L’evoluzione tecnologica sta portando le imprese verso una nuova frontiera dell’automazione, spostando il baricentro dalla semplice generazione di contenuti alla capacità operativa autonoma dei sistemi. Durante una recente intervista rilasciata a Bloomberg Tech, il CEO di Hewlett Packard Enterprise (HPE), Antonio Neri, ha delineato come la sua azienda stia accelerando l’adozione dell’Agentic AI, considerandola il tassello fondamentale per la modernizzazione dei processi di business e la massimizzazione della produttività su scala globale.
In un mercato caratterizzato da una forte domanda di infrastrutture robuste, HPE ha registrato una performance record, trainata non solo dai sistemi dedicati all’intelligenza artificiale, ma anche da un ritorno ai volumi storici dei server tradizionali, che continuano a rappresentare una componente essenziale dell’ecosistema IT aziendale.
Indice degli argomenti
Il passaggio evolutivo verso l’agentic AI e l’automazione dei processi
La strategia di HPE si sta focalizzando in modo deciso su quella che Antonio Neri definisce come la naturale evoluzione della tecnologia attuale. Secondo il CEO, il panorama si sta trasformando rapidamente: «Penso che sia giusto dire che siamo passati dalla Generative AI all’Agentic AI». Questa transizione non è solo terminologica, ma rappresenta un cambiamento nel modo in cui l’intelligenza artificiale interagisce con le strutture aziendali. Neri vede nell’Agentic AI la soluzione alle necessità concrete delle imprese moderne, affermando che «l’Agentic AI trasformerà i processi aziendali semplificandoli, automatizzandoli e portandovi intelligenza».
Per supportare questa visione, l’azienda non si limita a fornire gli strumenti ai propri clienti, ma agisce come primo banco di prova per le proprie innovazioni tecnologiche. All’interno di HPE, l’adozione dell’Agentic AI è già una realtà operativa estesa a diverse funzioni strategiche. Neri ha confermato che la società sta utilizzando queste tecnologie in modo aggressivo, citando esempi concreti che spaziano dalla finanza al marketing. La divisione finanziaria, sotto la guida della CFO, è indicata come una delle aree all’avanguardia nell’implementazione di questi agenti intelligenti.
Parallelamente, il team di marketing sfrutta l’Agentic AI per la generazione della domanda e le campagne di brand targeting, mentre i servizi di assistenza utilizzano queste capacità per migliorare l’esperienza di supporto. Anche la gestione della supply chain beneficia di questa tecnologia, in particolare per le attività di previsione e pianificazione.
L’entità dell’impegno di HPE in questo campo è misurabile attraverso i numeri del deployment interno. Antonio Neri ha rivelato che l’azienda ha già implementato più di 60 casi d’uso in tutta la società e ha oltre 200 progetti in fase di test in questo momento. Questo approccio si basa su una filosofia pragmatica: «Alcuni falliranno e va bene così. La mentalità deve essere: fallire velocemente, migliorare e concentrarsi sul ritorno del capitale investito».
Infrastruttura e crescita del mercato server AI
Il successo dell’agentic AI dipende strettamente dalla solidità dell’infrastruttura sottostante. I dati presentati da Neri mostrano una crescita straordinaria nel segmento dei server AI, che ha registrato un incremento superiore al 250%. Tuttavia, l’aspetto più rilevante è il cambiamento nel mix di clientela. Se in precedenza il mercato era dominato dai grandi fornitori di servizi, oggi si assiste a una forte spinta da parte del settore enterprise e dei cloud sovrani. Come sottolineato durante l’intervista, «sovrani, neo-cloud ed enterprise rappresentano oggi più del 60% del mercato».
Questo spostamento ha implicazioni dirette sulla profittabilità, poiché il profilo dei margini in questi segmenti è differente rispetto a quello dei tradizionali fornitori di servizi iperscalabili. HPE risponde a questa domanda con soluzioni integrate e architetture su scala rack dedicate specificamente allo spazio dei dati sovrani. Nonostante la grande attenzione mediatica per l’IA, il business dei server tradizionali ha mostrato una resilienza notevole, crescendo a doppia cifra anno su anno e contribuendo a una previsione di ritorno a circa il 10% di profittabilità per il quarto trimestre.
Il CEO di HPE ha attribuito questo successo a un ciclo di aggiornamento delle infrastrutture obsolete, che le aziende stanno sostituendo con server più performanti e configurati in modo più ricco. Le piattaforme HPE ProLiant Gen 11 e Gen 12 sono state indicate come fondamentali in questo processo, grazie a una migliore efficienza per core, consumi energetici ridotti e una sicurezza avanzata che Neri definisce «a prova di quantum». L’aumento del prezzo medio unitario (AUP) e la maggiore capacità di collegare servizi a queste piattaforme stanno ulteriormente sostenendo i risultati finanziari del gruppo.
