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MADE IN DIGItaly: il Cloud e l’ecosistema Microsoft per la competitività sostenibile

Una ricchissima giornata di confronto dedicata a innovazione digitale e sostenibilità, due priorità quanto mai assolute e inscindibili. Microsoft delinea le priorità di oggi per le aziende italiane e gli strumenti digitali per superare le tante sfide e avere un impatto positivo sul sistema Paese

Pubblicato il 28 Nov 2022

Claudia Costa

Silvia Candiani, AD Microsoft Italia

Incertezza economica, crisi energetica, discontinuità della supply chain, trasformazione del mondo del lavoro, carenza di talenti e skills, istanze sociali quali sicurezza e sostenibilità. Mai come in questo momento le organizzazioni si trovano a dover affrontare sfide epocali. In questa cornice il digitale, in particolare nelle vesti del Cloud Computing, può costituire un driver di crescita sostenibile e aiutare le aziende italiane a gestire una complessità crescente.
In occasione di MADE IN DIGItaly, il grande evento in presenza organizzato dal Network Digital360 e dedicato ai temi dell’innovazione digitale e alle opportunità che ne derivano per le imprese, la società e in generale per l’intero Sistema Paese, Microsoft Italia ha voluto fare il punto della situazione, evidenziando le sfide di business che le imprese sono chiamate ad affrontare e mostrando una serie di strumenti tecnologici che possono aiutare a superarle. Lo slogan è Do more with less, fare di più con meno risorse, che ben si adatta alla situazione attuale: riuscire a raggiungere risultati più ambiziosi usando meno energia e in generale meno risorse, è fondamentale sia per l’ambiente, sia per superare la complicata situazione geopolitica che stiamo vivendo.

Le sfide di oggi secondo Microsoft: inflazione, supply chain e skill shortage

Quello di MADE IN DIGItaly è un evento che ha visto partecipare 1500 imprenditori, manager e professionisti in un confronto sulle sfide attuali e sulle opportunità del digitale. Ad aprire le danze è stata l’AD della sede italiana di Microsoft, Silvia Candiani che ha subito evidenziato le tre sfide chiave: inflazione e crescita dei prezzi dell’energia; scenario geopolitico e supply chaincarenza di talenti, skill e hybrid work.

Solo in Italia, osserva Candiani, oggi ci sono 150 mila posizioni lavorative che non si riescono a coprire a causa della difficoltà nel trovare talenti con le adeguate competenze IT. Accanto allo skill shortage, è necessario offrire formazione continua a chi sta già lavorando, per garantire una maturazione delle sue conoscenze. Un altro punto sottolineato dall’amministratore delegato di Microsoft Italia è relativo al coinvolgimento dei lavoratori: l’adozione di smart working e remote working ha sicuramente spinto la produttività, ma anche allontanato le persone che lavorando da casa, senza un contatto fisico coi colleghi, tendono ad essere meno coinvolte nei processi lavorativi. Anche in questo caso, è necessario trovare il modo di “avvicinarle”, di stimolare il loro interesse e riportare il senso di appartenenza alle aziende. 

A questi si aggiunge il tema più che mai importante della sostenibilità energetica e della riduzione dei costi dell’energia, che sono aumentati di circa il 60% negli ultimi mesi. La bolletta energetica dell’Italia è praticamente raddoppiata rispetto ad un anno fa e questo significa l’8% di costi in più per la produzione. Altro tema, la disruption della supply chain che porta all’esigenza di trovare nuovi modi per ottimizzare il ciclo produttivo e logistico. Infine, gli attacchi informatici che sono aumentati del 500% rispetto al 2021 con un costo medio di quasi 3 milioni di euro per attacco informatico. E con l’aumento della sofisticazione di queste minacce, emerge l’esigenza di proteggersi in maniera sempre più avanzata e professionale. 

