A Milano Techedge apre le porte degli uffici a 14 donne rifugiate

Inclusione

A Milano Techedge apre le porte degli uffici a 14 donne rifugiate



Al via il progetto TF4women in collaborazione con Techfugees: le più competenti tra le 14 donne che hanno visitato gli uffici di Milano della multinazionale verranno assunte dal Gruppo con contratti a tempo indeterminato

di Redazione

12 Ott 2021


Consapevole dell’importanza della tecnologia inclusiva, Techedge, multinazionale italiana nota nella progettazione e sviluppo di tecnologie software innovative e nella consulenza per la trasformazione digitale, ha deciso di supportare il progetto TF4woman, creato dall’organizzazione internazionale no-profit Techfugees per aiutare le donne rifugiate a reinserirsi nel mondo del lavoro in Italia, Francia e Grecia. Lo ha fatto aprendo le porte dei propri uffici milanesi, e impegnandosi ad individuare chi ha le competenze tecniche, tecnologiche e teoriche necessarie per lavorare in azienda offrendo loro un contratto a tempo indeterminato, che le possa aiutare ad emanciparsi e uscire da una situazione difficile.

Al di là del facilitare il reinserimento lavorativo di queste persone, Techfugees si impegna a preparare il terreno affinché questo ingresso sia possibile. Opera infatti a livello aziendale al fine di migliorare resilienza e preparazione all’interno delle comunità e la capacità di accogliere le persone sfollate: secondo la no-profit “solo costruendo strumenti scalabili, etici e sostenibili si è in grado di affrontare una delle più grandi sfide del nostro secolo”.

“Per noi è fondamentale contribuire all’inclusione delle persone e, grazie alla loro competenza, alla crescita del mondo digitale – commenta Giorgio Racca, CSR Director Techedge – Quest’anno partecipano al programma 14 ragazze e speriamo di poterne accogliere un paio nella nostra realtà, al più presto, per dar loro un’opportunità all’altezza delle loro conoscenze, ma soprattutto per accrescere, grazie a loro, le nostre competenze”.

Facilitare il reinserimento lavorativo delle rifugiate fa bene anche alle aziende tech

Le donne che hanno partecipato alla visita in azienda hanno avuto la possibilità di confrontarsi con alcuni dei professionisti interni a Techedge, facendosi un’idea più precisa di quali siano i campi di applicazione di alcune tecnologie e di quali siano i livelli di competenza e conoscenza necessari per lavorare in una multinazionale del tech. Un appuntamento in linea con la filosofia di Techfugees che supporta le rifugiate in un percorso lungo 6 mesi durante il quale visitano le aziende partner, conoscono le realtà tech e digital italiane e acquisiscono nuove competenze, grazie anche alla consulenza di professionisti selezionati, che le guidano nel complesso mercato del lavoro italiano.

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“Techedge sta supportando Techfugees dal suo primo giorno in Italia, implementando il programma #TF4Women Fellowship e incrementando la visione condivisa di una tecnologia inclusiva – spiega Matilde Spoldi, Country Programme Manager Italia, Techfugees for Impact – Coinvolgere i propri dipendenti come volontari, donare smartphone o accogliere le Fellows all’interno del loro ecosistema, sta apportando un contributo importante all’obiettivo di Techfugees di accelerare l’inclusione professionale delle donne rifugiate nei lavori digitali e tecnologici”.

I criteri di selezione delle ragazze che partecipano a TF4women sono molteplici, ma non includono l’età o l’area geografica: le uniche regole inderogabili sono maggiore età, motivazione ed essere titolare di protezione internazionale. La maggior parte delle donne scelte è laureata in materie digital e tech che non possono equiparare il percorso di studi in Italia: spesso sono donne che vivono nel Paese da diversi anni – più di 5 solitamente – e che non riescono a trovare lavori adatti alle loro competenze.