L’importanza del networking nell’ecosistema Agentic AI
Un elemento cruciale che differenzia la strategia di HPE nell’ambito dell’Agentic AI è l’enfasi posta sulla connettività. Con la chiusura dell’acquisizione di Juniper Networks, HPE punta a diventare un’azienda focalizzata sul networking, considerandolo la base fondamentale per la convergenza tra cloud e processi aziendali. Neri ha spiegato che il networking è diventato il punto di riferimento per molte delle grandi implementazioni di intelligenza artificiale, e che Juniper è già un leader in questo spazio.
L’integrazione di Juniper non è solo una mossa strategica per ampliare il portafoglio prodotti, ma mira anche a generare significative efficienze operative. Neri ha confermato l’obiettivo di raggiungere almeno 600 milioni di dollari in sinergie legate esclusivamente alla transazione Juniper, oltre a un ulteriore risparmio incrementale di 350 milioni di dollari derivante dall’ottimizzazione del portafoglio e della forza lavoro, nonché dall’implementazione aggressiva delle nuove tecnologie. L’obiettivo finale, secondo il CEO, è quello di «costruire il miglior business di networking in un portafoglio moderno, sicuro, nativo del cloud e guidato dall’intelligenza artificiale».
Collaborazioni strategiche e gestione dei dati
Nessuna strategia di Agentic AI può dirsi completa senza una stretta collaborazione con i leader della componentistica e del software. Neri ha descritto il rapporto con Nvidia come una partnership fantastica e solida, sia a livello aziendale che personale. La collaborazione si spinge fino alla co-ingegnerizzazione di soluzioni specifiche per il mercato enterprise, come l’integrazione dell’intera suite software Nvidia AI all’interno del cloud HPE GreenLake. Questo approccio permette di offrire ai clienti un’esperienza integrata dove il valore non risiede solo nella GPU, ma nel software e nell’esperienza complessiva fornita.
HPE si sta inoltre preparando all’introduzione delle nuove architetture Blackwell di Nvidia, impegnandosi a battere i tempi di commercializzazione insieme al team guidato da Jensen Huang.
Oltre alla potenza di calcolo, la gestione dei dati rimane una sfida centrale. Antonio Neri ha evidenziato come l’azienda abbia trasformato il settore dello storage implementando un’architettura coerente che gestisce sia i dati strutturati sia quelli non strutturati necessari per l’intelligenza artificiale. Questo sistema, definito come object data con file ingestion, consente ai clienti di effettuare un unico investimento che segue la crescita delle loro esigenze legate all’agentic AI.
La visione per il futuro dell’impresa moderna
Dall’inizio del suo mandato nel 2018, Antonio Neri ha perseguito l’obiettivo di rendere HPE un’azienda “edge-centric, cloud-enabled e data-driven”. L’investimento nell’edge, iniziato con l’acquisizione di Aruba e cresciuto fino a superare i 5 miliardi di dollari di fatturato, ha posto le basi per l’attuale trasformazione. Oggi, l’integrazione di networking, cloud e processi aziendali rappresenta la fondazione su cui HPE intende costruire il proprio futuro, con l’ambizione di essere rilevante per i clienti in un ambiente tecnologico in costante mutamento.
Sebbene l’agentic AI rappresenti l’attuale frontiera, Neri guarda già oltre, prevedendo che la prossima fase riguarderà l’integrazione della robotica. In questo scenario, l’azienda punta ad accelerare il valore per gli azionisti, sostenuta da una quotazione azionaria che il CEO ritiene ancora sottovalutata rispetto ai multipli di valutazione.
La fiducia nell’outlook di HPE è rafforzata dalla solidità della pipeline in tutti i segmenti (networking, server e cloud ibrido) e in tutte le aree geografiche, con una performance particolarmente positiva registrata nel mercato nordamericano.
In definitiva, l’approccio di HPE all’agentic AI non si configura come una semplice adozione tecnologica, ma come una ristrutturazione profonda del modo in cui l’azienda opera e serve il mercato.
Attraverso l’integrazione di infrastrutture potenti, reti intelligenti e software avanzato, la visione di Antonio Neri punta a posizionare la società come il partner di riferimento per le imprese che intendono navigare con successo l’era dell’intelligenza operativa autonoma.







