Zone Economiche Speciali, un’opportunità anche per tech company

Zone Economiche Speciali, opportunità da cogliere anche per le Tech Company



Abruzzo, Calabria, Campania, Ionica interregionale Puglia-Basilicata, Adriatica interregionale Puglia-Molise, Sicilia Orientale, Sicilia Occidentale e Sardegna: sono queste le ZES, Zone Economiche Speciali, individuate per attrarre investimenti, favorire la crescita delle aziende già operative o la nascita di nuove realtà

Carmelo Greco

04 Ago 2022


L’ultimo accordo, in ordine di tempo, su una delle ZES (Zone Economiche Speciali) presenti in Italia è stato quello stipulato nel luglio 2022 tra Intesa San Paolo e il commissario straordinario della ZES Abruzzo, Mauro Miccio. L’accordo prevede una serie di interventi a favore delle imprese che investiranno in questa area potendo beneficiare degli incentivi fiscali contemplati dalla normativa italiana. In particolare, un credito d’imposta del 45% per PMI, del 35% per medie imprese e del 25% per grandi imprese. Il credito d’imposta è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquistati entro il 31 dicembre 2022 nel limite massimo, per ciascun progetto di investimento, di 100 milioni di euro. È un’opportunità che anche le Tech Company possono cogliere, decidendo di dirottare capitali e risorse in una delle ZES della Penisola o di avviare partnership con questo obiettivo.

Che cosa sono le Zone Economiche Speciali

Attualmente nel nostro paese ci sono 8 aree ZES: oltre alla ZES Abruzzo, quelle di Calabria, Campania, Ionica interregionale Puglia-Basilicata, Adriatica interregionale Puglia-Molise, Sicilia Orientale, Sicilia Occidentale e Sardegna. Si tratta di contesti territoriali che hanno in comune almeno un’area portuale, individuate con l’obiettivo di attrarre grandi investimenti, favorire la crescita delle aziende già operative o la nascita di nuove realtà industriali, implementare piattaforme logistiche strategiche. Obiettivi che si possono conseguire, si legge sul sito Impresainungiorno.gov.it del ministero dello Sviluppo economico, tramite “agevolazioni fiscali aggiuntive, rafforzamento degli sportelli unici doganali, semplificazioni delle procedure amministrative, riduzione del sistema burocratico e altre misure volte a intensificare la complementarietà tra attività produttive, infrastrutture, stoccaggio e distribuzione su lunghe distanze”. A tal fine, nel Piano nazionale di ripresa e resilienza 630 milioni di euro sono riservati a investimenti infrastrutturali che, nel garantire lo sviluppo dei collegamenti delle aree ZES con la rete nazionale dei trasporti, dovrebbero contribuire a rafforzare gli asset infrastrutturali delle Zone Economiche Speciali. Risorse a cui si sommano ulteriori 1,2 miliardi di euro che il PNRR alloca per il potenziamento dei porti del Mezzogiorno.

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Elenco delle ZES e relativi sportelli unici o contatti

Nonostante la loro istituzione risalga al 2017, con il decreto legge 20 giugno 2017 n. 91, convertito nella legge 3 agosto 2017 n. 123, l’iter che avrebbe dovuto velocizzare la possibilità per le aziende di attingere al quadro agevolativo riferito alle ZES non si può dire che sia stato particolarmente celere. Basti pensare che l’attivazione dei relativi sportelli unici digitali è avvenuta il 22 giugno scorso e ha interessato soltanto le ZES di Campania, Abruzzo, Sicilia Orientale e Sicilia Occidentale. Il che non significa che non sia possibile usufruire di alcune delle principali agevolazioni previste, ma che l’interlocuzione con i soggetti regionali deputati a prendere in carico le pratiche non è facilitata mediante un unico punto di accesso, come aveva invece assicurato il ministro per il Sud e la Coesione territoriale Mara Carfagna intervenendo a marzo all’Expo di Dubai. In attesa, perciò, che siano resi disponibili gli sportelli per tutte le ZES, ecco i punti di forza delle 8 Zone Economiche Speciali con i link agli sportelli unici (quando presenti) o, in alternativa, ai riferimenti web e alle e-mail per chiedere informazioni e prendere contatto.

ZES Abruzzo

La Regione fa leva sia su un istituto di ricerca prestigioso come il Gran Sasso Science Institute dell’Aquila sia su competenze e attività economiche consolidate nell’area della logistica, del settore farmaceutico, della cura della persona, dell’ICT e del comparto aerospaziale. A questi ambiti si aggiungono centri produttivi più tradizionali come quelli della pelletteria, dell’industria agroalimentare e dell’automotive.

