Ingecom allarga il suo raggio di azione e punta al raddoppio del fatturato - TechCompany360

Strategie

Ingecom allarga il suo raggio di azione e punta al raddoppio del fatturato



Il distributore specializzato nella sicurezza informatica archivia un 2020 caratterizzato da numeri positivi nonostante le difficoltà. E punta a cogliere nuove opportunità di business nel 2021

Gianluigi Torchiani

23 Feb 2021


Sergio Manidi, Country Manager Ingecom Italy

In un mercato della sicurezza che ha pagato nel 2020 lo scotto della pandemia, un distributore specializzato nella sicurezza come Ingecom è riuscito a portare a casa un risultato importante, provando anche ad allargare il proprio raggio di azione. Come ha raccontato il Ceo Javier Modubar, i numeri vedono ancora segno positivo: in un mercato della distribuzione sottoposto a grandi cambiamenti, Ingecom resta ancora un attore di dimensioni ridotte, ma in costante crescita. A portafoglio ci sono ormai 25 vendor del settore sicurezza (tra i più noti Forcepoint, MobileIron e Bitdefender) e ben 600 partner attivi in Paesi come Spagna, Portogallo e Italia, seguiti da un team di 37 persone. Complessivamente il distributore ha fatturato lo scorso anno 31,5 milioni di euro, una percentuale del 6% superiore rispetto al 2019: “Il dato di crescita è inferiore a quello che si aspettava prima dell’emergenza sanitaria – ammette Modubar- . Soprattutto nella prima parte dell’anno le aziende sono rimaste probabilmente più focalizzate sulla gestione del lavoro da remoto, dunque gli investimenti sono stati in gran parte destinati a questo campo, distogliendo risorse alla sicurezza informatica”.

La strategia di Ingecom sulla Cyber Intelligence

Sulla stessa linea Sergio Manidi, Country manager Italia: “Abbiamo attraversato uno dei peggiori anni che ricordi, nessuno evento come la pandemia ha impattato così tanto sul business della sicurezza informatica. Lo scenario che abbiamo vissuto è stato caratterizzato dallo spostamento degli investimenti verso la delivery dei servizi aziendali, garantendo un naturale vantaggio a tutte quelle realtà più focalizzate sul lato infrastrutturale. In un secondo momento sono invece affiorati tutta una serie di problemi che in questa fase dovranno essere necessariamente affrontati, quali ad esempio la difesa del dato e la protezione degli accessi. Come distributori riscontriamo una forte attenzione da parte delle aziende verso tutte quelle tecnologie che ci consentano di lavorare nell’attuale modalità in totale sicurezza”. In questo quadro profondamente diverso rispetto al passato Ingecom sta esplorando nuove opportunità: oltre alla distribuzione di soluzioni di cybersecurity tradizionali, che intervengono cioè ad attacco avvenuto, sono arrivati anche vendor di cyber intelligence, come ZeroFox, focalizzati cioè sulla prevenzione degli attacchi. Ulteriori ingressi a listino in questa area saranno ufficializzati nelle prossime settimane. “Ci differenziamo dalla concorrenza per la ricerca di tecnologie innovative e non inflazionate: la nostra offerta di cyber intelligence sta crescendo in maniera importante dal punto di vista dell’interesse, anche se si tratta di un investimento che potrà avere per noi delle ricadute significative soprattutto sul medio-lungo termine”, sottolinea Manidi.

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Gli obiettivi per il futuro

Per quanto riguarda l’Italia, in cui Ingecom è sbarcata nel 2019, i numeri raccontano di una crescita dell’8% nel 2020, ma l’aspettativa è di numeri decisamente superiori nel 2021, sfruttando le numerose opportunità presenti in numerosi ambiti della cybersecurity, a partire dal PAM (Privileged Access management) che può intercettare le esigenze di aziende sempre più orientate verso il remote working. Opportunità che possono essere colte dai circa 30 system integrator di fascia medio-alta che collaborano continuativamente con Ingecom per rifornire le medie e grandi imprese. Per il prossimo futuro, che sarà presumibilmente caratterizzato da un ulteriore aumento degli attacchi del Cybercrime, punta a raggiungere l’ambizioso obiettivo del fatturato entro i prossimi due anni, grazie all’ampliamento del portfolio (sempre con lo scouting di soluzioni complementari e innovative), all’adozione di una strategia di marketing congiunta e coordinata e all’incremento della propria capacità tecnica.