Nexi e SIA danno vita a una Tech Company (paytech) di respiro e dimensioni internazionali - TechCompany360

Operazioni

Nexi e SIA danno vita a una Tech Company (paytech) di respiro e dimensioni internazionali



Con un volume di vendite che supera gli 1,8 Miliardi di Euro l’operazione crea un attore unico in Europa in grado di coprire tutta la catena del valore nei pagamenti digitali e con la capacità di portare innovazione digitale e tecnologica nelle imprese, nel commercio: dai piccoli esercenti ai grandi retailer, nella PA

Mauro Bellini

11 Ott 2020


Paolo Bertoluzzo Group CEO Nexi

Una grande occasione per l’innovazione digitale Made in Italy per tornare a occupare una posizione di primissimo piano a livello internazionale. Il merger tra Nexi e SIA non è solo una operazione che crea un attore unico, in grado di coprire tutta la catena del valore nel settore strategico dei pagamenti digitali e del digital banking, ma vede anche la creazione di una grande Tech Company, che fa leva primariamente sul concetto di Paytech Company e che unisce una forte presenza a livello europeo a una dimensione che arriva a 1,8 miliardi di Euro con una capitalizzazione di borsa di 15 miliardi. (Leggi anche Al via la fusione Nexi-SIA, nasce una paytech da quasi 2 miliardi di euro).

Una Tech Company in grado di portare innovazione su tutta la filiera dei pagamenti

Va detto subito che la fusione (per incorporazione di SIA da parte di Nexi) è sottoposta alla valutazione e all’approvazione da parte dell’antitrust e per il momento le due aziende hanno firmato un protocollo di intesa per una operazione che vuole dare vita a una realtà che si colloca tra le dieci aziende italiane quotate di maggior valore. Non solo, con questa operazione nasce il più grande gruppo europeo nell’ambito dei pagamenti digitali e dei pagamenti innovativi. Un primato continentale nel volume di transazioni per i pagamenti cross border, nel numero di merchant gestiti, nelle carte e nelle transizioni a livello di acquiring.  Un gruppo in grado di gestire tutta la filiera dei pagamenti, dal singolo POS del più piccolo punto vendita, alle transazioni cross border tra gli istituti bancari a livello internazionale, per passare da infrastrutture, piattaforme, soluzioni, applicazioni per ecommerce, digital banking, Open banking, cybersecyurity.

Paytech: una Payment Tech Company di respiro europeo

La compagnia, che sarà guidata dall’attuale Amministratore Delegato di Nexi, Paolo Bertoluzzo, indicato come Amministratore Delegato e Direttore Generale del nuovo gruppo, rilancia il payoff che aveva accompagnato il lancio di Nexi (leggi l’articolo del 2017: Arriva la PayTech Nexi: Next Generations Payments e servizi per Instant e PSD2) e unisce il concetto di Tech Company con quello di Payment Company: Paytech, ovvero di impresa di innovazione tecnologica dedicata al mondo dei pagamenti digitali. Ed è su questo tema che, per le dimensioni e per la tipologia di competenze e soluzioni sviluppate, la fusione Nexi – SIA apre a prospettiva di sviluppo che possono andare oltre i confini dei pagamenti digitali. Confini, peraltro, che si stanno estendendo in modo più che mai significativo, anche se in Italia purtroppo più lentamente rispetto ad altri paesi. Una lentezza che se da una parte è una sfida, dall’altra è anche una grande opportunità, per gli spazi enormi di sviluppo che si possono creare. Senza dimenticare che anche il mercato dei pagamenti è in grande evoluzione come riporta anche l’analisi dell’Osservatorio Innovative Payment del Politecnico di MilanoEffetto Covid-19 sul payment: crescono Contactless e Mobile Payment, carte in flessione.

Pagamenti digitali come abilitatori di altri processi di innovazione

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In particolare, entrambe le società, pur con l’obiettivo strategico di sviluppare soluzioni innovative per il mondo dei pagamenti e per il banking, sono impegnate da tempo anche nello sviluppo di infrastrutture e progetti che allargano il campo d’azione. Sono ormai numerosi i progetti di smart mobility in cui SIA e Nexi abilitano soluzioni di payment che consentono di gestire flussi, sicurezza, accessi e che facilitano da una parte l’utilizzo dei servizi e dall’altra mettono a disposizione analisi dettagliate sui servizi stessi, sui comportamenti, sulla gestione della sicurezza. Gli esempi di Milano, Roma, Venezia, Torino dimostrano come i pagamenti digitali possono essere a tutti gli effetti un “motore” per la creazione di progetti di Smart City a partire dalla Smart Mobility. SIA è impegnata da tempo in progetti strategici nell’ambito della Blockchain grazie alla propria piattaforma SIAChain (leggi gli articoli su SIAChain) con progetti sia nel settore pubblico sia nel settore privato (vedi Blockchain e Banche: l’infrastruttura SIAChain di SIA per il progetto di ABIAl via Fideiussioni digitali, il progetto Cetif Università Cattolica, SIA e Reply basato sulla blockchain, solo per fare due esempi)

Ma gli esempi di come i digital payment siano sempre di più un abilitatore di altri processi di innovazione sono sempre più numerosi e riguardano un crescente numero di settori dove l’intesa Nexi – SIA si pone come un grande polo tecnologico e di innovazione digitale. Il Nuovo Gruppo è infatti nella condizione di offrire un portafoglio unico di soluzioni best in class con una grande capacità di sviluppo in house.
Nella nota informativa di presentazione del Nuovo Gruppo, si parla esplicitamente di rafforzare il ruolo di partner tecnologico di riferimento in particolare per tutto il mondo bancario e finanziario anche grazie alle  collaborazioni con grandi operatori di sistema, come Bancomat S.p.A. e CBI S.c.p.a. e Borsa Italiana.
L’operazione, soggetta come già indicato all’approvazione dell’Authority Antitrust, prevede la incorporazione di SIA in Nexi. Gli azionisti SIA riceveranno 1,5761 azioni Nexi per ogni azione SIA. A completamento dell’operazione gli azionisti attuali di SIA controlleranno una quota del 30% circa del Nuovo Gruppo e gli attuali azionisti di Nexi ne manterranno il 70% circa. CDP, indirettamente per il tramite di CDPE e FSIA, avrà una quota complessiva del capitale del Nuovo Gruppo del 25% circa mentre il fondo Mercury ne avrà circa il 23%.