Acquisizioni

Arm passa in mano giapponese

Il gruppo SoftBank, con interessi soprattutto nel mondo dei media e delle Tlc, ha rilevato il produttore di chip per 31 miliardi di dollari

Pubblicato il 19 Lug 2016

Gianluigi Torchiani

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Cambiano gli equilibri nel mondo dei chip: il gruppo d’affari giapponese SoftBank ha infatti raggiunto un accordo per l’acquisizione della britannica Arm per una cifra pari a 24 miliardi di sterline, circa 31 miliardi di dollari, vale a dire il 43% in più del prezzo di borsa precedente l’operazione. Come noto, Arm opera nel nel settore dei chip, sia direttamente che tramite la distribuzione di licenze. Al momento i suoi processori sono i leader assoluti nel mondo mobile (con una quota pari all’85%), tanto da essere utilizzati da nomi come Samsung, Apple, ecc, ma sono presenti anche in ambiti come consumer electronics, automotive, network e persino nei server (dove però domina la rivale Intel). Tanto che lo scorso anno sono stati commercializzati ben 15 miliardi di chip basati su tecnologia Arm.

Le aspettative di business del gruppo britannico per il prossimo futuro sono molto positive, soprattutto in relazione allo sviluppo del mercato dell’Internet of Things, dove i microchip giocano un ruolo fondamentale. Il predominio assunto nel mondo mobile da parte di Arm è tale che, nei mesi scorsi, si era ipotizzato l’interesse all’acquisto della compagnia da parte di uno dei maggiori produttori globali di smartphone.

Una mossa che, però, avrebbe comportato più di un problema sul fronte della concorrenza e forse creato qualche freno al business stesso di Arm. Che invece, essendo stata ora rilevata da una società sostanzialmente estranea a questo mercato, potrà continuare a operare in modo autonomo. «Il Consiglio di amministrazione ritiene che, grazie all’accesso a tutte le risorse che SoftBank offerti, ARM potrà ulteriormente far accelerare l’uso della tecnologia ARM ovunque ci siano attività di computing», ha dichiarato Stuart Chambers, portavoce di ARM. Come a dire: l’aspettativa è di un’ulteriore espansione. Da rilevare che l’operazione è stata accolta con favore dal governo britannico perché si tratta della prima grande acquisizione nel Regno Unito dopo la Brexit.

«Ad appena tre settimane dal referendum – ha osservato il cancelliere dello Scacchiere Philip Hammond – l’operazione mostra che la Gran Bretagna non ha perso nulla in termini attrattiva per gli investitori internazionali». Non solo: a dispetto dei timori di abbandoni di massa delle sedi Oltremanica da parte delle multinazionali, SoftBank ha assicurato che lascerà il quartier generale di Arm a Cambridge. Inoltre, il gruppo intende confermare la squadra dei manager e raddoppiare il numero dei dipendenti in Gran Bretagna nell’arco di cinque anni. Unica nota negativa dell’operazione, per il momento, è la reazione della Borsa di Tokyo, che ha punito il listino SoftBank con un ribasso del 10%. Il prezzo pagato per Arm è valutato troppo alto, inoltre le attività sono viste troppo al di fuori del perimetro di quelle della società giapponese (impegnata soprattutto nel mondo dei media e delle telecomunicazioni).

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