La modernizzazione tecnologica degli enti locali rappresenta una delle sfide più complesse e urgenti per lo sviluppo del sistema Paese. Nel corso dell’ultima assemblea nazionale dell’Anci svoltasi a Bologna, è emerso chiaramente come il percorso di trasformazione non si traduca in una questione puramente teorica, ma si esprima in soluzioni operative destinate a impattare direttamente sulla vita quotidiana delle comunità. Attraverso il punto di vista dei vertici industriali che collaborano stabilmente con le amministrazioni locali, l’analisi si sposta sui risultati concreti già ottenuti e sulle tecnologie in fase di sviluppo.
Al centro del dibattito si colloca la digitalizzazione della PA, intesa come leva fondamentale per coniugare l’efficienza dei servizi interni con la sicurezza fisica dei cittadini all’interno dei territori comunali.
Indice degli argomenti
L’ecosistema dell’ingegneria digitale a supporto dei territori
L’architettura dei servizi pubblici richiede competenze specialistiche che spesso superano le capacità gestionali interne dei singoli enti. Per rispondere a questa esigenza, la collaborazione con partner industriali strutturati diventa un passaggio obbligato per garantire un’evoluzione coerente delle infrastrutture civiche.
Lorenzo Forina, amministratore delegato di Zenita Group, ha tracciato il quadro di un comparto che si posiziona nel top 20% dei gruppi italiani per dimensioni finanziarie e operative. Si tratta di una realtà solida, caratterizzata da un assetto societario strategico: «Il Gruppo Zenita è un insieme di sei aziende italiane di successo, partecipato da Cassa Depositi e Prestiti nell’azionariato.» Questa configurazione unisce la flessibilità dell’impresa privata con la garanzia istituzionale della partecipazione pubblica, configurando i componenti del gruppo come veri e propri ingegneri digitali applicati al servizio delle comunità locali.
La struttura di Zenita Group e la sinergia istituzionale
L’azione del gruppo sul territorio nazionale non si limita a interventi isolati, ma si configura come un supporto strutturato che attualmente serve circa 500 comuni italiani. La capacità di presidiare mercati differenti all’interno della medesima filiera pubblica è garantita dall’integrazione di sei diverse aziende, ognuna specializzata in un segmento verticale ben definito. L’obiettivo dichiarato è quello di esprimere l’eccellenza dell’ingegneria digitale applicata alla Pubblica Amministrazione, mantenendo una stretta vicinanza alle esigenze concrete dei sindaci e delle amministrazioni di prossimità. La presenza di un attore istituzionale come Cassa Depositi e Prestiti nell’azionariato rafforza l’affidabilità di un soggetto industriale chiamato a gestire dati sensibili, procedure selettive e infrastrutture critiche per conto degli enti locali.
La capillarità territoriale come valore strategico
Un aspetto centrale per la diffusione omogenea delle tecnologie nei piccoli e grandi centri è il modello organizzativo scelto dal gruppo, che rifiuta la gestione centralizzata o esclusivamente remota dei servizi informatici. La struttura dispone infatti di 35 sedi operative e commerciali distribuite in tutta Italia. Questa capillarità risponde alla convinzione che il Paese sia fondamentalmente un’aggregazione di realtà municipali distinte, ciascuna caratterizzata da proprie peculiarità logistiche, geografiche e sociali. La prossimità fisica diventa quindi un elemento indispensabile per fornire una presenza costante a fianco dei sindaci e del personale amministrativo, assicurando che l’introduzione di strumenti complessi sia supportata da un’assistenza diretta sul territorio.
Sicurezza stradale e smart mobility: la svolta delle telecamere intelligenti
Uno dei campi d’azione più immediati e tangibili della trasformazione tecnologica locale riguarda la gestione della mobilità urbana, un settore in cui la raccolta e l’elaborazione dei dati si convertono direttamente in sicurezza per la cittadinanza. Storicamente, l’attività del gruppo si è concentrata su soluzioni obsolete o consolidate attraverso la società controllata EngiNe, attiva nell’ambito della cosiddetta Mobility Safety. Questo segmento copre interventi tradizionali ma essenziali per la gestione del traffico, che spaziano dal controllo della velocità media e istantanea alla gestione dei sistemi semaforici, fino al monitoraggio automatizzato degli accessi alle Zone a Traffico Limitato (ZTL).
Dalla gestione dei semafori alla tutela dei pedoni
Oggi la frontiera tecnologica della digitalizzazione della PA si sta spostando verso la protezione delle fasce più vulnerabili della popolazione stradale, superando i tradizionali sistemi di controllo. I dati relativi alla sinistrosità nazionale impongono un cambio di passo nelle strategie di prevenzione degli enti locali. Come evidenziato dall’amministratore delegato di Zenita Group durante il suo intervento a Bologna, «Sappiamo che l’Italia non brilla purtroppo in termini di incidenti stradali per abitanti.» Per mitigare questo fenomeno e offrire risposte concrete, l’azienda ha sviluppato un applicativo software innovativo, progettato per garantire la sicurezza negli attraversamenti pedonali. Il sistema, attualmente in corso di approvazione ufficiale da parte degli organi istituzionali competenti, punta a tutelare i pedoni sia nei piccoli comuni sia nelle grandi aree metropolitane, offrendo ai sindaci uno strumento reale per ridurre i tassi di incidentalità.
