Quell’innovazione a portata di ISV che passa dall’apertura dell’ecosistema

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Quell’innovazione a portata di Independent Software Vendor che passa dall’apertura dell’ecosistema



In che modo gli ISV possono trarre vantaggio dalle partnership strategiche stipulate tra big tech e cloud provider? La partnership tra TIM e Google Cloud ne è un chiaro esempio, testimoniato concretamente dalle aziende della filiera IT che ne hanno beneficiato e che lo stanno facendo tuttora

Carmelo Greco

21 Mar 2022


Immagine di jakkaje879 da Shutterstock

La trasformazione digitale ha oggi nel cloud il suo principale alleato. Lo si ricava da diversi indicatori, a cominciare da quelli che ogni anno registra l’Osservatorio Cloud Transformation del Politecnico di Milano la cui ultima edizione ha ribadito non soltanto l’accelerazione del 2020 avvenuta a causa della pandemia, ma anche la continuità del journey to cloud delle aziende italiane nel corso 2021. Una tendenza che non ricade esclusivamente sui modelli architetturali delle organizzazioni, sempre più propense ad abbandonare sistemi monolitici a favore di strategie cloud first e cloud only. Investe l’intera filiera IT, sino a configurarsi come vero e proprio abilitatore dell’ecosistema di cui fanno parte diversi attori: cloud provider, over-the-top, system integrator, sviluppatori, startup e, ovviamente, ISV (Independent Software Vendor).

Che cos’è un ecosistema che comprende gli ISV

“Un ecosistema è una continua ricerca di equilibri dinamici capace di tollerare anche dei fallimenti”, spiega Stefano Mainetti, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Cloud Transformation, commentando alcuni dei risultati emersi sui 260 ISV posti sotto la lente dall’Osservatorio. Il Covid-19 ha spinto questa tipologia di aziende, nel 67% dei casi, a creare nuovi servizi portati a regime nel 2021. “Gli attori della filiera digitale – continua Mainetti – che hanno colto la trasformazione in atto hanno avuto una crescita di ricavi anche significativa. L’intensificazione di relazione non è avvenuta solo con i clienti, ma con un intero ecosistema. Il 70% dei 260 operatori di filiera ha accresciuto infatti il numero di relazioni specializzandosi chi nell’ultimo miglio, chi nel fornire l’infrastruttura, chi nell’accelerazione in termini di connettività, chi nei prodotti e nei servizi e così via”. In sostanza, è proprio la nuova arena competitiva, nel contraddire la difesa delle rendite di posizione e nel far uscire da un’area di comfort, che permette oggi agli Independent Software Vendor di veicolare innovazione.

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Il ruolo di Noovle, cloud company del Gruppo TIM

Un esempio di questo ecosistema è offerto dalla partnership strategica tra TIM – con Noovle – e Google Cloud. Mentre il primo è a tutti noto come uno dei gruppi leader italiani e mondiali nel settore ICT, Noovle si è da poco affacciata sul mercato come cloud company di TIM, unendosi agli altri marchi del Gruppo rivolti al mondo business come Olivetti, focalizzata sullo sviluppo di soluzioni IoT, Telsy che opera nell’ambito della cybersecurity e Sparkle che mette a disposizione infrastrutture e servizi internazionali. La società ha tra i suoi asset la rete di Data Center di TIM, realizzata secondo i più avanzati standard tecnologici e di sicurezza e distribuita su tutto il territorio nazionale, consentendo i livelli di prossimità e di localizzazione previsti dalla regolamentazione europea. Sono 4 le aree di posizionamento strategico in cui è suddiviso il portafoglio di Noovle: Cloud Transformation, Data center services, Customer Experience, Modern Workplace.