Cloud e digitale per l’efficienza operativa ed energetica del business 

Rispetto a questo quadro, digitale e cloud sono forze deflazionarie, che possono aiutare a superare la difficile situazione che si è creata, in particolare in Europa. Oltre alla maggiore efficienza e agilità che possono portare in azienda, Candiani sottolinea come l’adozione della “nuvola” porti anche ad abbattere costi ed emissioni. Muoversi verso il Cloud prevede la possibilità di utilizzare i dati per conoscere e anticipare i trend di mercato ed entrare in contatto con i clienti per personalizzare l’interazione e migliorare le attività di marketing e vendita. Ma anche migliorare l’efficacia dei processi aziendali e logistici e per fare meglio processi che oggi sono molto manuali e poco informatizzati. Fondamentale è anche dare valore al fattore umano e quindi mettere a disposizione la tecnologia per comunicare e collaborare in maniera diversa e ingaggiare le persone evitando l'”effetto distacco” del lavoratore a distanza. Come anche proteggere da attacchi hacker sofisticati tutti gli ambiti della organizzazione.

Digitale e cloud sono le risposte alle sfide di oggi e di domani di Microsoft che con il programma Ambizione Italia, sta investendo 1 miliardo e mezzo di euro per l’apertura di una Region Data Center nel nostro Paese e per un piano di supporto alla crescita economica del Paese, con l’ambizioso obiettivo di fare dell’Italia un “leader globale nell’innovazione” spingendo sulle digital skills, sullo smart working, sull’intelligenza artificiale e sulla sostenibilità. E per raggiungere questi goal, Microsoft ha iniziato a promuovere la centralità dei partner nello sviluppo, promozione e realizzazione di servizi cloud per le imprese e gli enti del Sistema Italia dando vita alla Ambizione Italia Cloud Region Partner Alliance che oggi conta nove realtà dell’ecosistema nazionale.

La risposta di Microsoft: dalla trasformazione digitale alla competitività sostenibile

In primis Microsoft si impegna a supportare le organizzazioni di qualsiasi dimensione e settore con investimenti infrastrutturali come la regione Data Center italiana in via di sviluppo, che permetterà di erogare servizi cloud a bassissima latenza anche nel Bel Paese e che, secondo le indicazioni dell’azienda, sarà fino al 93% efficiente da un punto di vista energetico rispetto ai tradizionali data center privati cui si affidano oggi le imprese e fino al 98% più efficiente in termini di emissioni. Non solo: porterà 10.000 nuovi posti di lavoro, e qualcosa come 9 miliardi di dollari di indotto. Il tutto in tempi rapidi: parliamo della fine del 2024.

In senso più ampio, Microsoft si impegna a sostenere la crescita economica del Paese con un piano di investimenti quinquennale articolato su cinque pillar. Per quanto riguarda il pillar Tech Job Alliance, negli ultimi due anni sono già state formate 2,5 milioni di nuove persone in Italia. In tema Empower SMB sono stati innescati processi specifici per supportare le piccole e medie imprese, spina dorsale della nostra economia: insieme a partner selezionati Microsoft ha cercato di portare la tecnologia alla loro portata con soluzioni semplici e one-clic. Per il pillar Modernize PS Microsoft ha attivato partnership specifiche come quella con Leonardo e TIM per portare il cloud in maniera sicura alle aziende pubbliche e tramite la sovranità dei dati, permettere al pubblico di modernizzare. Infine, in ambito sostenibilità, chiave del successo per ciascuna azienda, ha già accolto dieci aziende italiane nella Sustainability Alliance.

Do more with less: dalla teoria alla pratica 

In occasione di MADE IN DIGItaly, Candiani ha portato alcuni casi d’uso reali per far capire cosa intende con il motto “Do more with less”. Uno di questi riguarda Campari che ha fatto leva su Dynamics 365 per ottimizzare le campagne pubblicitarie con l’intelligenza artificiale e coinvolgere maggiormente i clienti, incrementando l’engagement sulle piattaforme digitali del 20%. Nel giro di 2-3 mesi hanno messo insieme diverse fonti dati interne ed esterne all’azienda per perfezionare le campagne di marketing fino ad arrivare al real time marketing che sulla base dell’attività sui siti e sulle app, definisce una proposta di campagna marketing e vendita su misura del cliente. 

Coca Cola Bottler e Mercedes, invece, hanno ottimizzato la loro produzione, abbattendo i costi energetici del 15% e risparmiando sui costi di produzione fino al 20% tramite la realizzazione di digital twin degli stabilimenti e delle linee produttive, che hanno permesso di individuare più facilmente le aree dove era possibile portare maggiore efficienza, simulando diverse modalità di produzione e di logistica, oltre che effettuare manutenzione da remoto, anche grazie a Hololens con la possibilità di accedere a tutte le informazioni di cui si ha bisogno con un clic su smartphone e tablet. 

