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Curiosità, flessibilità e prompt reali: la formula di Tim Academy per misurare l’AI literacy aziendale


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L’entrata in vigore dell’AI Act impone alle organizzazioni di quantificare le competenze sull’intelligenza artificiale. L’esperienza di Tim Academy traccia un percorso metodologico che unisce prompt engineering predittivo, scienze comportamentali e agenti digitali integrati nei flussi operativi

Pubblicato il 1 ott 2026



AI literacy
Andrea Laudadio, Responsabile TIM Academy




“Mi trovo a gestire la Tim Academy con l’urgenza e l’emergenza dell’AI literacy”. Con questa dichiarazione programmatica Andrea Laudadio, responsabile Tim Academy, ha aperto la propria relazione alla sessione pomeridiana del convegno “L’impresa nell’era dell’AI”, organizzato dall’Osservatorio AI (Dipartimento Data & AI del Consorzio UniEticPmi). Il richiamo a un presidio rigoroso delle competenze digitali assume oggi una valenza che supera il perimetro ordinario della formazione interna. L’evoluzione normativa europea trasforma l’alfabetizzazione tecnologica in un pilastro di conformità formale e di continuità operativa per l’intera linea di comando aziendale. L’esperienza maturata sul campo da Tim delinea un paradigma organico per misurare, interpretare e governare l’adozione dell’intelligenza artificiale nei grandi gruppi industriali, basato su metriche quantitative e modelli psicometrici applicati su larga scala.

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