OVHcloud: superato l'incidente, ora l'obiettivo è diventare una referenza nel Disaster recovery - TechCompany360

Strategie

OVHcloud: superato l’incidente, ora l’obiettivo è diventare una referenza nel Disaster recovery



Dopo gli incendi ai Data center di Marzo, in occasione EcoEx21 ha rilanciato la sua strategia, che è ora particolarmente focalizzata sulla Data Soverignity e sul Paas

Gianluigi Torchiani

17 Nov 2021


Il 2021 è stato un anno estremamente particolare per tutto il mondo dell’Ict, ma lo è stato ancora di più per OVHcloud: la multinazionale francese del cloud ha infatti dovuto fronteggiare gli impatti del doppio incendio che ha colpito i suoi Data Center lo scorso marzo. Con impatti rilevanti, ovviamente, sull’operatività e sull’immagine della società. Oggi, a distanza di parecchi mesi, OVHcloud ha riunito i suoi principali partner (tecnologici, industriali e commerciali) a EcoEx21, un evento virtuale che ha voluto segnare un po’ una ripartenza per il gruppo.

Obiettivo: diventare una referenza nella Data Security

Come infatti ammette John Gazal, VP Southern Europe & Brazil di OVHcloud, “Il 2021 è stato un anno incerto e sfidante per tutti, a causa della pandemia e dell’accelerazione della digitalizzazione. Per noi, a seguito di quello che è successo, la parola chiave è stata resilienza. Siamo stati compliant in occasione dell’incidente ma non è stato abbastanza. Dunque, quello che è successo ci ha motivato a innovare nella data security: vogliamo costruire data center al più alto livello di sicurezza possibile. Vogliamo diventare una referenza nel backup e nel disaster recovery dopo questa situazione. Inoltre abbiamo scelto di puntare sulla trasparenza, come dimostra la nostra quotazione in borsa. In questo contesto sfidante siamo orgogliosi che le nostre priorità per il 2021 siano state raggiunte”. A livello italiano, in particolare, erano tre le priorità di OVHcloud: il rafforzamento dell’ecosistem, il tema della Data sovereignity, la creazione di soluzioni a misura di Pmi.
Per quanto riguarda l’ecosistema, secondo Gazal “ricopre un ruolo fondamentale per noi, siamo convinti della necessità di costituire un ecosistema di organizzazioni intorno alla data security. In particolare attribuiamo molta importanza al mondo delle startup, tanto che abbiamo avviato un programma apposito, che quest’anno ha visto l’adesione di 30 nuove realtà. C’è poi il nostro business partner program che gioca un ruolo cruciale, perché riesce ad assicurare valore, tanto che quest’anno 20 nuovi partner vi hanno aderito”.

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L’attenzione alla sovranità dei dati

Quello su cui forse più punta OVHcloud per rilanciare la propria immagine nell’affollato mercato del cloud è il tema della sovranità dei dati: il provider ha voluto più volte rimarcare come l’arena del cloud sia ancora dominata da aziende extra Ue. Uno stato di cose che rappresenterebbe un vero e proprio problema per la sicurezza dei dati per le aziende italiane. OVH, grazie alla sua localizzazione continentale, punta a differenziarsi su questo fronte: il vendor francese garantisce la sovranità sui dati dei propri clienti permettendo loro di scegliere l’ubicazione dei loro dati, proteggendoli da interferenze esterne, garantendo il rispetto delle normative locali e  impegnandosi a non utilizzare queste informazioni per l’ottimizzazione dei propri modelli di AI o per fini commerciali. Questo impegno per la sovranità è stato recentemente rafforzato con il lancio di soluzioni di Hosted Private Cloud certificate SecNumCloud (Security Visa di ANSSI) – il più alto standard di sicurezza e affidabilità in Francia – conformi alla certificazione AGID per l’Italia, così come al C5 in Germania e G Cloud nel Regno Unito. In questo senso Gazal plaude alla scelta del Governo sul Polo strategico nazionale per il cloud. Ma anche nel mondo delle imprese “Stiamo vedendo in Italia, a differenza di altri paesi del sud Europa, un grande interesse nella data sovereignity e questo ci mette in buona posizione”. Sul fronte delle PMI, il manager di OVHcloud ha detto che le nuove soluzioni per ai e storage presentate nel corso del 2021 abbiano permesso di adempiere al target preposto un anno fa, ovvero di aiutare le piccole e medie imprese impegnate nella trasformazione multicloud. Per questo segmento di mercato, però, la pianificazione del passaggio al cloud deve essere una delle priorità: un compito che spetta in prima battuta soprattutto ai business partner di OVHcloud.

Gli obiettivi per il 2022

Per quanto riguarda il 2022, l’obiettivo è di continuare l’evangelizzazione sulla Data Sovereignity, guardando in particolare al progetto Gaia X. Sul fronte tecnologico, la volontà è invece quella di accelerare sul Paas. OVHcloud metterà a disposizione degli utenti una piattaforma di soluzioni cloud aperte da adottare e arricchire, condividendole con tutti coloro che richiedono maggiori standard, apertura e reversibilità nel PaaS. A questo scopo rispondono le partnership – come per le soluzioni Database-as-a-Service (DBaaS) con MongoDB, Aiven, e per una piattaforma di sviluppo collaborativo con Platform.sh – l’R&D (AI Notebooks o AI Training), e le acquisizioni (come il lancio di un’offerta di High-Performance Object Storage dopo l’acquisizione di OpenIO)

“Perché il Paas? I nostri consumatori cercando soluzioni facili e nuove da utilizzare, in alternativa agli hyperscaler”, ha evidenziato Gazal. Che ha citato anche l’importanza dell’Open source: la collaborazione è vista fondamentale per restare competitivi in questo mercato. In questo senso vanno viste anche le partnership esistenti con Google e VMware, che consentono ai clienti di queste ultime di mettersi al riparo dal punto di vista della sovranità dei dati.