Perchè la Apple Tv è l’inizio del futuro della Tv

Il nuovo dispositivo della casa di Cupertino, a differenza delle attuali smart Tv, può tornare a catturare l’attenzione delle persone e della famiglia, ponendosi come una sorta di focalizzatore domestico, un mezzo “comodo” per fruire di un contenuto da salotto con un pubblico eterogeneo

Pubblicato il 30 Nov 2015

Gianluigi Torchiani

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Fabio Lalli, Ceo at IQUII

Vi parlo di AppleTV, ma parto da una serie di riflessioni. Son sempre stato uno di quelli che la tecnologia nuova la compra subito, appena uscita, quando costa ancora uno sproposito, per provarla, capirla e valutarne le potenzialità. Mi ricordo ancora il mio primo dispositivo mobile e la prima volta che ho provato l’iPad: feci follie per averlo, ma soprattutto mi ricordo ancora la sensazione che mi ha dato l’IPhone, il mio primo iPhone e non parlo di uno smartphone in generale. Era più o meno la fine del 2009. Mi emozionai riconoscendo nelle potenzialità di quel prodotto futuro che avrebbe cambiato molte cose. È successo con la nuova AppleTV di quarta generazione. Di nuovo. La sensazione è quella dell’arrivo di un cambiamento e di tante opportunità, sia per chi sviluppa software, sia per chi produce e vende servizi, ma anche e soprattutto per l’utente.

Non mi soffermo sulle caratteristiche tecniche del prodotto, perché quelle informazioni le trovate ovunque. Questo post, inoltre, non è una recensione di prodotto ma un mio punto di vista su quello che vedo in questo prodotto, nel suo ecosistema e nelle sue potenzialità. La domanda che mi sono posto, e che ora condivido con voi, è questa: Perché la nuova AppleTV è l’inizio del futuro della TV? Le risposte a questa domanda sono tante, e le motivazioni girano tutte intorno ad un punto: la convergenza. E quando parlo di convergenza intendo tutto: esperienza utente, connessione, dati, interattività, ecosistema di applicazioni, gaming, entartainment e hub per la smarthome. Tutto, in un sistema connesso a un dispositivo alla portata di tutti (la TV), semplice, e che può tornare a catturare l’attenzione delle persone e della famiglia, come succedeva una volta con la TV, in una sorta di focalizzatore domestico, il mezzo “comodo” per fruire di un contenuto da salotto con un pubblico eterogeneo.

SmartTV vs AppleTV (e scatolotti esterni)

Avete mai comprato una smartTV? Immagino di si. Avete mai provato ad usarla realmente, connetterla ad internet, scaricare le app? Secondo me l’esperienza è pessima, spesso non funziona e il numero di applicazioni non è molto ampio. L’interazione stessa, con le poche app presenti una volta installate, è veramente scarsa a causa del telecomando che notoriamente fa il telecomando di mestiere, e non il joypad. Su questo punto si potrebbe inoltre aprire un mondo: le persone comprano una TV per le caratteristiche qualitative della TV (luminosità, grandezza, qualità, design), e non per le funzioni internet, almeno attualmente. Dal mio punto di vista vincerà la “scatoletta” di Apple con una esperienza studiata per esser semplice e offrire i miglior servizi, un “telecomando” più semplice e usabile e fortemente integrato nell’esperienza dell’utente; sopratutto essa offre la possibilità di poter continuare ad utilizzare lo stesso apparato set-top-box indipendentemente dal dispositivo TV che, inoltre, l’utente tende a cambiare con più frequenza per via di necessità e caratteristiche tecniche differenti.

Ecosistema APP e developer Le app, nel progetto Apple, sono al centro dell’esperienza utente e sono la base su cui costruire con lui una relazione privilegiata: dall’iPhone all’iPad, dal Mac all’Apple Watch. Ed ora arrivano anche le app per la nuova AppleTV. È particolarmente interessante notare che all’interno di questa non ci sia il browser: stanno cercando di forzare la mano come hanno fatto con Floppy, CD e standard vari. Ecco, questo credo sia un punto fondamentale della strategia: le APP. E se ci pensate è quello che ha reso l’ecosistema Apple migliore rispetto all’ecosistema Android fin dall’inizio. App, community di developer, le linee guida più rigide e allo stesso tempo più strutturate, una minor frammentazione di dispositivi e soprattutto una diversa predisposizione di acquisto da parte degli utenti.