La complessità tecnica della verifica dei dati video
Dal punto di vista tecnico, l’applicazione si basa su un sistema di videocamere intelligenti capaci di analizzare in tempo reale lo scenario stradale per comprendere le reali dinamiche di transito. La vera sfida ingegneristica risiede nella capacità di determinare con assoluta certezza se un veicolo abbia effettivamente concesso la precedenza a un pedone in fase di attraversamento delle strisce. L’accertamento di questa specifica violazione rappresenta un’operazione complessa se affidata ai metodi di monitoraggio tradizionali o alla semplice visione umana non assistita.
Forina ha spiegato le difficoltà intrinseche sottolineando che «Sembra molto semplice da dire, ma capirlo da un’immagine o da un filmato molto breve, potendo attestare se sia stata data o meno la precedenza, non lo è affatto.» L’obiettivo dell’applicativo è proprio quello di elaborare i filmati per estrarre un dato oggettivo e verificabile, consentendo di accertare il comportamento dei veicoli e raccogliere dati statistici fondamentali per pianificare la sicurezza urbana.
La digitalizzazione della PA e il ricambio generazionale: l’efficienza dei concorsi a zero ricorsi
Parallelamente alla sicurezza urbana, l’efficienza interna degli uffici comunali rappresenta il secondo pilastro della transizione amministrativa. Il funzionamento corretto della macchina pubblica è strettamente legato alla qualità e alla trasparenza delle procedure di ingresso del personale, un ambito che storicamente in Italia risente di rallentamenti burocratici e frequenti contenziosi legali che bloccano le assunzioni.
Affrontare il nodo del personale “diversamente giovane”
Le amministrazioni locali e centrali condividono un problema strutturale legato all’età media elevata dei dipendenti pubblici, spesso definiti come persone “diversamente giovani”. La necessità di un ricambio generazionale è evidente per poter inserire negli organici competenze fresche in grado di governare i nuovi processi tecnologici. Il processo di svecchiamento della forza lavoro deve però avvenire secondo criteri stringenti di trasparenza ed eticità, evitando che lungaggini legali congelino le procedure. A questo scopo, il gruppo opera attraverso la società Recruitera, che si occupa della gestione interamente digitalizzata del reclutamento per l’intera Pubblica Amministrazione italiana. Questa piattaforma gestisce le selezioni partendo dalle grandi amministrazioni centrali fino ad arrivare ai singoli comuni.
Trasparenza ed eticità nei processi di selezione
L’efficacia della transizione digitale applicata alle risorse umane è dimostrata da un dato numerico di eccezionale rilievo per il settore pubblico: su un volume complessivo di 4 milioni di candidati gestiti attraverso le procedure digitali di Recruitera, il tasso di ricorsi legali registrato è stato pari a zero. L’assenza totale di contenziosi amministrativi rappresenta un traguardo fondamentale, poiché l’eliminazione dei ricorsi impedisce il blocco delle graduatorie e i conseguenti ritardi burocratici, permettendo l’effettivo e rapido inserimento dei nuovi assunti negli organici degli enti.
La digitalizzazione dei concorsi si configura sia come una semplificazione tecnica delle procedure di selezione, sia come una profonda garanzia di imparzialità che tutela l’accesso al lavoro pubblico, accelerando l’ingresso di nuove competenze informatiche e gestionali necessarie per la gestione quotidiana dei territori.
Superare il digital gap attraverso la formazione continua
L’introduzione di strumenti avanzati, come le infrastrutture digitali e i modelli di Digital Twin sviluppati dalla consociata Maticmind per conto dei comuni nell’ambito delle opportunità digitali, mette in evidenza il problema del divario di competenze tra l’offerta tecnologica e la capacità di adozione da parte degli utenti finali. L’innovazione tecnologica rischia di rimanere parziale o inutilizzata se non viene supportata da investimenti paralleli sul capitale umano e sulla diffusione della cultura digitale.
Un percorso condiviso tra aziende, amministrazioni e cittadini
La transizione verso una gestione intelligente del territorio richiede un’attività formativa costante che deve coinvolgere tutti gli attori della filiera istituzionale e sociale. Secondo la visione espressa dai vertici societari, lo sviluppo tecnologico deve procedere di pari passo con l’educazione digitale dei dipendenti delle aziende fornitrici, del personale dei comuni clienti e, in ultima analisi, dell’intera comunità dei cittadini. Forina ha chiarito questo posizionamento strategico ricordando che «È inutile fornire un’innovazione che non venga compresa, come è stato ben evidenziato anche dai colleghi.»
Per questa ragione, la rete delle 35 sedi territoriali del gruppo viene utilizzata anche come presidio formativo per affiancare le amministrazioni nella comprensione e nell’utilizzo a pieno regime sia degli applicativi storici già consolidati nella prassi amministrativa, sia dei sistemi di nuova generazione, trasformando la riduzione del digital gap in un percorso condiviso, graduale e integrato nelle dinamiche locali.




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