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La migrazione cloud è un lavoro di squadra: i consigli di AWS

Non ci si può aspettare che un singolo ingegnere, per quanto esperto, possa occuparsi da solo dell’intera migrazione. La strategia più saggia è quella di affiancargli altri professionisti che possano supportarlo in caso di eventuali difficoltà

Pubblicato il 24 Mar 2017

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Ogni pianificazione di successo che abbia a che fare con la business transformation, ha alle spalle un gruppo di lavoro dedicato e coinvolto. Come succede spesso, si arriva a conoscere veramente una situazione quando si riesce a individuare ciò che si sa e ciò che non si sa, il che generalmente implica analizzare i dettagli e confrontare approcci diversi tra loro. Questo è quanto accade a chi realizza che il cloud (che oggi ha capacità molto superiori rispetto a 10 anni fa) è qualcosa di diverso da quello che pensava.

Fare le scelte giuste significa quindi identificare l’approccio partendo dagli obiettivi: si vuole dare libertà di sperimentare alle persone in azienda? Si vuole migrare le applicazioni critiche sul cloud? Si stanno valutando data center vicini o si cerca semplicemente di ridurre i costi? C’è la volontà di pensare più in grande? Ci sono gruppi all’interno dell’azienda che stanno cercando di adottare il cloud più velocemente di altri?

Uno degli approcci che le aziende sfruttano per fare questo tipo di valutazioni passa attraverso la creazione di team di eccellenza dedicati al cloud, anche detti “ninja team” cloud. Si tratta di gruppi focalizzati su strategia, architetture di riferimento, governance, framework e management in ambito cloud, che si propongono di rispondere ad alcune domande chiave, tra cui:

• Si sta davvero traendo vantaggio dalle nuove possibilità offerte dal cloud o si sta semplicemente continuando a fare quello che si è sempre fatto, solo in un nuovo ambiente?
• È possibile sfruttare il cloud per essere agili, per cercare soluzioni nuove e per reinventare velocemente il proprio business come grandi start-up a livello globale hanno fatto?
• Quali nuove prospettive nei confronti della propria attività, della sicurezza, delle persone, dei processi e delle piattaforme è necessario approcciare per dare la possibilità allo staff di sfruttare il cloud al meglio?

Quando si passa al cloud, è importante concentrarsi su framework e architetture che possano poi essere riutilizzati in ambito aziendale quando vengono sviluppate nuove applicazioni. La buona riuscita nella migrazione delle prime applicazioni crea già una base di successo da cui partire. È importante essere concentrati nell’obiettivo di avere una struttura agile e mantenere team snelli, tenendo in considerazione come le persone possano prendere confidenza con i servizi e rendendole consapevoli del fatto che saranno responsabili dei risultati raggiunti. Questo principio deve in ogni caso restare valido in qualsiasi modo vengano organizzati il dipartimento IT e le business operation.
Di seguito alcuni suggerimenti per mettere in campo un team dedicato al cloud che sia efficace:

1. Passare ai fatti
Durante il processo di migrazione, il team Cloud sentirà molta pressione da parte dei colleghi, che chiederanno di adeguare i nuovi strumenti al metodo di lavoro attuale. Per questo, è importante che il management sia disponibile per fornire tutto il supporto necessario, impegnandosi concretamente per mettere in evidenza i benefici a lungo termine della migrazione al cloud. Sia l’inserimento di nuove risorse, sia la pianificazione di sessioni di training possono essere considerati un segnale positivo per contribuire ad eliminare le eventuali resistenze del personale: per questo, è importante prendere questi provvedimenti repentinamente.
2. Team Full Time o Part Time?
Il successo delle operazioni si può generalmente intuire in base al tempo che il team dedicato al Cloud investe nel progetto. Se il team porta avanti il lavoro durante le riunioni e nei ritagli di tempo, la leadership non gli ha dato il giusto spazio. Quando le persone fanno parte di un team Cloud a latere, ci si deve aspettare risultati molto più lenti. Nella peggiore delle ipotesi, questo addirittura accrescerà gli sforzi messi in atto per la migrazione. Viceversa, la mossa vincente sarà creare un team dedicato che possa vivere costantemente il processo di migrazione al cloud e possa portarlo all’interno di tutta l’azienda facendo in modo che tutti abbiano a disposizione un gruppo di esperti, testimoni del passaggio al cloud sin dal primo momento. Questi stessi team saranno anche responsabili di far funzionare concretamente ciò che hanno contribuito a costruire su AWS.

3. Costruire o definire?
General Electric ha fatto un ottimo lavoro in termini di adozione del cloud: il loro team era composto da un gruppo di professionisti con elevate competenze tecniche, in grado di risolvere velocemente problemi relativi alla migrazione e mettere a frutto l’esperienza maturata per le migrazioni future. Per quanto sia necessario definire architetture e toolset oltre a strategie di governance e tagging, se nel team si pensa più a “definire” che a “costruire” possono emergere dei problemi. Quando si arriva al dunque, ci si può trovare nella situazione in cui nessuno ha le capacità per costruire nulla. È importante quindi assegnare fin dall’inizio ad alcune risorse chiave del team il compito di tradurre in pratica le strategie di migrazione.

4. Lavoro di squadra, non one man show
Non ci si può aspettare che un singolo ingegnere, per quanto esperto, possa occuparsi da solo dell’intera migrazione. Se disporre di un esperto di questo tipo è prezioso per il team, la strategia più saggia è quella di affiancargli altri professionisti che possano supportarlo in caso di eventuali difficoltà. L’ideale è creare un team dotato di competenze trasversali che possa affrontare ogni tipo di problematica, che sia di business di sviluppo delle applicazioni, o di security, o, non ultimo, di gestione dei rilasci o di infrastruttura.

di Peter Buonora, Enterprise Solutions Architect, Amazon Web Services

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