Con Toyota Microsoft ha sviluppato un’app che permette nel giro di pochi clic di raccogliere una decina di fonti di dati e creare una check list per il controllo qualità della produzione di macchine. In questo modo, la persona che va sulla linea di produzione può controllare i diversi elementi, può caricare una foto se necessario e capire se il prodotto finito è coerente con i requisiti della produzione. Power Apps apre la possibilità di dare in mano a persone che non sono app developer una modalità semplificata di sviluppare applicazioni, comunque certificata dall’IT e che porta ad una riduzione fino al 60% dei costi di back office e di gestione manuale delle pratiche. Questo rende pervasiva l’informatica perché gli strumenti informatici con l’uso dell’Intelligenza artificiale aiutano a trasformare un’idea in effettivi processi informatici.

Con Teams la produttività del personale è aumentata del 20%, ma allo stesso tempo il rischio del solo lavoro a distanza è di perdere il senso di appartenenza all’azienda. Per potenziare il coinvolgimento dei dipendenti, Microsoft introdotto  Microsoft Viva, una soluzione pensata per motivare i talenti, farli collaborare in maniera più efficace e formarli in maniera continua, anche se operano da remoto con strumenti di training, insight e sondaggi vari. Secondo la ricerca Microsoft Work Trend Index, l’85% dei dipendenti è motivato ad andare in ufficio per ricostruire i legami di team e il 76% resterebbe più a lungo nella propria azienda se potesse beneficiare di maggiore formazione. 

“Come Microsoft ci stiamo interrogando sul futuro del mondo del lavoro, ma lo sforzo non finisce qui. Stiamo cercando di innovare con un team di avvocati, ingegneri e neuro scientists per capire come sta cambiando e come rendere le persone più felici e integrate in azienda migliorando le interazioni. In futuro probabilmente i meeting si svolgeranno nel metaverso” continua Candiani.

Microsoft Cloud come piattaforma integrata più sicura

In tutto questo il tema della cybersecurity è una preoccupazione per tutti per assicurarsi una protezione dagli attacchi informatici. Microsoft è la seconda entità più attaccata al mondo, e quindi ha dovuto imparare a difendersi in maniera sempre più sofisticata. Ogni anno analizza più di 43 trillion di segnali che arrivano dal billion e mezzo di device collegati alla piattaforma Microsoft in cui ogni anno tentano di penetrare 70 miliardi di attacchi. 

“Per ora siamo riusciti a contenere il rischio – continua Candiani – Abbiamo 8500 esperti di cybersicurezza per rafforzare la sicurezza della nostra piattaforma e oggi siamo il provider numero uno al mondo per cybersecurity. Grazie alla possibilità di mettere insieme informazioni e dati su un numero così ampio di utenti connessi e l’estensione della nostra piattaforma ci ha permesso di avere competenze molto forti. Siamo il Provider of Choice sulla sicurezza nella maggior parte delle aziende italiane. In Italia più di 3 milioni di persone usano i nostri sistemi di sicurezza giornalmente”.

Per Ing bank, Microsoft ha messo in piedi un sistema di sicurezza e protegge tutti i cloud, creando un meccanismo di difesa non solo per il Cloud Microsoft ma anche per i cloud competitor. Tutto questo grazie al Micrsoft Cloud non solo office 365 ma anche Azure, Dynamics ecc.

Candiani tiene a sottolineare che negli ultimi due anni hanno sviluppato versioni specifiche per Industry. Microsoft Cloud for Manufacturing, for Retail, for Financial Services, for Healthcare. L’obiettivo è di fornire acceleratori di scenari e modelli dati preconfigurati per accelerare il percorso di sviluppo delle applicazioni, prodotti e servizi aziendali. Al di là di una piattaforma orizzontale, lo sforzo di Microsoft è offrire soluzioni in parte preconfigurate per accelerare il tempo di sviluppo.

