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Var Group si ritaglia un ruolo da protagonista attivo nella digital transformation

Nel corso dell’annuale convention di Riccione il gruppo ha ribadito la volontà di aiutare le imprese italiane nella Digital Transformation, ma senza più limitarsi a fare da ponte. Presentato un nuovo logo

Pubblicato il 26 Mag 2017

Gianluigi Torchiani

var group 2

La missione rimane sempre quella di essere un attore a servizio della trasformazione digitale: Var Group lo ha voluto ribadire nel corso della sua #conventionvar17 che si è svolta nei giorni scorsi per la prima volta al Palacongressi di Riccione, dopo dieci anni di appuntamenti consecutivi a Cervia. Ma il cambiamento di sede che per certi versi è esplicativo della forza e le dimensioni ormai assunte dal system integrator, che ha ospitato alla sua convention oltre 800 partecipanti, tra vendor e clienti. Tutti impegnati per due giorni a discutere concretamente di digital transformation, un fenomeno che Var Group ha deciso di vivere sino in fondo, come testimonia il claim scelto “Living Transformation”.

Una crescita sostenuta

Var Group porta avanti questa sfida con un fatturato di 237 milioni di Euro al 30 aprile 2017, in crescita del 5% rispetto all’anno passato (dati pre-consuntivi) una copertura territoriale capillare, con 33 sedi in Italia (di cui una nuova a Milano), 1185 dipendenti e una nuova organizzazione con Business Unit dedicate alle soluzioni tecnologiche, agli ERP & Vertical, ai Managed Services, alla Digital Transformation e alle Financial Solutions. Ormai una buona metà del fatturato di Var Group non è più soltanto legata alla pura e semplice rivendita dei prodotti dei big dell’IT ma, piuttosto, ma sempre di più ad aree come i managed services (in crescita del +35% a quota 38 milioni) e degli Erp & vertical (70 milioni e +19%). Come ha messo in luce il presidente di Var Group, Giovanni Moriani, la missione resta sempre quella dell’innovazione, ma Var Group non vuole e non può più limitarsi a fare da ponte tra il mondo dei vendor e quello dei clienti finali. Al contrario, vuole essere sempre di più un nodo attivo per affrontare la trasformazione digitale, riuscendo a guidare le imprese in questo percorso irto di ostacoli.

Una presenza capillare sul territorio

Ormai i progetti in cui è impegnata Var Group non sono più mono vendor ma data la loro complessità coinvolgono quasi sempre più brand e presuppongono un attento lavoro di integrazione delle soluzioni. Come ha sintetizzato l’Ad Francesca Moriani, «Le aziende sentono la necessità di avere un partner che le guidi nel percorso d’innovazione: non tutte infatti hanno la visione, le competenze e la capacità d’investimento per affrontare in autonomia la trasformazione digitale. Var Group opera per permettere a tutte le PMI di acquisire la competitività che il mercato richiede, grazie alla possibilità di fornire un’offerta end to end e a una profonda conoscenza di settori di mercato specifici. Per noi, inoltre, è fondamentale seguire gli imprenditori da vicino, portando questo bagaglio di servizi e soluzioni con prossimità grazie alla nostra presenza che copre tutto il territorio italiano». La due giorni di Riccione è stata ricca di casi di successo, con nomi del calibro di Gruppo Mangano, Boggi Milano, Cantine Settesoli, Farnese Vini, Giordano Vini, Lavazza, ITT, Multimedica, Frescobaldi, Conad Del Tirreno, Feudi di San Gregorio e Thun.

Industry 4.0 e Cloud

A proposito di Digital Transformation, il trend più importante da cavalcare in questa fase per Var Group è probabilmente l’Industry 4.0, che ha ricevuto la giusta spinta dal recente Piano Calenda. Dietro questa parola c’è l’ottimizzazione dei processi industriali, l’interoperabilità dei sistemi, il passaggio da una classica manutenzione a un sistema di qualità predittivo. Soprattutto, c’è un valore molto grande che va saputo cavalcare. Senza però dimenticare che per fare davvero industria 4.0 bisogna inserirsi nel sistema industriale esistente, dal momento che solo il 5% dell’installato nel mondo industriale ha meno di 5 anni, mentre spesso le tecnologie esistenti sono vecchie di decenni. Per questo, secondo Var Group, le imprese faticano ancora a capire come utilizzare queste nuove tecnologie in modo semplice. Ecco perché la strategia industry 4.0 del system integrator prevede diversi step, partendo da quelli base.

Innanzitutto mettendo a disposizione del cliente finale degli esperti per cercare di capire i problemi e fornire valore, innestando tutta una serie di tecnologie a sostegno del processo produttivo. Da questa base è possibile si partire per progetti più complessi, che non coinvolgono soltanto le grandissime realtà ma anche quelle più piccole. Perché produttività, flessibilità, qualità e competitività del prodotto sono caratteristiche potenzialmente utili per tutte le imprese. Oltre all’Industria 4.0 a Riccione si è parlato tanto anche di cloud: in questo senso la novità è che Var Group ha recentemente imboccato una strada diversa rispetto al passato, quando i servizi di questo tipo erano tutti erogati direttamente dal data center di Empoli. Quest’ultimo è stato potenziato, ma la logica è ora quella di vedere il cloud sempre più come integrazione di diversi servizi specializzati, con una netta apertura nei confronti del public cloud. Molta attenzione è stata naturalmente riservata all’ambito sicurezza, settore in cui il system integrator ha investito tantissimo in questi ultimi anni, dato anche l’avvento prossimo del GDPR.

Un nuovo logo

L’attenzione all’innovazione di Var Group si è concretizzata con la terza edizione dell’Inspiring Innovation Hackathon, che ha visto numerosi team di giovani impegnati a realizzare progetti innovativi in ambito Cognitive e Data Analytics e basati sulla piattaforma IBM Bluemix. Il progetto vincente è stato realizzato dal gruppo PiriHahack che ha sviluppato un poc per ITT ed è stato premiato con una collaborazione del valore di 5000 euro per ciascun componente e presentato nella sessione conclusiva dell’evento. Sul finale della convention, poi, c’è stato il momento che ha sancito la nuova identità di Var Group: un nuovo logo, più giovane e curato rispetto a quello precedente, che riflette la volontà del gruppo di non adagiarsi sugli allori e di guardare sempre verso il futuro.

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