INVESTIMENTI

NinjaOne: round da 231,5 milioni per crescere nella gestione degli endpoint



La società, a cui si rivolge una nutrita platea di clienti formata da MSP e team IT, ha ottenuto un finanziamento cospicuo da ICONIQ Growth e altri investitori grazie al quale può incrementare ulteriormente il proprio business su un mercato in forte espansione

Carmelo Greco

Pubblicato il 09 Feb 2024


Sal Sferlazza, fondatore e CEO di NinjaOne

A distanza di 11 anni dalla sua nascita, NinjaOne ha annunciato di aver ottenuto un round di finanziamento di serie C da 231,5 milioni di dollari, raggiungendo un valore di mercato pari a 1,9 miliardi di dollari. Di solito, il finanziamento di tipo C avviene dopo la fase iniziale di early stage e quella successiva di consolidamento di una startup. Serve perciò ad accelerare la scalata sul mercato di una realtà che ha già dimostrato una crescita sostenuta e costante. Nel caso della società la cui omonima piattaforma automatizza la gestione degli endpoint, sono gli attuali 17 mila clienti ad attestare la sua crescita indiscussa, culminata l’anno scorso in un ARR (Annual Recurring Revenue) superiore al 70%.

Fondata originariamente nel 2013 dal CEO Sal Sferlazza e dal presidente e CFO Chris Matarese, nel corso degli anni è diventato un partner di riferimento per gli MSP (Managed Service Provider) alle prese con soluzioni legacy RMM (Remote Monitoring and Management). La sua espansione l’ha portata negli anni a gestire più di 7 milioni di endpoint a beneficio di MSP e team IT, con clienti in oltre 80 paesi tra cui figurano Nissan, Nvidia, State of California e University of Oxford.

NinjaOne e ICONIQ Growth, il perché della partnership

A guidare il round, ICONIQ Growth, fondo globale formato da “imprenditori che sostengono altri imprenditori”, per usare la stessa autodefinizione della società. Nel corso della sua attività, ha effettuato investimenti significativi in alcune delle più grandi aziende tecnologiche del mondo. Solo per citare le più conosciute al grande pubblico, si possono ricordare i nomi di AirBnB, Alibaba, Gitlab, Uber e Zoom. In seguito al finanziamento, Roy Luo, General Partner di ICONIQ Growth, è entrato a far parte del consiglio di amministrazione di NinjaOne: “Sotto l’eccezionale guida di Sal e Chris – ha affermato Luo – NinjaOne ha dimostrato un’impressionante velocità nello sviluppo del prodotto, che ha portato a un aumento della quota di mercato, all’espansione geografica e alla crescita dei clienti. Siamo entusiasti di sostenere attraverso la nostra piattaforma globale la loro energia dinamica, il loro impegno incessante per il successo dei clienti e la loro continua traiettoria di crescita”.

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“L’investimento di ICONIQ Growth in NinjaOne – ha aggiunto Sal Sferlazza – è stato utilizzato per aumentare il successo dei nostri clienti. Stiamo quadruplicando gli sforzi in assistenza ai clienti, investendo pesantemente nell’innovazione della piattaforma e dei prodotti per risolvere e automatizzare un maggior numero di casi d’uso, assicurandoci che l’azienda possa scalare per soddisfare le esigenze dei nostri clienti”. Il CEO è convinto che il periodo sia particolarmente favorevole al business su cui si focalizza NinjaOne.

Il monitoraggio dell’endpoint, un business in crescita

Le parole di Sferlazza sono suffragate anche da studi come quello di Enterprise Strategy Group che, nell’attestare un utilizzo massiccio degli endpoint tra i dipendenti, fanno anche emergere l’incapacità da parte delle aziende di monitorarli attivamente. “Siamo nel decennio dell’endpoint – ha sottolineato il fondatore di NinjaOne -, alimentato da un’ondata di lavoratori spinti a lavorare da remoto o con modelli ibridi durante e dopo la pandemia. Che tu sia un MSP incaricato di gestire e proteggere le aziende altrui o un CIO responsabile di un’azienda, gli endpoint rappresentano un rischio e un’opportunità significativi. Siamo entusiasti e onorati di collaborare con ICONIQ Growth per alimentare il successo dei nostri clienti”.

Oltre a ICONIQ Growth, al round si sono uniti altri investitori come Frank Slootman, presidente e CEO di Snowflake, e Amit Agarwal, presidente di Datadog, che ha dichiarato: “La gestione degli endpoint è sempre stata una sfida complessa per i team IT. Con le recenti tendenze del lavoro ibrido e l’aumento delle necessità di cybersicurezza dei dispositivi mobili personali, la questione continua a crescere in modo esponenziale in termini di complessità e dimensioni. Sal e il team di NinjaOne hanno una profonda comprensione del problema e hanno realizzato una soluzione innovativa che risolve molti di questi problemi per i team IT. Per questo sono entusiasta di partecipare come investitore”. Il riferimento è alla piattaforma che si presta a coprire un’ampia gamma di casi d’uso che vanno dalla gestione degli endpoint ai software RMM, fino al patch management e al backup per gli MSP multi-tenant.

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