresciuto a livelli maggiori rispetto ai livelli pre-COVID e nel secondo mette a segno un +2,7% su quello precedente. Cresce la propensione al consumo. Sono tutti segnali che invitano alla fiducia e all’ottimismo”.
Rebattoni trova motivi di ottimismo anche nella trasformazione tecnologica alla quale si sta assistendo e nella quale IBM gioca un ruolo chiave. “Quarant’anni fa IBM portava sul mercato un primo PC e dava il via a una rivoluzione. Oggi, la grande trasformazione è rappresentata la quarta piattaforma, l’hybrid cloud, su cui IBM costruisce metà del proprio business”.
C’è una trasformazione digitale che sta attraversando tutti i settori di industria e la stessa IBM ed è qui che la società gioca la partita con i propri partner.
“Siamo un’azienda con un grande focus sulla tecnologia e sulle soluzioni. Questo significa che i partner avranno un ruolo sempre più importante, anche perché IBM si muoverà direttamente su un numero finito di clienti”, chiosa Rebattoni, riprendendo un annuncio fatto nel corso della primavera: “Con i nostri partner lavoriamo in una logica di open collaboration, per agire in modo sempre più coeso e sinergico”.

Luca Altieri: Il ruolo di IBM Garage e IBM Studios

“Il modello federativo è la risposta alla domanda di velocità che viene dal mercato”, sottolinea di nuovo Saltalippi, mentre tocca a Luca Alteri, Direttore Marketing della società, ricordare a tutti i partner presenti all’evento, gli strumenti che IBM mette lo a disposizione.
“Strumenti di business”, li definisce, come IBM Garage, nel quale è possibile organizzare sessioni di design thinking “in tempi brevi e a costi accessibili anche per le piccole imprese”, tanto che nella prima metà dell’anno si sono registrati 120 ingaggi.
Ma non c’è solo il Garage, “Parliamo dell’Accademia, del knowledge hub, della possibilità di costruire percorsi personalizzati per comprendere i trend di mercato e i trend tecnologici, con agende specifiche per ciascun partner. Il tutto accessibile con i fondi di comarketing”.
Ma il Garage è uno spazio multifunzionale. Per cui non è difficile pensarlo trasformato in una palestra, “una tech gym, per coltivare le nostre menti e le nostre competenze”. In questo caso si parla di un calendario di giornate di training aperte a partner, sviluppatori, studenti…
E se la prima parte dell’anno ha avuto come focus i dati e la data science, la seconda sarà tutta incentrata sui temi della sicurezza.
E poi ci sono gli IBM Studios, un palcoscenico virtuale sul quale “ospitare le soluzioni sviluppate insieme ai nostri partner, accessibili e visibili a tutti”.

Non sono mancate menzioni e riconoscimenti ai partner presenti, sia a chi ha presentato soluzioni innovative, sia ai primi tre vincitori della IBM Tech Challenge (www.ibmtechchallenge.it). In questo caso con un invito: la challenge è ancora in corso e ci sono ancora tre “tappe” per le quali candidarsi.