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È as-a-service la banda larga di Colt per l’innovazione

Il provider amplia la propria copertura di banda larga e attiva un servizio pay as you go che promuove flessibilità per una gestione flessibile dei picchi di utilizzo della connessione

Pubblicato il 28 Mar 2019

Loris Frezzato

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Per Colt Tecnology Services, il focus non è cambiato a 25 anni dalla sua fondazione: creare infrastrutture a banda larga per la trasmissione di dati e fonia in servizi a valore per la clientela business di medio-alta dimensione. Cambiato è invece il respiro internazionale che il provider ha assunto nel corso degli anni, che da Londra, dove è nato, ora arriva a coprire 50 città europee, 13 statunitensi e con presidi in Asia, Cina e Australia.

Mimmo Zappi Colt banda larga
Mimmo Zappi, amministratore delegato di Colt Italia

Una linea strategica immutata negli anni, quindi, ma attenta all’evoluzione e alla trasformazione del mercato e delle nuove esigenze mostrate dai clienti, che proprio nelle infrastrutture cercano quelle risposte di velocità e reattività per progetti sempre più votati al digitale.

Colt: crescono le città coperte da banda larga

«Nel corso del 2018 abbiamo ripreso a investire negli asset delle infrastrutture in fibra all’interno delle grandi città – spiega Mimmo Zappi, amministratore delegato di Colt Italia -, aggiungendo Dublino e Berlino, mentre stiamo valutando anche la copertura di Milano, che riteniamo essere una piazza importante. Un’espansione della rete che va di pari passo con la rivisitazione della nostra infrastruttura di backbone esistente, in modo da renderla sempre più adatta alle crescenti esigenze di digital transformation che le aziende, soprattutto quelle di tipo enterprise, sollevano, e che si riassumono in alta banda per avere velocità e scalabilità. A favore di una maggiore flessibilità e di risposta tempestiva nella gestione di picchi, previsti e non, di utilizzo, tipici delle aziende che operano sui servizi in cloud».

Banda larga Colt strategica per lo sviluppo del business

Esigenze di abilitazione al business, quindi, le quali offrono una nuova connotazione a un mercato, quello TLC, che fino a qualche tempo fa rischiava di essere definito commodity e senza possibilità di valorizzazione, mentre oggi si riappropria di un ruolo altamente strategico, soprattutto per i servizi di qualità che può veicolare e che sono l’ingrediente principale della trasformazione digitale in atto.

«La trasformazione che le aziende stanno sperimentando è velocissima, e sta cambiando i modelli di business – riprende Zappi -. Idc calcola che entro il prossimo anno il 20% delle grandi aziende, di qualsiasi settore esse siano, non sarà più come oggi le conosciamo. E a questo contribuisce l’adozione massiccia del cloud, che proprio in questi ultimi mesi ha visto una sensibile accelerazione e concretizzazione».

Cambiano le esigenze delle aziende

E grazie a questa trasformazione, nel mondo e anche in Italia le aziende stanno cambiando il modo di fare business. I clienti chiedono nuovi standard di servizio e di affidabilità, ma il vero nuovo focus è sull’agilità, chiedendo ai loro fornitori e ai partner di rispondere in fretta alle, mutabili, esigenze infrastrutturali.

«I clienti ci chiedono di essere connessi agli stessi punti strategici dei provider, ai grandi hub dei data center provider, anche globali, e di essere connessi ai grandi hub dove direttamente vengono distribuiti i contenuti multimediali – osserva l’AD -. Ma oltre a questo ci chiedono anche una flessibilità commerciale, con contrattazioni dinamiche e flessibili vicine agli smart contract. Ci chiedono una rete fluida e scalabile, con canoni di servizio che siano dipendenti dai volumi di traffico».

Un canale di concessionari per i servizi su banda larga Colt

Flessibilità su ogni fronte, quindi, a cui Colt risponde con la propria offerta di connessione, che comprende Optical, Ethernet, IP, Voice e, trasversale a tutto, Security, proponendosi, sia direttamente sia attraverso la propria rete di partner concessionari, con nuovi modelli di standard, alla cui base sta il concetto di “pagare per il reale consumo di banda”, attraverso una formula di self provisioning della banda stessa. In pratica, il cliente può indicare, via online, la distanza e le porte di accesso e configurarsi così la sua banda in autonomia, con attivazione immediata del servizio e con il calcolo del canone sul reale consumo di dati effettuato.

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