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Router wifi infetto… ecco i nuovi obiettivi degli hacker e come difendersi.
Si arriva in un albergo, si entra in una casa, in un locale, un pub o un palazzetto dello sport e, nella maggior parte dei casi, una delle prime domande è quasi sempre «C’è una rete wifi?». Da li comincia tutto: condivisone di foto, file, chat professionali, private e, spesso, acquisto di app, libri, viaggi online con inserimento e condivisioni di password, transazioni online…
Tutto a portata di mano, di smartphone, tablet, notebook, tutto semplice e in perfetta linea con la digital transformation che abbatte le barriere tra vita “fisica” e vita “virtuale”. Una rivoluzione dirompente e capace di abilitare scenari e vantaggi ancora in parte inesplorati… nel bene ma anche, tremendamente, nel male.
Reti wifi vulnerabili, il caso Wifi Crack
A portare, mai come prima forse, l’attenzione e i brividi di privati e imprese in tutto il mondo sulla vulnerabilità delle sempre più diffuse reti “senza fili” ci ha pensato, di recente, il clamoroso caso del Wifi Crack. Di fatto, come racconta questo speciale sul WifiCrack e su come è accaduto, gli hacker si sono divertiti (ovviamente per affari) a violare WPA2, il protocollo di sicurezza “più sicuro” e standard delle reti Wifi, arrivando ad avere tra le mani il potere di intercettare il traffico della rete, “beffare” e influenzare qualsiasi tipologia di network Wi-Fi, dalle connessioni domestiche a quelle aziendali e pubbliche. Una vulnerabilità, chiamata KRACKs, che ha permesso ai cybercriminali di dialogare con una rete WiFi iniettando dei virus informatici e di leggere password, numeri delle carte di credito, vedere e scaricare fotografie, dati, informazioni condivisi via whatsapp, social networks ecc. Un disastro insomma.
Un caso che, se mai ce ne fosse stato bisogno, ha mostrato concretamente come, al tempo dell’Internet delle cose (qui lo speciale per sapere che cosa è l’Internet of things e gli ambiti applicativi e qui una guida per conoscere le soluzioni in grado di proteggere sia i confini sia l’interno della rete), dei social networks e dell’esplosione dei collegamenti al Web senza fili, proprio i router e tutti i punti di accesso alle reti wifi sono diventati obiettivo più che sensibile per il mercato del cybercrimine. Un mercato fiorente e in continua espansione anche grazie al livello bassissimo della percezione del rischio da parte degli stessi utenti. (qui lo speciale per sapere che cosa è il Deep Web e come è diventato il covo del cybercrimine)






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