#Cebit17

Huawei, l´innovazione passa sempre di piu´per l´ecosistema dei partner

L`edizione 2017 della fiera di Hannover ha visto la partecipazione in forze del vendor asiatico. Che conferma il suo impegno di supporto alla trasformazione digitale, supportando canale e partner tecnologici con la prossima apertura di 15 nuovi OpenLab

Pubblicato il 21 Mar 2017

Gianluigi Torchiani

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L´edizione 2017 del Cebit, la grande fiera dedicata alla tecnologia che si sta svolgendo in questi giorni ad Hannover, vede la presenza di tutti i principali big dell´IT, accorsi in forza per presidiare quella che e´ormai la piu´importante manifestazione IT dedicata al mondo enterprise e business. Tra questi c´e´sicuramente Huawei: il colosso cinese ha voluto dimostrare ad Hannover tutta la sua forza, riservando alle sue soluzioni infrastrutturali dedicate ai carrier e al mondo enterprise (dunque per una volta niente telefoni consumer) la meta´di uno dei mega padiglioni della fiera tedesca. Qui e´possibile avere un´idea della potenza di fuoco che caratterizza la compagnia asiatica, che propone prodotti in grado di supportare la trasformazione digitale di innumerevoli settori verticali: dal fiorente mercato dell´IoT alle smart city, passando dal finance a quella che in Italia chiameremo Industry 4.0, fino alla Pubblica amministrazione e al moondo sanitario. Tutto questo mettendo a disposizione il sano e vecchio hardware (ovviamente di nuova generazione e potenziato rispetto al passato) di clienti (in buona parte perloppiu´ancora carrier telefonici), partner tecnologici (ad esempio SAS, Commvault, ABB) e canale.

Senza tentare pericolose avventure in solitaria, perlomeno sui mercati extracinesi: infatti, come ha spiegato a Digital4Trade il CTO di Huawei Enterprise, WK Leung, l´atteggiamento della casa cinese nei confronti di un fenomeno come il cloud deve essere assolutamente neutrale. Le infratrutture Huawei si propongono di supportare clienti e partner in tutte le modalita´di cloud: privato, ibrido e pubblico, tanto che l´intera strategia nel settore e´stata ribattezzata all Cloud network.Per questo Huawei e´impegnata anche in molti progetti “open” che hanno a che fare con questo tema, tra cui Open Stack e Docker. Il perche´e´semplice da spiegare: maggiore apertura significa per il vendor asiatico maggiore possibilita´di piazzare le proprie infrastrutture al di sotto di qualunque progetto che abbia a che fare con la nuvola.

Una strada che, almeno per il momento, sembra pagare anche sul mercato europeo, dove Hawei Enterprise sta crescendo a doppia cifra anche nel mondo server e storage. Il merito, riconosce lo stesso Leung, e´anche dell´ecosistema di partner – soprattutto ISV – che lavora a stretto contatto con il vendor e che si cerchera´di far crescere ulteriormente con gli Open Labs: si tratta di speciali centri Huawei gia´oggi presenti a livello globale, di cui uno a Londra e un altro a Monaco, che permettono ai partner e ai clienti finali di toccare con mano le soluzioni tecnologiche di Huawei e, soprattutto, di sperimentare progetti integrati. In effetti, secondo quanto dichiarato mai manager Huawei al Cebit,  con questa iniziativa il vendor rinuncia all´idea di fare innovazione in solitaria, mettendo piuttosto al centro dello sviluppo tecnologico la cooperazione con terze parti e e con l´ecosistema dei partner. Un nuovo modo, insomma, di rispondere ai grandi cambiamenti che interessano il mercato. Attualmente sono presenti 5 OpenLab a livello globale, ma l´obiettivo e´di arrivare a quota 20 entro il 2019, con un investimento programmato di 200 milioni di dollari. L´Italia per il momento non sara´ interessata da questo progetto,  ma vicino a noi ci saranno comunque gli OpenLab di Parigi e Monaco di Baviera.

Il Cebit, ovviamente, e´stata anche l´occasione per nuovi annunci tecnologici, il piu´ importante dei quali riguarda una nuova soluzione di Storage as a service, presentata proprio con l´obiettivo dichiarato di aiutare le imprese ad adottare il cloud. Poi tante partnership, tra cui una con Honeywell in ambito domotica ed efficienza energetica. Per quanto riguarda la strategia commerciale, se il target finale delle soluzioni Huawei e´a tutto campo, dunque qualunque industria o segmento di mercato, la focalizzazione resta importante sul mondo delle Telco (in Europa con nomi del calibro di Deutsche Telekom e Telefonica) ed enterprise, con un´enfasi particolare sui successi mietuti e nei clienti raccolti nell´ambito Top 500. Al contrario, il mercato SMB resta un po´in secondo piano nella strategia complessiva di Huawei, che pure non mancherebbe di soluzioni adatte (basti pensare a tutta l´offerta di router e switch). Al canale il compito di lavorare per avanzare in questo segmento cruciale per l´economia europea e italiana.

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