Il livello di investimento è significativo. “Nell’ultimo anno abbiamo investito 24 miliardi di dollari – afferma Candiani – Siamo l’azienda di tecnologia che spende di più in ricerca e sviluppo. Oggi siamo riconosciuti come leader da Gartner su 20 diverse tecnologie. Ed è questo il senso di avere un partner che investe e continua a sviluppare oggi e per il futuro. I dati ci dicono che oggi il 95% delle aziende italiane sono su Microsoft teams, e il 83% delle aziende quotate italiane sono su Microsoft Azure”.

Formazione, digitalizzazione e PNRR: le priorità dell’Italia

I dispositivi connessi alla rete si moltiplicano in virtù della digitalizzazione massiva di moltissimi settori, non solo i più tecnologici ma anche agricoltura e sanità. Mancano però le skill digitali di base. Entro il 2026 circa 2,1 milioni di lavoratori dovranno sviluppare competenze digitali di base per restare al passo con il mercato e, avverte Alec Ross, New York Times Best-Selling Author & Leading Expert on Geopolitics, Markets, and Innovation  dal palco di MADE IN DIGItaly, l’Italia è all’ultimo posto in Europa come numero di iscritti per corso ICT in rapporto alla popolazione.

“Abbiamo informatici di altissimo livello, ma sono troppo pochi – afferma Ross – Noi come leaders dobbiamo spingere il Belpaese sul tema e questo nonostante il digitale sia il più grande motore di innovazione per il paese. La terra era la materia prima dell’età agricola, il ferro la materia prima dell’età industriale e i dati sono le materie prime di oggi e domani”.

Upskilling e reskilling insieme allo sviluppo di una politica industriale del digitale e alla transizione ecologica legata al PNRR sono le tre priorità per l’Italia. “Abbiamo bisogno di ottimismo – esordisce Ross – Se si studia la storia si impara che le innovazioni più importanti nella storia sono nate in momenti di crisi che devono darci quindi la fiducia e il coraggio di fare i cambiamenti difficili. E poi su 100 paesi che ho visitato in tutto il mondo, non ho mai visto un paese come Italia con una cultura così creativa e innovativa. Abbiamo questo aspetto culturale, insito nel DNA degli italiani, legato all’innovazione e capacità di immaginare e inventare il futuro ma per farlo, la digitalizzazione è fondamentale. Dobbiamo imparare a correre e non a camminare“. 

Come affrontano le imprese italiane le sfide del presente

MADE IN DIGItaly è stata anche un’occasione di confronto con importanti realtà italiane. 

Il business talk moderato da Manuela Gianni, Direttore Digital4Executive, Network Digital360 ha coinvolto Matteo Mille, Chief Marketing & Operations Officer di Microsoft Italia, Nicola Procaccio, Italy Country Lead & EMEA Territory Marketing Manager di Intel, Marco Barioni, CEO, Reale Ites Italy, Ilaria Catastini, Head of Group Sustainability, Maire Tecnimont, Cristiano Agostini, Prada Group CIO, Claudio Farina, Executive Vice President Strategy, Innovation & Sustainability di Snam. 

Il Cloud come risposta integrata alla rendicontazione delle performance ESG

L’esperienza di Maire Tecnimont è riferibile agli obiettivi di sostenibilità delle aziende. In linea con il proprio piano di azione verso la carbon neutrality (delle emissioni scope 1 e 2 entro il 2030 e scope 3 entro il 2050), la società di ingegneria sta dedicando una enorme attenzione alla misurazione delle fonti emissive di CO2 (dei propri stabilimenti, del procurement, della logistica, dei cantieri) e ha scelto di adottare Microsoft Sustainability Manager.

Il cambiamento verso la sostenibilità deve passare attraverso l’impegno di ciascuna persona ogni giorno in azienda. Ma a questa ambizione concorrono anche gli investimenti in un portafoglio di tecnologie in grado di contribuire all’economia circolare, al recupero e alla cattura CO2, alla produzione di carburanti e idrogeno e basse emissioni ecc.

Ne è convinta Ilaria Catastini, Head of Group Sustainability, Maire Tecnimont che spiega “Il percorso che stiamo facendo è importante e faticoso perché un obiettivo del genere va implementato anno per anno cercando di capire cosa funziona e cosa no. La rendicontazione aiuta a misurare rispetto al target e ai correttivi da apportare. In questo senso, i dati sono fondamentali, tanto quanto la nostra capacità di esaminarli ed elaborarli”.