L’indirizzo web dello sportello unico digitale è raggiungibile cliccando qui.

ZES Calabria

Il gioiello logistico della Calabria è rappresentato dal porto di Gioia Tauro, il più grande terminal del Mediterraneo per la movimentazione via mare di merci e all’ottavo posto fra i porti container europei. Attorno a Gioia Tauro si è sviluppato nel tempo un importante raggruppamento in campo metalmeccanico che gode di una buona integrazione con università e centri di ricerca. Le condizioni climatiche favorevoli, oltre a favorire una fiorente filiera alimentare, si prestano a un incremento significativo dell’industria delle fonti rinnovabili.

Lo sportello provvisorio, da cui si può scaricare il modulo per richiedere informazioni, è il seguente: https://www.calabriaimpresa.eu/sportello-zes#

ZES Campania

La ZES Campania può contare su un’area logistica intermodale che comprende due porti come Napoli e Salerno, gli interporti di Marcianise e Nola collocati lungo il corridoio europeo TEN-T 5 che collega Helsinki a La Valletta, un insieme di attività produttive di tutto rilievo che si riferiscono all’industria metalmeccanica di eccellenza e alla cantieristica nautica. Senza dimenticare, ovviamente, l’agroalimentare di qualità.

Dallo sportello unico digitale si accede direttamente all’elenco delle città campane che si possono interpellare per il rilascio delle autorizzazioni ZES: https://commissariozescampania.gov.it/sportello-unico-zes/

ZES Ionica interregionale Puglia-Basilicata

Anche il porto di Taranto, al pari di quelli di Napoli e Salerno, incarna un polo logistico significativo, mentre in Basilicata si trovano i due più grandi impianti di estrazione petrolifera d’Europa. L’ex Ilva, poi, è un laboratorio per attrarre finanziamenti e investimenti volti alla riconversione energetica e alla ristrutturazione industriale in ottica green.

Al momento non c’è né uno sportello unico né un sito dedicato. Si può prendere contatto con i referenti tramite l’indirizzo di posta elettronica certificata commissariozesionica@pec.agenziacoesione.gov.it

ZES Adriatica interregionale Puglia-Molise

All’interno di questa area ricade la centrale termoelettrica a carbone Enel Federico II di Cerano, in provincia di Brindisi, la seconda più grande d’Italia e una delle più estese d’Europa. Interessata da un progetto di riconversione, dovrebbe trainare in futuro lo sviluppo della produzione energetica da fonti rinnovabili e da idrogeno che fungerebbe da traino per le attività produttive della zona: meccatronica, ICT, mobile-arredamento, tessile-abbigliamento e calzature, metallurgia, automotive, biotech, chimico e farmaceutico.

Analogamente all’altra ZES pugliese, al momento non dispone di uno sportello unico digitale e neppure di un sito web, ma mette a disposizione una PEC: commissariozes.adriatica@pec.agenziacoesione.gov.it

ZES Sicilia Orientale

Nota per la Catania Etna Valley, il polo specializzato in diverse tecnologie all’avanguardia, e per il distretto agroalimentare di cui fa parte il secondo più grande mercato ortofrutticolo italiano, è un’area che si candida a vivere una transizione green spinta dalle risorse del PNRR.

I soggetti interessati ad avviare una nuova attività soggetta all’Autorizzazione unica possono presentare il proprio progetto al front office dello sportello unico digitale per le ZES cliccando qui.

ZES Sicilia Occidentale

Con i suoi 4 porti – Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle – può essere considerato l’anello di congiunzione tra l’Europa e l’Africa. A questo si aggiunge un centro medico di eccellenza come l’Ismett, tra i più avanzati al mondo, e i vari insediamenti manifatturieri che spaziano dal tessile all’agroalimentare, dalle materie plastiche ai macchinari e ai componenti per la logistica.

Lo sportello unico digitale ZES è accessibile cliccando qui.

ZES Sardegna

Delle 8 ZES è quella che attende ancora il via definitivo, seppure le potenzialità derivanti dalla posizione geografica siano tante, soprattutto con riferimento all’economia del mare e alla valorizzazione della produzione agroalimentare tipica. Al momento, non è possibile mettersi in contatto con i referenti della ZES Sardegna attraverso alcun canale.

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