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Protagonisti

Per Brocade non c’è trasformazione senza un network. Meglio se software defined



All’incontro milanese con i partner, il vendor espone la propria idea di digital transformation, che coinvolge il data center, passando dal network e (100%) dal canale

Gianluigi Torchiani

21 Apr 2016


A Milano, l’Hotel Barcelò ha fatto da cornice al Brocade Partner Academy 2016, l’evento che annualmente chiama a raccolta il canale e i partner tecnologici del vendor specializzato in soluzioni di Software Defined Networking, per definire insieme i nuovi trend di mercato da percorrere, le opportunità identificate e le attività di supporto per lo sviluppo congiunto del business. Questa è la quinta edizione dell’Academy italiana, alla quale hanno risposto 130 operatori, per incontrare il management del vendor, dei suoi due distributori nazionali, EDSLan e Zycko, oltre a vendor partner quali Lenovo, Ibm, HPE, Fujitsu, EMC e Hitachi Data Systems. Parte con un omaggio a David Bowie la convention, testimone di quella transformation che si vuole declinare come digitale, che sta vivendo il mercato e l’offerta stessa.

«Digital transformation che si accompagna a una channel transformation – ha esordito Elena Bonvicino, channel account manager di Brocade Italia -. Dobbiamo capire insieme cosa si intende per transformation, come il canale si è evoluto e quali strumenti Brocade può mettere a disposizione». Tocca quindi a Marcus Jewell, VP EMEA di Brocade, analizzare i diversi stadi della trasformazione, letta come evoluzione dell’infrastruttura: «Negli ultimi 20 anni nuovi attori, apparentemente fuori dal target aziendale, si sono ricavati un ruolo primario nella digital transformation, mentre altri, anche storici, incapaci di cogliere gli stimoli della trasformazione verso il digitale, sono scomparsi. Tutto cambia, e la capacità di abbracciare il cambiamento digitale deciderà i vincitori o i perdenti per i prossimi anni».

E il network è alla base del cambiamento: il 75% dei CIO è convinto che sia l’ingrediente indispensabile per raggiungere gli obiettivi della propria azienda, stimolando una trasformazione che può portare a un calo dei costi e della complessità dell’infrastruttura, grazie al consolidamento, razionalizzazione e virtualizzazione, e il punto di svolta si attua proprio quando si arriva alla sua automazione e orchestrazione.

 

«È arrivato il momento per un nuovo IP – avvisa Jewell -, un nuovo network, ottimizzato per applicazioni immediate e sviluppo e utilizzo in cloud, che consenta performance superveloci, zero downtime e ridotta gestione, per arrivare, domani, ad avere un supporto software defined alle soluzioni». Tendenze che trainano i risultati di Brocade, che in Italia, nell’ultimo anno, ha visto crescite dell’11% sullo storage area network e del 20% sulle soluzioni IP.

«Il che ci ha portato ad aumentare il nostro team di supporto al canale, attraverso il quale dirottiamo l’intero giro d’affari, con figure di pre e post vendita a copertura delle varie aree geografiche – commenta Paolo Lossa, sales director Italia e Iberia di Brocade -. Un’attenzione alle aspettative del canale che saggiamo periodicamente attraverso una nostra survey fatta su 60 partner, per poterci concentrare sugli aspetti che realmente stanno più a cuore al canale».

Tra le prime priorità che emergono dalla survey, risalta la crescita della volontà di ampliare le competenze tecnologiche dei partner, la necessità di scouting di nuovi clienti e la possibilità di allargare l’offerta con nuove tecnologie, spesso all’interno dello stesso vendor. E l’ampliamento dell’offerta che Brocade sta perseguendo, pare andare in perfetto accordo con i desiderata mostrati. Il vendor lancia, infatti, una soluzione di sicurezza (Flow Optimizer) in grado di mitigare gli attacchi per una SDN Security, oltre a presentare un servizio di Asset Management, con installazione e disinstallazione in base alle reali esigenze dei clienti, in grado di togliere le inefficienze dai sistemi complessi.