«L’industria 4.0 cambia passo ma trasforma il canale, servono nuovi equilibri», la sfida di Cisco - TechCompany360

«L’industria 4.0 cambia passo ma trasforma il canale, servono nuovi equilibri», la sfida di Cisco



IT, elettronica, software, sensori, connettori… nuove forma di vita sul canale nuovi ecosistemi vitali e necessari per cogliere l’opportunità della digitalizzazione delle imprese, dell’industria, dei processi. Una sfida che Cisco ha deciso di affrontare grazie ad una serie di programmi e strumenti ad hoc, la voce di Giorgio Campatelli, Italy Partner Organization Leader in Cisco

Marco Maria Lorusso

20 Giu 2016


«Ci sono forme, dimensioni, DNA e modi di esprimersi completamente diversi e fino ad ora distanti anni luce che, necessariamente, dovranno ora parlare, integrarsi, collaborare e dare vita a nuove forme di vita e di business… non è facile, non è scontato ma è una sfida entusiasmante e necessaria». Dalle parole ai fatti Giorgio Campatelli, Italy Partner Organization Leader in Cisco, è il manager che ha oggi la responsabilità di trasformare proiezioni, visioni, scenari incredibili legati a IoT, Industry 4.0, Cloud e digitalizzazione in un ecosistema. Una efficace filiera di business, una catena di valore capace poi di “scaricare” sul territorio le enormi potenzialità che si celano dietro a simili paradigmi evolutivi. Una sfida complessa che non spaventa Campatelli, «Non c’è mai stato momento migliore per essere un partner Cisco e per essere in questo mercato – spiega il manager – ma esserci vuol dire essere in grado di aiutare imprese e manager a cambiare le proprie organizzazioni a velocità siderali, adottare nuove tecnologie rapidamente, spostarsi verso modelli di business realmente digitali… il tutto in maniera sicura, scalabile, funzionale».

Verso le LOB

E’ la digitalizzazione bellezza, verrebbe da dire, ed è l’era in cui l’IT non è più confinata nella stanza dei bottoni governata dal Cio. E’ l’era in cui l’IT, come un liquido entra in ogni processo delle imprese e diventa argomento e area di influenza di nuove e diverse figure di management, il Cmo, il Cfo… le linee di business insomma che parlano e chiedono una lingua nuova e diversa fatta di processi e meno di bit, il tutto fino ad arrivare anche alla logistica, alla produzione, alla fabbrica, all’Industria 4.0 insomma…   

«Una trasformazione dirompente – spiega Campatelli – che è possibile portare sul mercato solo attraverso una nuova forma di ecosistema. Un ecosistema capace di proporre software sviluppato con rapidità, servizi gestiti, business ricorrenti e nuove forme di relazione con il cliente sfruttando la forza del cloud per esempio». Un modello sul quale Cisco è da tempo al lavoro, dato che il 26% del suo business mondiale non è dovuto alla vendita di prodotti ma è basato su contratti ricorrenti.

 

IT e OT, cosi lontani, cosi vicini…
Come detto però, oltre ad un tema di modello di business, entrare a contatto con le Lob e, in particolare, con temi come la logistica, la fabbrica, l’industria, prevede una vera mutazione genetica dei partner…

«Oggi più che mai è inoltre necessario che canale IT e canale OT (Other Technologies, ovvero focalizzato sul mondo dell’elettronica, dei connettori, della sensoristica), sviluppino competenze di sintesi e di valore che permettano a entrambi di completarsi. Sono mondi che prima erano distanti e che ora l’IoT, la Fabbrica 4.0 sta portando a sovrapporsi. Grazie ad una simile integrazione – continua Campatelli – potremo sviluppare nuovi e decisivi business in mercati come Agrifood e Manufacturing. Abbiamo la piattaforma abilitante, la rete. Intorno ad essa l’internet delle cose può dare vita a progetti rivoluzionari in questi ambiti, dai droni alla sensoristica… Tutto però deve essere integrato, dall’elettronica alla sicurezza, passando per i sensori, il datacenter, la sicurezza, il software e ovviamente la rete, ed è per questo che serve, ora, un salto di qualità a livello di consistenza e Dna della filiera».

La strada di Cisco

Andando con ordine, in un simile scenario la multinazionale ha da tempo messo in moto una macchina a più motori in cui diversi progetti si stanno sviluppando e integrando con un fine unico, creare nuove competenze e figure di riferimento sul territorio. Primo  esempio in questo senso è sicuramente CDA – Country Digitalization Acceleration, programma un progetto ambizioso, sviluppato con il Governo. Un progetto che punta ad accelerare la crescita delle competenze, dei servizi e degli investimenti in direzione proprio della Fabbrica 4.0 grazie a circa 100 milioni di dollari in 3 anni. Ma c’è di più soprattutto a livello di ecosistema di vendita come anticipato. «Proprio per facilitare lo sviluppo non tanto di nuove numeriche, ma di nuove competenze all’interno dei nostri canale IT e OT – racconta Campatelli – abbiamo avviato un programma ad hoc per la fabbrica 4.0 che conta, tra le sue specializzazioni proprio l’Internet delle cose. Un progetto che ci permetter di lavorare di più e meglio insieme a tipologie diverse di partner. Non solo, come in parte anticipato, abbiamo avviato anche un nuovo percorso di certificazione dedicato allo sviluppo software. Un percorso che aiuterà gli integratori e i partner a sviluppare nuove competenze nell’ambito dei container, dei microservizi e della capacità di esecuzione con tempi molto più ridotti. Due le certificazioni già disponibili (Integrator e LifeCycleAdvisor), a breve sarà introdotta la certificazione Consultant».

 

La carta di Aces

Ultimo ma non ultimo, poi il cuore, uno dei progetti che con più forza Campatelli e il suo team stanno spingendo sul mercato e sui loro interlocutori di canale. Si scrive Aces e si legge come Accelerating Cisco Ecosystem Sales ovvero una piattaforma web pensata e sviluppata per offrire tool e strumenti di business pratici ai partner, dalla vendita (con il SalesConnect) al marketing fino allo sviluppo dei business plan e delle società, parte dell’ecosistema, che possono offrire supporto strategico nell’indirizzare una opportunità sul territorio. Un vero ecosistema dunque in cui, spiega Campatelli «A fare la differenza non sono i volumi di business ma le competenze, i casi di successo e il valore dei partner che viene messo a fattor comune finalmente e diventa piattaforma per la costruzione di business incrementali. In tema di novità poi, abbiamo inserito sulla piattaforma anche MyLearnSmart, spazio web dedicato a tutte le informazioni e gli strumenti utili per costruire business in ambito smart cities».

 

 

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