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Internet e sicurezza, fidarsi è bene? Le regole per difendersi



In occasione del Safer Internet Day, Mikko Hypponen di F-secure ha fatto un’attenta analisi sull’attuale salute di Internet e ha rilasciato alcuni consigli su come sarebbe possibile renderlo più sicuro…

Redazione TechCompany360

11 Feb 2015


Internet: un grande strumento, ma pericoloso veicolo di attacchi malware e violazioni della privacy.

In occasione del Safer Internet Day, il cui tema è stato “Creiamo un Internet migliore insieme”, Mikko Hypponen, Chief Research Officer di F-Secure ne ha analizzato lo stato di salute e ha condiviso alcune idee per poter avere un Internet migliore e più sicuro.

F-Secure, attraverso una recente indagine, ha rivelato che il 46% delle persone si fida abbastanza di Internet, ma che comunque adotta delle precauzioni per la protezione dei propri dati; il 39%, invece, non si fida molto e l’11% non si fida affatto. Solo il 4% non è preoccupato per quanto riguarda sicurezza e privacy.

Internet, infatti, ha certamente rivoluzionato il mondo, ma anche le rivoluzioni che nascono con buoni fini spesso celano dei lati oscuri, eccone alcuni esempi: l’open source si pensa sia un software sicuro grazie al fatto che si può vedere il codice sorgente aperto, ma in teoria può non essere così come è stato dimostrato in occasione degli allarmi per la sicurezza nel 2014 per Heartbleed e Shellshock che sono stati trovati proprio nei sistemi open source.

I sistemi di pagamento digitale come il Bitcoin poi, basati sulla crittografia, potrebbero risolvere i problemi del nostro sistema monetario, ma gli hacker sono riusciti a creare malware in grado di sfruttare questo tipo di sistema. Poi esiste Internet of things: il fatto che oggi tutti i tipi di oggetti e dispositivi possono essere interconnessi crea sicuramente grandi opportunità, ma nello stesso tempo la connessione può aprire le porte a vari tipi di attacchi.

E poi non tralasciamo i servizi Internet free: «Solo perché non state pagando per l’utilizzo di un servizio, ciò non significa che questo sia gratuito», ha sottolineato Hypponen, e la moneta di scambio non deve essere necessariamente il denaro, ma per esempio i vostri dati personali. 

In ultima analisi c’è anche lo stato di sorveglianza: i Governi sono diventati una delle principali fonti di malware:  «Costruendo Internet abbiamo costruito lo strumento perfetto per uno stato di sorveglianza», ha aggiunto Hypponen -. «Abbiamo vissuto la rivoluzione di Internet, ma se non ci prendiamo cura dei problemi che stanno emergendo, potremmo non avere più un Internet aperto e libero da passare ai nostri figli».

Ecco quindi alcuni suggerimenti che arrivano da Hypponen su cosa si potrebbe fare per rendere Internet più sicuro: per esempio, quando si acquista un nuovo dispositivo informarsi su quali dati vengono raccolti; un altro consiglio per non divulgare troppe informazioni è quello di utilizzare un browser separato se si resta loggati a Google o a Facebook mentre si naviga; richiedere dei documenti di “termini e condizioni” o “contratti di licenza per gli utenti” che siano di facile comprensione; utilizzare soluzioni per l’Internet security che proteggono l’utente con una sicurezza basata su cloud; chiedere ai produttori di antivirus che siano trasparenti riguardo al metodo di protezione che vi forniscono e sapere che genere di dati raccolgono da voi e dal vostro computer.

Insomma, la tecnologia con le sue innovazioni porta solitamente dei miglioramenti, ma bisogna mantenere uno sguardo attento sui rischi che ne possono derivare!

 

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