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#CloudLogin2, «Ecco le storie del #cloud che fa bene al canale»

Un evento concreto, pragmatico, reale. Esprinet e V-Valley #Smau2015, davanti ad un pubblico delle grandi occasioni, hanno dato voce ai propri partner. Un racconto, inedito, delle difficoltà e dei successi di chi ha già scelto il cloud come modello di business. «Facciamo ecosistema»

Pubblicato il 23 Ott 2015

Marco Maria Lorusso

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«Un giorno io sono tuo competitor, un giorno siamo partner, un altro giorno siamo su due progetti e sistemi completamante differenti. Oggi parlare di fliera è utile ma non del tutto esaustivo, più corretto forse focalizzarsi sul concetto di ecosistema fluido in cui i ruoli sono mutevoli e scalabili in base alle situazioni». E’ il cloud, ne più ne meno, ed è tutto qui il suo impatto dirompente non tanto a livello tecnologico ma anche e soprattutto organizzativo, procedurale, antropolgico. E’ tutto in queste parole di Paolo Filpa, Cloud Leader di Esprinet, il senso e il motore di un evento come CloudLogin2. Un momento di confronto e racconto andato in scena ieri #Smau2015 e che, dopo il suo fortunato debutto dello scorso febbraio, è stato fortemente voluto dagli uomini di Esprinet e V-Valley. Scelta azzeccata alla luce delle presenze, moltisime in sala plenaria, e dei riscontri.

«La formula semplice ma di grande impatto di questo format sta tutta nella sua concretezza e nel suo volere fortemente raccontare storie reali, casi di successo, criticità e momenti di confronto intorno all’evoluzione che sta portando il sistema dell’offerta verso il cloud – racconta Riccardo Bosio Cloud Marketing Manager at Esprinet -. Da qui nasce il coinvolgimento diretto di realtà come Blueit, MHT, NSI, BringTech, Four Solutions, SistemiHS Milano. A queste realtà, ai loro imprenditori, insieme agli sponsor dell’evento come Microsoft, Telecom Italia Digital Solutions, Fastera, IBM, Intesa, Factor Y e Softlayer, abbiamo chiesto di confrontarsi e di raccontare al pubblico i loro casi, le loror storie e come si stanno giocando la partita del cloud…».

Il risultato e il panorama

Il risultato è stata una fotografia, molto apprezzata dai presenti, finalmente concreate reale del fenomeno cloud in Italia. Una fotografia scattata su un panorama che, in Italia, racconta di una domanda (utenti finali) portata in maniera spontanea a rivolgersi a servizi cloud, sfruttandone l’immediatezza e la flessibilità, senza autorizzazione, in forma gratuita, ma per scopi lavorativi.

Il che comporta due pericolose conseguenze: da una parte si fatica poi a portare i clienti a percepire il valore di “pagare” per versioni premium di servizi similari; dall’altra parte si espone l’azienda a pericolosi insidie legate alla condivisione di informazioni critiche lungo reti difficili da mappare e attraverso servizi non controllati e integrati nell’infrastruttura IT.

Dall’altro lato, sempre e soprattutto in Italia, ci si trova dinnanzi ad una offerta e ad un filiera che non ha ancora ben definito ruolo, equilibri e integrazioni dei suoi attori. A oggi i dati dei più importanti analisti parlano infatti di una offerta che si sta muovendo in maniera decisa verso la sperimentazione di nuovi modelli di business.

Tuttavia, soprattutto gli operatori di dimensioni più ridotte lamentano l’impossibilità da un lato di trovare risorse per investire in nuove infrastrutture che permettano la costruzione di una offerta di innovazione “as a service”, e dall’altra, ove queste risorse vengano reperite, un volume di business ancora contenuto e molte difficoltà a livello di proposizione commerciale.

L’offerta, un ecosistema

«E’ in questo ambito che si inserisce il discorso dell’ecosistema – spiega Filpa -, come Esprinet stiamo lavorando alla costruzione di un ecosistema singerico con partner come Softlayer, Tids, Microsoft, Blueit e tante società che sapranno interagire e muoversi in maniera flessibile insieme a noi».

