Alcune visioni imprenditoriali si formano molto prima della nascita di un’impresa: nelle esperienze che plasmano carattere e metodo, nei contesti in cui si imparano a gestire responsabilità concrete. È il caso di Alexander Gallmetzer, managing director e co‑founder di Derga Consulting, società di consulenza e servizi basati sulle principali soluzioni SAP, con headquarter a Bolzano e dieci sedi in Italia.
La sua storia è un intreccio di radici imprenditoriali, disciplina sportiva e una curiosità che lo spinge verso contesti capaci di metterlo alla prova.
Cresciuto in una famiglia di albergatori nelle Dolomiti, dove il lavoro non conosce pause e ogni scelta ha un peso concreto, ha imparato presto il significato della responsabilità, dell’impegno, della coerenza e l’importanza di rialzarsi anche dopo una caduta.
Con questo imprinting, affinato da un percorso di formazione continua, che gli ha aperto le porte dei principali ecosistemi dell’innovazione, Alexander ha portato Derga Consulting a essere un gruppo di oltre settecento persone, mantenendo un approccio sobrio, attento alla continuità e alle persone, ma aperto al cambiamento.io
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Il seme imprenditoriale prende forma
“Sono nato in una famiglia di piccoli imprenditori – racconta – e ho vissuto fin da bambino tutto ciò che questo comporta: investimenti, stagioni lunghe, problemi da risolvere, clienti da soddisfare. In quel contesto capisci subito che niente arriva per caso. Ti abitui all’idea che ogni decisione abbia importanza, che devi confrontarti con il rischio, mantenere ciò che si promette e che, quando le cose si complicano, esiste solo la capacità di accettare e superare il momento per poi ripartire”.
La pratica dello sci agonistico, che lo accompagna per tutta l’adolescenza, aggiunge un’altra componente: allenamenti, sconfitte, il corpo che impone dei limiti. “Lo sport mi ha insegnato a lavorare duramente – dice – e a capire che la fortuna conta poco. Contano la preparazione e la capacità di rimettersi in piedi”.
La sua è anche una storia di scelte autonome: pur essendo il primogenito di cinque fratelli, destinatario “designato” dell’attività di famiglia, Alexander Gallmetzer si rende conto presto di voler intraprendere una strada diversa. Arrivano così la facoltà di Economia e Commercio a Trento, mentre già lavora per una società di consulenza in Austria grazie alla sua conoscenza della lingua tedesca, e poi le collaborazioni giornalistiche, attraverso cui impara a osservare, ascoltare e leggere le situazioni. Ma il desiderio che cresce è un altro: costruire qualcosa di proprio. Il seme imprenditoriale, già presente nella quotidianità di casa, inizia a prendere forma in modo nuovo.
Tra Austria e Italia
“Nella mia esperienza professionale austriaca – racconta – ho lavorato su progetti basati su SAP, che allora da noi era agli esordi. Rientrato in Italia, ho iniziato a collaborare con un system integrator nel settore dell’hardware, al quale, esattamente trent’anni fa, ho proposto di aprirsi alla consulenza nel mondo del software gestionale su tecnologia SAP, perché per me era evidente che le aziende avessero bisogno di standardizzare i processi. Insieme abbiamo così fondato Derga Consulting”.
La delega al giovane Alexander su strategia e sviluppo è totale. “Per i primi cinque anni, praticamente non ho dormito – ricorda sorridendo -. Era tutto da costruire: competenze, clienti, credibilità. È stato un periodo intenso e una grande palestra professionale”.
Una leadership che evolve
Alexander comprende presto che, per guidare un’azienda in espansione, non basta l’intuizione imprenditoriale degli inizi: servono una visione più ampia, una cultura manageriale capace di dialogare con organizzazioni complesse e interlocutori internazionali, e un percorso di evoluzione personale che accompagni la crescita dell’impresa.
“Mi era chiaro che per portare Derga dove volevo, dovevo crescere io per primo – dice – perché i nostri clienti erano aziende molto strutturate, con manager senior e aspettative altissime. Non bastava conoscere il prodotto: dovevo capire perfettamente strategia, leadership, modelli organizzativi”.
Frequentare, negli anni, corsi e seminari presso Malik Management Center, Insead, Harvard Business School, Stanford University, Mit Sloan School of Management diventa così per lui, non un elemento di “curriculum”, ma l’opportunità di immergersi in ecosistemi che gli mostrano modi diversi di interpretare il management e il cambiamento.
Alcune lezioni, alcuni testi, alcuni incontri lo influenzano profondamente; altri diventano un metro di confronto. L’approccio americano, ad esempio, gli appare potente ma distante da ciò che considera essenziale. “È un concetto di leadership molto tecnico – spiega -, orientato ai KPI e alle misure immediate. Utile, certo, ma per me è più importante un orizzonte di lungo periodo e sono convinto che, per un imprenditore, la relazione con le persone e la continuità dei valori contino quanto i numeri”.
La visione di leadership
Da queste esperienze si consolida la sua visione di leadership, pragmatica e disciplinata, orientata all’esempio, alla credibilità. Il suo modo di guidare unisce rigore e umanità, nella consapevolezza che i valori non sono un manifesto, ma un comportamento quotidiano.
