Aziende

Una Mitel sempre più software cerca nuovi partner

La società di UCC ha presentato MiVoice Office 400, una soluzione completamente software per le piccole e medie imprese. E cerca system integrator per andare oltre la pura e semplice vendita di hardware

Pubblicato il 28 Ott 2016

Gianluigi Torchiani

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Fabio Pettinari, country marketing Director di Mitel Italia

Un focus maggiore sul lato software e sul cloud, da mettere in atto anche con l’ausilio di nuovi e diversi partner. È questa la strategia di Mitel, azienda canadese ma con una forte presenza in Europa grazie all’acquisizione di Aastra nel 2014. Nel corso di un recente evento che si è svolto a Milano, dedicato soprattutto ai suoi rivenditori, la società di Unified Communications ha annunciato alcune novità e precisato le sue priorità per il futuro. L’azienda, leader in 3 quadranti di Gartner per quanto riguarda la business communication, ha fondato negli anni il suo successo soprattutto sulla sua capacità di vendere apparecchi telefonici, dunque hardware, al mondo aziendale. Prodotti che vende ancora proficuamente, con una media di un telefono commercializzato ogni 14 secondi. Negli ultimi anni, però, il mercato di riferimento di MItel è però decisamente cambiato, per effetto dell’arrivo della rivoluzione mobile. Che sta sempre più cambiando il modo di lavorare delle aziende, la cui forza lavoro è sempre meno fissa negli uffici e sempre più in mobilità, grazie ad apparati come smartphone e tablet. Facendo crescere una esigenza ben precisa: lavorare senza soluzione di continuità in piena sicurezza.

In tutto questo si è ormai inserita MItel, in particolare nel recente passato con MICollab, una soluzione (disponibile per qualsiasi piattaforma mobile, pure Blackberry) che offre all’utente la possibilità di comunicare e collaborare in modo stabile, scegliendo in ogni momento il dispositivo e la modalità di contatto preferita: voce, video, messaging o condivisione via web. Oppure con MiTeam, una piattaforma di collaborazione in tempo reale per team dedicati, che consente di creare delle vere e proprie virtual room (condivisione schermi, collaborazione su contenuti, meeting in voce e video…). Non solo voce e video, insomma, ma anche messagistica e molto altro ancora, tanto che Mitel vede tra i suoi competitor anche nomi come Cisco e Slack e magari in futuro anche Facebook.

La svolta “immateriale” dovrebbe essere ulteriormente incoraggiata da MiVoice Office 400, una soluzione completamente software per le piccole e medie imprese pensata per semplificare i processi e ridurre i costi, grazie all’utilizzo degli standard aperti SIP, che supporta sia terminali con funzionalità base, sia quei modelli altamente sofisticati e, soprattutto, i telefoni cellulari. Tutti integrati nella rete aziendale in una modalità “One Number”, in modo che le persone possano trasferire le chiamate da un dispositivo all’altro utilizzando le funzioni “Take” e, senza interrompere la conversazione, continuare su un cellulare una chiamata iniziata col telefono fisso in ufficio. In ottica di semplificazione è stata prevista un’unica interfaccia valida per tutti i dispositivi. In MiVoice Office 400 possono anche essere integrate nuove tecnologie e applicazioni speciali come soluzioni per l’industria, la sanità e l’ospitalità, o per la building automation e i server alarm. Mitel promette ai suoi rivenditori un posizionamento di costo accattivante di MiVoice, con speciali sconti che saranno disponibili sino a fine 2016.

Tutte mosse che possono incontrare l’interesse dei partner vecchi e nuovi. Perché, come ha raccontato a Digital4Trade Fabio Pettinari, country marketing director per l’Italia, Mitel ha in mente una trasformazione del suo canale di vendita. In particolare con l’allargamento della sua base partner: non più solo installatori telefonici ma, proprio per effetto della svolta software, sempre più system integrator IT. L’obiettivo è anche quello di consolidare ulteriormente il brand (“Nonostante la grande base installata, soprattutto nella PA, non siamo ancora così conosciuti,”, spiega Pettinari) e andare oltre l’hardware, al momento ancora predominante per Mitel sul mercato nazionale. “Anche per via dell’utilizzo di strumenti tipicamente consumer, come WhatsApp, nelle comunicazioni aziendali, anche per quelle più delicate”, evidenzia il country manager. Insomma, in Italia c’è bisogna ancora di lavorare da un punto di vista culturale sulla UCC e, anche per vincere questa sfida, Mitel chiede aiuto a vecchi e nuovi partner.

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