Covid-19: boom di domanda pc, ma crolla la supply chain

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Covid-19: boom di richiesta IT, ma crolla la supply chain



Nel primo trimestre del 2020 la domanda di PC è aumentata vertiginosamente, ma gravi ritardi nella produzione e problemi logistici hanno portato a un crollo dell’8% nelle spedizioni

di Redazione

14 Apr 2020


Nel primo trimestre del 2020, la crisi provocata dal Nuovo Coronavirus (SARS-CoV-2) ha generato un aumento significativo della domanda di Personal Computer. Infatti, sia le aziende e il personale che i genitori, si sono affrettati a comprare PC per lavorare da casa da un lato e permettere ai figli di frequentare le lezioni da remoto dall’altro. Due misure diventate rapidamente obbligatorie ed estese a tutto il mondo per limitare i contagi. Ma la crisi da Covid-19 ha causato anche gravi ritardi nella produzione e nei problemi logistici, portando le spedizioni di PC in tutto il mondo a subire un crollo dell’8%. Un crollo da imputare alla chiusura delle fabbriche cinesi dopo il Capodanno lunare e alla fornitura limitata di processori Intel, causata da una transizione fallita ai nodi a 10 nm.

Secondo le ultime ricerche di Canalys, nel primo trimestre di quest’anno, i fornitori hanno venduto 53,7 milioni di desktop, notebook e workstation. La classifica dei migliori fornitori è rimasta stabile, con Lenovo che ancora guida il mercato dei PC con 12,8 milioni di unità spedite. HP è arrivato secondo con 11,7 milioni di unità, seguito da Dell con 10,5 milioni di unità. Tra i primi cinque, Apple è stata quella colpita più duramente nel Primo Trimestre, con una diminuzione delle spedizioni di oltre il 20% a 3,2 milioni di unità. Come spiega Rushabh Doshi, Research Director di Canalys vista l’urgenza della domanda sia nel settore dei consumatori che in quello commerciale e al contempo, la carenza di offerta, il costo dei dispositivi non è stata più la considerazione chiave. “Al contrario, la velocità di approvvigionamento è diventata il fattore più importante.”

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Dopo una prima impennata, l’ondata è in discesa

Nelle prossime settimane, si prevede che i fornitori di PC segnaleranno profitti sani, con percentuali di margine operativo che raggiungono i massimi storici. Molte altre tecnologie domestiche hanno visto una popolarità simile, tra cui cuffie e webcam per la collaborazione a distanza, stampanti e monitor. Anche il software di lavoro da casa ha superato le aspettative, tra cui home networking, endpoint and access security. AMD (Advanced Micro Devices), multinazionale statunitense che produce CPU per il mercato consumer, workstation e server, sta raccogliendo sempre più consenso come alternativa competitiva a Intel da parte delle aziende e dei consumatori.

Ishan Dutt, Analyst di Canalys, ha dichiarato che nonostante diverse aree dell’industria tecnologica abbiano beneficiato della prima parte di questo periodo di lockdown, si prevede una significativa flessione della domanda nel secondo trimestre del 2020. E’ vero che le fabbriche pian piano stanno riaprendo e alla massima velocità in Cina, ma è anche vero che poche aziende investiranno soldi per potenziare la tecnologia nei loro uffici, e molte case sono appena state attrezzate. “È iniziata una recessione globale: le imprese andranno in bancarotta, con milioni di nuovi disoccupati. Anche i governi e le grandi aziende dovranno dare priorità alla spesa altrove. I fornitori di PC dovranno affrontare una sfida per gestire correttamente la catena di approvvigionamento e la produzione nei prossimi tre o sei mesi”.