Mauro Bacchiocchi, Sales Director TIDS Cloud & OTT, TIDS

«Un simile approccio pragmatico – riprende Mauro Bacchiocchi, Sales Director TIDS Cloud & OTT, TIDS – è decisivo in questa fase di mercato. Serve un lavoro di formazione e sensibilizzazione degli imprenditori del canale  molto importante. Il cloud è soprattutto trasformazione del go to market e dei ruoli stessi all’interno delle aziende».

«Il nostro mestiere – racconta Filpa – come ecosistema dell’offerta è proprio quello di nascondere ai cliente l’enorme complessità dell’organizzazione e dei servizi cloud, mostrando solo la faccia della semplicità e dell’immediatezza d’uso. Solo cosi possiamo pensare di portare l’offerta cloud dalle grandi imprese, le prime che lo stanno sperimentando, verso tutto il mondo delle PMI che ne percepisce il valore ma ancora stenta a fare il passo deciso verso questo nuovo paradigma».

«Proprio così, – spiega Andrea Viarengo, Cloud Services Leader, ITS/Softlayer,Italy at IBM – come IBM  nell’ultimo anno abbiamo sviluppato un effort ancora più mirato per “cambiare pelle” e sviluppare Offering #Cloud per le PMI. E’ una sfida decisiva. Dobbiamo liberare le PMi da ogni pensiero IT e fare in modo che siano libere di concentrarsi sul proprio core business affidandosi- in #outsourcing a #MSP e partner di valore sul territorio».

I casi, il canale

E il canale? I partner sul territorio?

Le voci, i casi, le criticità e anche i successi degli imprenditori del’innovazione sono tutti in questo piccolo ma utile social report dell’intensa giornata trascorsa insieme.

Interessanti e molto seguiti tutti i casi sul palco a partire da Blueit , emblema della flessibilità del ruolo e della capacità di cavlacare l’ecosistema «#blueit è il partner un po’ “diverso” – raccona Paolo Mazza, Cloud & Innovation Leader – CMO, Blueit –

che punta ad accompagnare le #PMI e gli #ISV nel #digitaljourney. E’ un cammino complesso ma anche ricco di opportunità che deve portarci ad un vero e proprio ecosistema Digital al srvizio delle PMI. Con il cloud, per esempio, il disaster recovery non è più un lusso».

Alla gradualità evolutiva richiama anche Franco Coin, Amministratore Delegato MHT Srl (Gruppo Engineering). «Per il Cloud serve agonismo e gradualità. I casi molto concreti esistono. Ci sono aziende che riescono a fare grandissime cose con il cloud, gestendo in maniera innovativa la produzione e lo sviluppo dei prodotti. Ma il tema culturale e degli equilibri organizzativi è ancora centrale soprattutto per l’offerta».

Interessante anche lo spunto arrivato da Gianluca Velez, Amministratore Delegato NSI – Nier Soluzioni Informatiche. «Serve un cambio di passo soprattutto a livello commercaile e di dialogo con i clienti – ha spiegato il manager -. L’IT infatti non è più il solo interlocutore e bisogna avere la capacità di andare a “trattar” con le line of business che hanno sensibilità e linguaggi completamente diversi».

«Non solo – ha poi ripreso Claudio Ferrari, Direttore Commerciale Four Solutions – c’è anche il tema di un utilizzo molto limitato dei sistemi cloud. Spesso nelle PMi anche quando si decide di fare il salto in avanti ci si trova davanti ad un utilizzo del cloud ben lontano dal 100%. Il nostro ruolo deve essere anche quelo di raccontarne le potenzialità in maniera molto concreta».

Gianluca Bencivenga, BringTech Director

Sulla stessa linea anche Gianluca Bencivenga, BringTech Director – BringTech a Macro Web Media Division,  e Angelo Russo, Presidente SistemiHS Milano

«Le aspettative dei Clienti su Servizi #Cloud sono molto elevate come pure le complessitá da gestire. In particolare – ha poi spiegato Bencivenga – se da parte delle grandi imprese la sensibilità continua ad aumentare nei confronti di questo nuovo modo di affrontare e concepire l’IT, sulle PMi il camino è ancora lungo e questo tipo di discorsi sinergici e di condivisione di esperienze e comptene per noi sono decisivi»

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