Nessuna crescita imprenditoriale, però, procede in linea retta. La storia di Derga e quella di Alexander Gallmetzer non fanno eccezione: ci sono stati momenti di pressione, decisioni complesse, trattative sfumate quando sembravano già chiuse.
Ma proprio nelle difficoltà, Gallmetzer mette in campo un’attitudine precisa: l’inclinazione al confronto, a mettersi in discussione, a non dare nulla per scontato e a considerare un vantaggio l’avere competitor validi: “Ci obbligano a migliorarci, a non entrare in comfort zone. Senza lo stimolo di chi svolge bene il nostro stesso lavoro, si rischia di non esprimere al meglio il proprio potenziale”.
Uno sguardo rivolto al futuro
Negli ultimi anni, Derga Consulting ha accelerato in modo significativo la propria crescita: solo nell’ultimo esercizio ha superato il 30%, in un percorso che oggi la porta a seguire circa 400 clienti e a raggiungere un fatturato intorno agli 80 milioni di euro. Una trasformazione che non riguarda soltanto i numeri, ma l’intera struttura organizzativa. Parte del gruppo Deda e Platinum Partner SAP, Derga opera nella gestione di sistemi complessi e ha costruito nel tempo una conoscenza trasversale dei processi, maturata in contesti industriali, distributivi e di servizio molto diversi tra loro.
“Per continuare a garantire continuità e qualità – racconta Alexander – stiamo impostando un modello di leadership diffusa, mettendo le persone nelle condizioni di assumersi responsabilità e prendere decisioni autonome per il business”.
La spinta dell’intelligenza artificiale aggiunge un ulteriore livello di opportunità: modifica i processi, ridisegna i modelli operativi e apre nuovi scenari. Derga ha già avviato progetti pilota sia per i clienti sia internamente, in una logica che affianca all’ecosistema SAP la capacità di sviluppare soluzioni in house per rispondere a esigenze puntuali.
“Per un imprenditore si tratta di una sfida molto stimolante – ragiona -. Stiamo lavorando passo dopo passo, perché la direzione è chiara, ma la destinazione finale oggi non la conosce nessuno. La priorità è creare le basi: competenze, strutture, metodologie. Solo così possiamo affrontare questo cambiamento in modo serio, sostenibile e senza improvvisazioni”.
La responsabilità verso la collettività
L’attenzione alle persone e la convinzione che la fiducia si costruisca ogni giorno sono principi che, per Alexander Gallmetzer, non restano confinati all’azienda, ma diventano anche il criterio con cui accetta un incarico pubblico ricevuto dal presidente della Regione Trentino Alto Adige: la gestione di un fondo d’investimento promosso dalle Province di Trento e Bolzano, che raccoglie le pensioni integrative di migliaia di cittadini. Un contesto che richiede una forma di leadership di natura diversa.
Se Derga è “il suo terzo figlio”, un progetto che conosce in profondità, il ruolo pubblico, che non era nei suoi piani ma ha accolto come un passaggio naturale di maturità professionale e personale, gli ha mostrato con ancora più chiarezza l’impatto delle decisioni sulla vita delle persone.
Un impegno che non ammette leggerezze e che lo porta a lavorare con istituzioni diverse, sedendo ai tavoli con Inps, Cassa Depositi e Prestiti, Banca d’Italia e molti altri. “È un mondo complesso – spiega – regolamentato, con una forte esposizione. Bisogna imparare a gestire critiche, visioni opposte, i giudizi che arrivano anche senza che si conosca il lavoro quotidiano”.
Questo doppio registro, privato e pubblico, arricchisce la sua idea di leadership, che Alexander Gallmetzer interpreta a partire dallo stesso assioma: la credibilità è un fatto, non un annuncio.
La disciplina dell’equilibrio
Dietro a un percorso intenso come quello di Alexander Gallmetzer c’è una gestione consapevole di energie, priorità e attenzione, per mantenere lucidità e presenza, senza lasciarsi travolgere dal ritmo delle responsabilità.
“A un certo punto ho capito che non potevo viaggiare sempre a cento all’ora – racconta -. Il supporto di un coach mi aiuta a gestire i diversi fronti con un metodo chiaro”.
Oltre a questo, Alexander identifica tre elementi essenziali per la sua rigenerazione quotidiana: l’alimentazione, l’attività fisica e il riposo. «Non si può aspettare di essere sott’acqua per fermarsi – dice -. Bisogna anticipare i momenti di recupero, inserirli nella routine. Io dormo sette ore, faccio ginnastica ogni mattina alle sei, preparo la colazione ai miei figli e poi inizio la giornata con la giusta concentrazione».
Un equilibrio cercato e trovato, che è parte integrante del modo in cui Alexander Gallmetzer interpreta la leadership: restare coerenti, sapersi rialzare e, allo stesso tempo, capire quando è il momento di rallentare. La serenità diventa così un prerequisito per reggere la pressione, insieme alla capacità di distinguere l’urgenza dalla priorità e al rispetto per il proprio tempo e per quello degli altri. In azienda come nella vita.








