EMC taglia posti di lavoro. Ma non è la sola - TechCompany360

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EMC taglia posti di lavoro. Ma non è la sola



Il vendor, in vista della definitiva acquisizione da parte di Dell, vuole così ottenere risparmi di costi per 850 milioni di euro annui. Una politica seguita, di recente, anche da altri importanti nomi dell’IT

Gianluigi Torchiani

04 Gen 2016


Inizio anno difficile per EMC: la società ha annunciato un numero imprecisato di licenziamenti, con l’obiettivo di tagliare i costi annuali di 850 milioni di dollari. I tagli di posti di lavoro dovrebbero essere effettuati entro la fine del primo trimestre e saranno completati entro la fine del 2016. Impossibile non ricollegare questa decisione alla maxi acquisizione da parte di Dell, annunciata lo scorso ottobre per la cifra record di 67 miliardi di dollari. È probabile che, in previsione della convergenza delle due società, agli attuali dirigenti di EMC sia toccato il compito di anticipare alcune misure di “razionalizzazione”, probabilmente inevitabili, anche perché – nonostante tutte le sue mosse – il gruppo si ritrova da alcuni anni in uno stato di salute non eccezionale. Quel che è certo, però, è che, tra i nomi storici dell’IT, EMC non è certo la sola ad aver annunciato tagli ai posti di lavoro. Toshiba, come abbiamo scritto di recente, ha annunciato un taglio all’organico di 7.000 unità. Ancora più pesante è stato il conto della divisione per HP, che lo scorso ottobre ha avviato il licenziamento (in tre anni) di circa 33.000 dipendenti, pari al 10% dell’intera forza lavoro dell’azienda.

Anche Samsung, nonostante alcune smentite, è impegnata in un sostanzioso dimagrimento, innescato dalle recenti difficoltà nel mercato degli smartphone. Da anni è impegnata in una riduzione del proprio organico anche IBM, che in Italia ha da poco annunciato il “trasferimento” di oltre 300 dipendenti all’agenzia interinale Adecco. Pure Cisco, nel 2014, era stata costretta ad annunciare dei tagli di posti di lavoro di diverse migliaia di unità ed anche la stessa Microsoft la scorsa estate aveva stabilito il licenziamento di 7.800 addetti (principalmente nell’area telefonia).

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Insomma, a parte alcune eccezioni (di cui Apple è il caso più eclatante) e nonostante i venti di ripresa economica, i vendor hardware dell’IT tendono più a ridurre che non ad arricchire numericamente il proprio organico. Per far fronte a margini più deboli rispetto al passato e rispondere alle sfide dei nuovi e più agili concorrenti presenti sul mercato IT. Tanto che ai distributori, ormai, è richiesto e demandato un ruolo di supporto e formazione decisamente più ampio rispetto al recente passato.

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