Il Cloud offre una risposta integrata alla gestione dei dati ambientali, automatizzando i processi manuali, abbattendo i silos informativi e permettendo alle organizzazioni di registrare, segnalare e ridurre le emissioni in modo più efficiente. Ma oltre a portare avanti obiettivi di neutralità carbonica, i dati aiutano a fare il punto sul valore della diversità e dell’inclusione. Maire Tecnimont è di matrice italiana ma è presente in tutto il mondo con circa 9 mila persone che si occupano di ingegneria e costruzioni. Per questo nasce sulla tradizionale prevalenza di personale maschile nel settore. Oggi la componente femminile sta crescendo molto e Maire Tecnimont cerca di orientarle verso le STEM.

L’importanza della data strategy per costruire Customer Experience memorabili, e non solo 

La testimonianza del Gruppo Prada ha messo in luce come l’utilizzo dei dati e delle nuove capacità elaborative sia una leva strategica per il made in Italy, oltre alla valorizzazione del capitale umano. Interessante è stato osservare il progetto di sviluppo di un Data Lake sulla piattaforma cloud Microsoft Azure, che ha associato la solida cultura del Gruppo alle nuove potenzialità messe a disposizione dalle capacità elaborative della piattaforma e dei suoi algoritmi.

Cristiano Agostini, Group IT Director, Prada tiene a sottolineare come i dati siano fondamentali per creare shopping experience memorabili. “Questo non significa solo raccogliere dati del consumatore, ma lungo tutta la value chain: dalle informazioni sul prodotto, al momento e al luogo dell’acquisto, alla capacità del sales assistance di consigliare l’abbinamento giusto. Lo human touch nella relazione umana resta preponderante. E una volta raccolti i dati, è importante portarli verso il Data Lake su tecnologia Microsoft per depositarli e mettere a disposizione dell’azienda informazioni cross-funzionali. Tutta questa quantità di dati pone due sfide: il governo della complessità di dati e l’individuazione delle risorse in grado di metterlo in piedi.

Il Cloud per un posizionamento strategico agile, flessibile e aperto

Reale ITES rappresenta per il Gruppo Reale Mutua la prima esperienza di realtà transnazionale e ha l’obiettivo di essere un centro di competenza specializzato nei servizi IT, come è sintetizzato nell’acronimo ITES che corrisponde a Information Technology Engineering Services. Il contributo di questa realtà a MADE IN DIGItaly è stato duplice e ha sottolineato sia l’importanza del Cloud per abilitare agilità e accesso semplificato ai dati, sia il valore del Cloud come booster di progettualità che possono integrare una pluralità di attori per la crescita del Paese.

Reale Group ha scelto la piattaforma Microsoft Azure per l’innovazione della propria infrastruttura IT, facendo leva sulla modernizzazione del proprio Datacenter con l’obiettivo di accelerare il percorso di digital transformation e di essere sempre in grado di rispondere alle aspettative dei clienti. Inoltre, il Gruppo ha avviato, in collaborazione con Microsoft, un piano pluriennale di sviluppo di piattaforme ed ecosistemi innovativi, per promuovere la competitività del tessuto socio-economico italiano.

Marco Barioni, CEO, Reale ITES, Centro di competenza per i servizi tecnologi di Reale Group spiega che il Cloud risponde a tre parole chiave del posizionamento strategico futuro: 

  • Agilità: le tecnologie cloud permettono di fare cose necessarie per essere competitivi oggi. Accelerare e facilitare la transizione verso piattaforme low code permetteranno all’intera azienda di operare. Noi puntiamo ad avere 4000 agenti di trasformazione digitale e il cloud è una parola chiave. 
  • Flessibilità: la materia prima di oggi sono i dati ed avremo la necessità di fare ingestion di una quantità enorme di dati, due ordini di grandezza. Solo architetture cloud immensamente scalabili ci permetteranno di utilizzarli. 
  • Apertura: elemento di posizionamento nel mercato. Grazie al cloud potremo offrire a gruppi specifici di clienti o collettività soluzioni integrabili dove noi ci mettiamo al servizio e insieme ai partner costruiamo ecosistemi di servizi.  

Mai come oggi la tecnologia digitale è al centro di qualunque posizionamento strategico-competitivo. Il Cloud è l’abilitatore tecnologico trasformativo più importante per adattarsi a questo nuovo contesto produttivo. Nei prossimi anni porteremo tutta la nostra infrastruttura tecnologica in Cloud grazie a Microsoft.

