Microsoft taglia 12 competenze per spingere il cloud - TechCompany360

Microsoft taglia 12 competenze per spingere il cloud



Le specializzazioni saranno definitivamente eliminate entro dodici mesi in un’ottica di semplificazione e per favorire il passaggio dei partner alla nuvola

Gianluigi Torchiani

20 Apr 2016


Microsoft, come noto, sotto la guida di Satya Nadella, sta puntando sempre di più sulla tecnologia cloud. Con conseguenze significative anche per il canale di vendita, che la multinazionale di Redmond sta cercando da tempo di spingere verso questa modalità. In particolare mettendo in risalto le opportunità offerte dal punto di vista del business. Una tattica che ha sicuramente pagato, tanto che la stima di Microsoft è che ben il 48% dei partner abbia in qualche modo adattato la propria offerta per vendere anche servizi basati sulla nuvola. Una percentuale elevata ma, probabilmente, non sufficiente per Microsoft che, secondo quanto pubblicato in un articolo uscito nel blog ufficiale a firma Gavriella Schuster, General Manager, Worldwide Partner Group, si appresta a introdurre alcuni cambiamenti all’organizzazione dei partner, con l’ottica dichiarata di favorire un maggiore focus sul cloud. Per accelerare questa rivoluzione saranno progressivamente eliminate dal programma di canale ben dodici competenze riconosciute: per la precisione si tratta di Customer Relationship Management, Devices and Deployment, Digital Advertising, Distributor, Hosting, Identity and Access, Intelligent Systems, Learning, Mid-market Solutions Provider, OEM, Software Asset Management, e Volume Licensing.

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Più precisamente, già dal prossimo 30 luglio nessun partner potrà registrarsi per queste competenze, ma anche i rinnovi avranno vita breve: dal 30 ottobre 2016 non sarà più possibile effettuarli. Tutte queste certificazioni, comunque, avranno definitivamente fine entro il 31 gennaio 2018. Al posto di queste categorie ne saranno istituite delle nuove, in particolare quella dedicata alle opportunità offerte da Windows 10 in ambito mobile, già attiva. Schuster riconosce che il cambiamento può risultare difficile per alcuni partner, dunque spiega così il periodo di transizione di 18 mesi. Che però dovrà essere utilizzato dai partner per evolvere lungo la strada delineata da Microsoft, tanto che è stato anche messo a punto anche un sito Internet dedicato per aiutarli a intraprendere questo cambiamento. Nell’ottica di rispondere alle nuove esigenze dei consumatori finali. Un cambiamento che, ovviamente, interessa anche i partner italiani di Microsoft, che sono chiamati a un ulteriore impegno verso la nuvola.

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