Come il cloud ci può aiutare ad avere una vita più sana - TechCompany360

Come il cloud ci può aiutare ad avere una vita più sana



Danilo Poccia, EMEA Evangelist di Amazon Web Services spiega come il cloud stia facilitando l’evoluzione del sistema sanitario e delle biotecnologie

Gianluigi Torchiani

31 Mag 2016


Nel ventesimo secolo sono stati fatti enormi passi avanti nel campo delle biotecnologie e, grazie al cloud, il ventunesimo secolo può contribuire a un successo ancora più grande. Come stanno sfruttando il cloud le aziende (pubbliche e private) per migliorare l’assistenza sanitaria? Che cosa ci possiamo aspettare dalla combinazione di cloud e biotecnologie nei prossimi anni?

La biotecnologia è stata utilizzata per la prima volta nello sviluppo di medicinali nel 1982 e ciò ha sancito l’inizio di una rivoluzione. Di tutti i farmaci, vaccini e trattamenti utilizzati oggi, non meno del 40 per cento è stato sviluppato utilizzando biotecnologie. Gli esperti prevedono che la biotecnologia avrà presto un ruolo ancor più determinante nel campo della medicina personalizzata: la farmacogenetica e la proteomica stanno già utilizzando biotecnologie e computer per effettuare diagnosi sui pazienti più accurate, sulla base della loro informazioni genetiche. Questo approccio elimina la necessità di dover andare per tentativi. Come? Sfruttando computer che calcolano e individuano le possibili combinazioni di ingredienti necessari per realizzare un nuovo farmaco. I computer sono diventati sempre più potenti negli ultimi dieci anni ma soprattutto ora se ne sfruttare il potenziale su larga scala grazie allo sviluppo di servizi cloud.

Come il cloud aiuta ad innovare le biotecnologie e il settore healthcare.

L’enorme portata e i costi relativamente bassi del cloud fanno sì che oggi, per lo sviluppo dell’industria biotecnologica, si possa utilizzare in modo continuo più potenza di calcolo di quanto non fosse possibile negli anni Ottanta. Tutto ciò, senza dover installare i PC on premises o addirittura acquistarli: esiste infatti un modo più economico e più veloce per sfruttare capacità elaborativa, che, non solo elimina la necessità di avere uno spazio fisico adeguato, di gestire le macchine e di doverle aggiornare, ma permette addirittura di aumentare la capacità elaborativa quando se ne ha bisogno per progetti specifici e ridurla quando non necessaria, nel giro di pochi secondi. Abbiamo diversi esempi di aziende nel mondo che stanno già utilizzando il cloud computing per la biotecnologia ma due in particolare sono degni di nota: Cycle Computing e Philips Healthcare.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Cycle Computing

Cycle Computing si è affidata al cloud di Amazon Web Services (AWS) per avere la disponibilità di un supercomputer virtuale con 50.000 core in grado di testare 21 milioni di composti medicinali in meno di tre ore. Questo ha permesso all’azienda di risparmiare sia in termini di costi (appena 4.900 dollari spesi, cifra davvero irrisoria per questo genere di test) ma anche in termini di tempo. Di solito questi test prevedono diverse fasi, con crescenti livelli di accuratezza dopo ogni fase. Grazie al cloud oggi non solo è possibile testare i composti tre volte in più di quanto si può fare con PC propri, ma l’algoritmo può arrivare a essere decisamente più complesso grazie al cloud, il che permette di sfruttare sempre la capacità elaborativa che effettivamente necessaria. Tutto questo riducendo la possibilità di falsi negativi, e quindi aumentando le possibilità di successo.

 

 

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Philips Healthcare

La divisione medica di Philips gestisce il proprio servizio HealthSuite nel cloud AWS. Recentemente Philips e Amazon hanno deciso di espandere ulteriormente la loro collaborazione per rendere ancor più efficiente HealthSuite. Questo servizio ha già analizzato 15 petabyte di dati medici, classificati e organizzati in modo che gli operatori sanitari possano usufruire delle informazioni in modo rapido, semplice e sicuro. Questi dati vengono raccolti da milioni di dispositivi collegati, sensori e applicazioni mobili; nel mese di ottobre dello scorso anno sette milioni di queste fonti sono state collegate a HealthSuite. Utilizzando il cloud, Philips è in grado di aumentare i petabyte di dati raccolti ogni mese con un ritmo elevatissimo: se l’azienda avesse utilizzato i propri computer, sarebbe stato necessario molto più tempo. Inoltre, l’utilizzo dell’infrastruttura IT locale è costoso e, in un settore in cui c’è la necessità di risparmiare, ogni euro speso per l’assistenza sanitaria, al posto di questioni non essenziali, ha la sua importanza. In questo modo, Philips è in grado di contribuire allo sviluppo di soluzioni medicali più personalizzate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

L’importanza di avere un buon livello di sicurezza

Il cloud dunque aiuta l’healthcare a innovarsi ma tutte queste informazioni sensibili devono essere ben protette: a nessuno piacerebbe l’idea di veder finire le proprie informazioni personali in mani sbagliate. Ma, al contrario di quanto possa pensare molta gente, i file sono effettivamente più sicuri nel cloud che in ambienti gestiti a livello locale. Molti cloud provider già rispettano standard e leggi che assicurano un elevato livello di sicurezza, inoltre viene loro richiesto spesso di presentare determinate certificazioni prima di poter essere ammessi a offrire servizi a organizzazioni e imprese che operano in settori fortemente regolamentati, come il mondo finanziario e il medicale. Un esempio di questo tipo è l’ISO 9001, che delinea un programma di gestione della qualità basato su otto principi definiti dalla International Organization for Standardization. Questi punti, tra gli altri, comprendono attenzione per il cliente, coinvolgimento delle persone, approccio per processi e continuo miglioramento.

Un altro esempio è la certificazione ISO 27018, che si focalizza sulla protezione dei dati personali nel cloud. Fornisce una serie di controlli e indicazioni pensati per affrontare le informazioni personali (Personally Identifiable Information – PII) nel cloud pubblico. Poiché i cloud provider sono spesso operativi a livello internazionale, è necessario che siano in grado di garantire che i dati stiano all’interno dei confini di una specifica nazione o regione. Con Amazon Web Services, i clienti possono scegliere tra dodici regioni, ognuna con le proprie caratteristiche di sicurezza. I dati rimangono dove il cliente preferisce che stiano. In questo modo, è possibile essere certi della conformità locale.

Il potenziale è enorme

La biotecnologia è una disciplina relativamente nuova nell’ambito delle scienze mediche, ma il potenziale per il progresso medico è enorme. Gran parte di questa evoluzione consisterà nell’assistenza sanitaria personalizzata. Questo nuovo paradigma permette il miglior trattamento possibile per i pazienti, in grado di soddisfare le loro esigenze specifiche, genetiche e legate a fattori di salute. Più dati siamo in grado di elaborare, più efficace sarà la nostra healthcare. Grazie al cloud, la biotecnologia sarà in grado di fornire una migliore assistenza sanitaria a miliardi di persone in tutto il mondo.

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* a cura di Danilo Poccia, EMEA Evangelist, AWS

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