La tecnologia come abilitatore della transizione ecologica ed energetica

L’esperienza di Snam, una delle principali società di infrastrutture energetiche al mondo, illustra il valore del Cloud Computing a 360° per far fronte alle sfide di oggi in termini di efficienza e per abilitare la crescita sostenibile: tecnologia, strategia e sostenibilità si fondono in un unico insieme. Snam ha introdotto sulla piattaforma Cloud Azure centinaia di macchine virtuali in pochi mesi e senza interruzioni di servizio, efficientando così le risorse e sposando pienamente l’idea di Hybrid Cloud di Microsoft. Grazie alla soluzione AzurenVMware Service è stato possibile migrare i workflow e dati dall’on-premise al cloud.

The time is now anche per noi, esordisce Claudio Farina, Executive Vice President Strategy, Innovation & Sustainability, Snam. “Ci troviamo di fronte ad una sfida di trasformazione epocale per il settore energia, per come le filiere saranno trasformate e per la velocità della trasformazione. È una sfida di dimensioni enormi da risolvere in pochi decenni. Decarbonizzare l’economia significa diminuire rapidamente fino ad azzerare completamente le emissioni di CO2 oggi legate in gran parte ai processi di utilizzo del carbone, l’energia che permette alle aziende di lavorare e ai cittadini di riscaldarsi. Sono stati stanziati centinaia di miliardi di euro  da governi e imprese per realizzare questa transizione nel giro dei prossimi 5-10 anni e succederà con la convergenza di energia e tecnologie digitali“.

La stessa COP27 che si è conclusa nei giorni scorsi in Egitto ha evidenziato il ruolo decisivo dell’energia nel contenimento del cambiamento climatico. La transizione del settore, oltre che dalla diffusione rinnovabili, passa anche dall’efficienza energetica che dipende in larga misura dall’adozione di nuove tecnologie. L’ottimizzazione del consumo energetico è infatti fondamentale in un’ottica di sostenibilità, contribuendo anche ad alleggerire le bollette energetiche pagate dalle imprese.

Intel: servono programmi e obiettivi trasparenti e soprattutto, investimenti in innovazione

Si è parlato molto dello shock del chip shortage per la turbolenza che ha portato nella supply chain di tantissimi settori.  Ma come ci si è arrivati? Ci tiene a spiegarlo Nicola Procaccio, Italy Country Lead & EMEA Territory Marketing Manager, IntelTutto sta diventano più digitale e siccome tutto ciò che è digitale è basato su semiconduttori abbiamo assistito all’aumento incredibile di domande di CPU. Questo processo di digitalizzazione è iniziato anni fa ma, complice la pandemia, ha subito accelerazione esponenziale in arco di tempo ridotto. C’è stato un aumento esponenziale di chip e di conseguenza, un chip shortage nella misura in cui la nostra filiera produttiva non è stata abbastanza resiliente per rispondere alla domanda. Questo soprattutto per il modello globalizzato ma anche per il fatto che l’80% della produzione è stata concentrata nel continente asiatico”.

Per questo motivo e con l’intenzione di ribilanciare dal punto di vista geografico la filiera produttiva dei chip, Intel ha rilanciato piani di investimento per realizzare un progetto di microprocessori sviluppati nell’UE supportando appieno l’ambizione europea di cominciare a produrre microprocessori anche per aziende esterne e per arrivare nel 2030 a rappresentare il 20% della produzione di semiconduttori in Europa. 

Potenziare gli impianti produttivi negli USA e in Europa non è stato dettato solo alla necessità di far fronte allo chip shortage ma rispondere ad un mercato high tech sempre più demanding e alla richiesta di soluzioni tecnologiche a qualsiasi livello di mercato. Aumentano le richieste di componenti tecnologiche e questo riguarda ogni segmento industriale tanto da far parlare gli analisti di una “età d’oro per i semiconduttori“.