Home Entertainment

Nell’attuale App Store Mobile, il numero di applicazioni di gaming e lifestyle è molto alto ed il gaming ha già dei numeri molto alti, sia in termini di tempo speso, che di transazioni e spesa per utente. Gli utenti giocano, è palese. Considerando che il vantaggio dell’ecosistema Apple sta proprio nella community di developer e – in questo caso – anche nello stesso linguaggio di programmazione ( a differenza di altri OS ), ritengo che il passaggio dei giochi esistenti da smartphone / tablet a tvOS sarà fatto in uno schiocco di dita (e non a caso, già attualmente, il numero di giochi pubblicati nell’app store per Apple TV è molto alto). Apple vuole posizionare il suo dispositivo nel segmento delle console low cost e dell’ home entertainment alla portata di tutti. E questo proprio grazie al passaggio alla versione televisiva delle app per smartphone e tablet. Nell’esperienza utente Apple, inoltre, un ruolo importante per attrarre soprattutto i nuovi giocatori occasionali è proprio nel nuovo telecomando, dotato di funzioni touch e sensibile al movimento.

AppleTV come nuovo pc casalingo

La domanda che mi sono posto più volte, e che già al tempo dell’arrivo dell’iPad mi posi, è “Quanto è importante un computer desktop a casa oggi?”. In effetti la risposta è nel tipo di utilizzo e lavoro che si fa, ma se penso a mia nonna o a tante altre persone che utilizzano il computer di casa come strumento di lettura, informazione e ricerca, ritengo che una AppleTV con le giuste APP di base (Facebook in primis, oltre a un client per la posta elettronica) e qualche applicazione specifica possa essere il giusto compromesso. Se poi questo fosse integrato con Tablet e Smartphone, allora direi che siamo al completo e possiamo fare indicativamente tutto. Ecco, diciamo che mia nonna, mia mamma o mia suocera, sarebbero utenti perfetti per un dispositivo del genere.

Dove vedo le opportunità? Credo sia abbastanza semplice capirlo. Non rispondo dicendo “in tutto” per non esagerare, ma se ci penso, direi che potrei rispondere in quasi tutti i settori in cui c’è la necessità di attivare canali di interazione e informazione con l’utente finale. Pensate da aziende del mondo fashion, automotive, banking, sport, gaming o anche ad aziende che producono servizi / prodotti IOT. Ora, non vorrei passasse il messaggio che la Apple TV sarà l’unico dispositivo esterno connesso alla tv che farà una rivoluzione nell’Home Entertainment. Sto dicendo che questo prodotto, connesso all’ecosistema Apple, con l’esperienza Apple, sarà il vero inizio della rivoluzione del futuro della TV. Rivoluzione al pari del cambiamento introdotto all’epoca dall’iPhone. Poi, giustamente, mi auguro che ci saranno anche altri sistemi che si contenderanno il mercato, come è successo con Android nel mondo degli smartphone. In IQUII abbiamo già iniziato a lavorarci da qualche mese. E a voi, vengono in mente progetti ed opportunità? Buona visione ed intrattenimento.

*Fabio Lalli, CEO di IQUII, digital agency specializzata in progetti mobile, wearable/IoT e strategie digitali. Da oltre 15 anni svolge consulenza ICT, aerospaziale, banking. Ha progettato piattaforme di enterprise network 2.0, applicazioni mobile e sistemi di social gaming. Negli ultimi anni ha ricoperto il ruolo di responsabile dei sistemi informativi in diverse aziende di consulenza e system integration. Appassionato di comunicazione, marketing e new media, nel 2010 fonda il network Indigeni Digitali e la relativa associazione no profit con lo scopo di diffondere la cultura digitale. Ha gestito un acceleratore per un anno ed è mentor ed advisor di alcune startup. Ha collaborato al libro “Enteprise 2.0” , scritto “Geolocalizzazione e Mobile Marketing”, e “Wearable”. Professore all’Università di Perugia, insegna al ilSole24ore, IULM e RomaTre.

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