La valorizzazione degli ISV da parte di TIM

Queste 4 linee di Business, nel loro insieme, rappresentano i capisaldi proposti agli ISV proprio per sviluppare quell’ecosistema che fa perno sul cloud e sul quale TIM può vantare un’esperienza pregressa che risale al 2014, quando la telco lanciò il Digital Store. Si tratta di un marketplace a cui soggetti business e in quota parte consumer possono accedere per acquistare servizi digitali, in particolare software in logica SaaS. Nel 2016, con l’apertura al modello dell’open innovation, lo store ha avviato la pubblicazione delle soluzioni degli ISV. A oggi ne ospita circa 300 realizzate da 180 developer ed è un ambito di collaborazione aperto a soggetti eterogenei. C’è anche una sezione specifica nella quale, man mano che procede il rollout del 5G, saranno messe a disposizione delle API che consentiranno agli sviluppatori di utilizzare le risorse della rete TIM. Se la mission dei 3 protagonisti della partnership è paragonabile a un puzzle, la quarta tessera che va a incastrarsi per compiere la mission di digitalizzare il paese è costituita quindi dagli ISV.

Approccio open, innovation e un’offerta completa, cosí Google Cloud supporta gli ISV

Il ruolo di Google Cloud nella collaborazione con gli ISV, all’interno della partnership con TIM e Noovle, è triplice. Anzitutto supporta la cultura dell’innovazione, uno dei pilastri del proprio modo di operare. In secondo luogo, favorisce l’apertura grazie ad un approccio open source che consente ai vendor di gestire con semplicità l’integrazione dei prodotti con terze parti e il multi-cloud. Ne è un esempio Kubernetes, il sistema di orchestrazione di container creato da Google Cloud e messo a disposizione di tutti. Il terzo aspetto è l’approccio “One Google” che fa leva sulla grande famiglia di prodotti Alphabet, un’offerta completa che permette di supportare lo sviluppo e la competitività delle aziende. Questi tre aspetti assieme permettono agli ISV di offrire servizi flessibili e su misura per rispondere in maniera puntuale alle esigenze delle singole aziende.

Gli esempi di 4 Independent Software Vendor

Fra i diversi use case che hanno beneficiato e stanno beneficiando della partnership a tre, si può citare quello di SAS, azienda leader negli analytics, che grazie alla collaborazione potrà sviluppare nuovi progetti in cloud per i verticali industriali sensibili alla manutenzione predittiva, in ambito smart building e per le aziende che utilizzano gli smart analytics. Un’altra azienda, iGenius, che punta ad abilitare le aziende ed i loro dipendenti a parlare con i dati utilizzando un sistema che si basa sul linguaggio naturale e l’AI, ha potuto sperimentare un vantaggio che si situa oltre la leva meramente tecnologica del cloud e include anche il valore del percorso e dei contenuti che vanno dall’accesso a risorse esclusive all’utilizzo delle API per il testing delle soluzioni a costi contenuti. Senza dimenticare l’accesso al network commerciale che TIM e Google Cloud hanno velocemente reso possibile. Si può citare, inoltre, HyperTV, per la sua piattaforma Connected-Stories di creative management che consente la gestione end-to-end di contenuti di marketing e advertising personalizzati e interattivi cross screen. Nel corso del 2021 hanno riprogettato il loro prodotto secondo un’architettura cloud nativa basata su microservizi. Questa operazione ha reso Connected-Stories disponibile globalmente, con i massimi livelli di scalabilità, sicurezza e disponibilità del servizio. L’architettura dati poi rende il prodotto nativamente integrabile con le principali piattaforme di CRM e eCommerce. Infine, Happeo, il cui digital workplace è sviluppato per le aziende che usano Google Workspace, ha potuto avvalersi della maggiore visibilità garantita dal marchio TIM la cui expertise è risultata vincente anche per definire un’offerta più mirata sul mercato nell’ambito del modern workplace.

Stefano Mainetti sintetizza quali sono in definitiva i fattori chiave della partnership tra TIM, Noovle e Google Cloud a favore degli ISV: “In uno spazio di mercato crescente, l’apertura nell’individuare elementi complementari che portano a generare valore è l’ingrediente di successo. Quando c’è un mercato che si espande, al contrario della co-opetizione, se prevale un atteggiamento che non marca il territorio e facilita uno spazio di apertura, ecco che allora questa alleanza può essere ben costruita. Perché ogni attore individua il proprio spazio e nasce l’opportunità di generare valore congiunto”.