“Se potenziamo i nostri impianti di produzione ovviamente vi domanderete come riusciremo a rimanere sostenibili sul mercato globale – continua Procaccio – La sostenibilità deve essere vista come presupposto da cui partire per inaugurare un nuovo processo. Due sono gli obiettivi ambiziosi che ci poniamo: entro il 2030 vogliamo portare a zero le nostre emissioni di carbonio ed entro il 2040 le emissioni nette di gas serra. Diciotto anni è l’arco di tempo che ci separa al 2040, e nonostante sembrino molti, i nostri cicli di sviluppo durano decenni e per ridurre a zero il gas serra servono cambiamenti epocali in grado di ridurre l’uso di componenti chimiche che usiamo da decenni. Per far sì che il progresso tecnologico si trasformi in progresso ambientale servono programmi e obiettivi trasparentie soprattutto, investimenti in innovazione“.

Do more with less. Put your people first. Trust your Cloud 

Di fronte alle sfide del presente, l’invito di Microsoft è triplice, con quello che potremmo quasi definire un nuovo mantra: “Do more with less. Put your people first. Trust your Cloud”. Chiude così la plenaria di apertura Matteo Mille, Chief Marketing and Operations Officer, Microsoft Italia.

Incertezza economica – Do more with less 

Con il digitale si può fare di più, con meno “Do more with less”. Mille spiega “Facciamo di più con meno perché la situazione lo richiede. Dobbiamo essere più predicibili e attendibili sull’approvvigionamento di materiali e risorse. Il rilascio della nuova Microsoft Supply Chain Platform è l’emblema di come ci si sia focalizzati sul miglioramento e la resilienza della supply chain”.

In un periodo di incertezza economica, la piattaforma è pensata per mettere al servizio delle aziende le migliori tecnologie di AI, e al suo centro si colloca il Microsoft Supply Chain Center, un centro di commando volto a offrire una maggiore visibilità e controllo sulla supply chain. 

Il cloud per la trasformazione del mondo del lavoro – Put your people first 

Il capitale umano oltre ai dati è il fattore differenziante dell’Italia. “Abbiamo una competenza e capacità di riuscire a trovare le soluzioni in Italia come nessun altro Paese – continua Mille – Ho passato gli ultimi 7 anni a Singapore e mi sono reso conto che i colleghi del sud Europa avevano la necessità di trovare soluzioni. Quindi è fondamentale mettere le persone al centro e investire su di loro. Il 75% dei Millennials e delle Generation Z hanno una idea in testa, lavorare per un’azienda che ne condivida i valori. Quindi riuscire ad allinearsi con la necessità delle persone sarà fondamentale”.

Il lavoro ibrido, nato dalla trasformazione del mondo del lavoro verso il digitale, richiede nuovi approcci. Il nuovo Microsoft Work Trend Index ha portato alla luce un formale disaccordo tra dipendenti e dirigenti. I primi credono che con il lavoro ibrido siano diventati più produttivi (87%), i secondi sono preoccupati dal fatto di non riuscire a controllare la produttività dei dipendenti (85%).

A MADE IN DIGItaly Mille ha detto la sua: non c’è un’unica visione per il lavoro ibrido, ma è importante mettere le persone al centro: Put your people first. Grazie a soluzioni human-centric come Microsoft Viva, è possibile pensare al lavoro ibrido a vantaggio di tutti, contro il rischio della great resignation, aiutando le aziende a motivare e trattenere i talenti.

Sicurezza e sostenibilità – Trust your Cloud 

Infine, come sottolinea Mille, è tempo di adottare il cloud per indirizzare problematiche di efficientamento energetico, sostenibilità e riduzione dei costi. Il ruolo delle aziende che si occupano di informatica e hi-tech è cruciale circa questioni di sensibilizzazione ambientale, etiche e di sicurezza.

A tal proposito, il nuovo Microsoft Digital Defence Report analizza l’evoluzione delle minacce digitali odierne e offre indicazioni per migliorare la sicurezza. 

Sul fronte della sostenibilità, i business possono crescere nel rispetto dell’ambiente grazie a Microsoft Cloud for Sustainability, aiutando le aziende a misurare, comprendere e controllare le proprie emissioni di carbonio. 

Il tema sostenibilità è centrale anche quando si parla di capitale umano, come emerge da una nuova ricerca di Microsoft-BCG Closing the Sustainability Skills Gap. Sostanzialmente occorrono oggi più che mai competenze digitali avanzate come analisi e data science, ma anche competenze in ambito sostenibilità e scienze ambientali.

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