Investire in sostenibilità

Sostenibilità: IBM punta su competenze ed ecosistema



Abbracciare la sostenibilità e integrarla nella strategia aziendale non è una opzione, ma una priorità. Una visione che IBM ha implementato prima al proprio interno e che oggi propone a clienti e partner con un approccio a 360° che abbraccia asset, tecnologie, competenze

Maria Teresa Della Mura

Pubblicato il 02 Dic 2022


C’è spazio per tutto l’ecosistema IBM nella strategia, abbracciata dalla società in questi mesi e dichiarata come prioritaria per il 2023 e sicuramente anche negli anni a venire.
Lo ha sottolineato in un recente incontro Stefano Rebattoni, Amministratore Delegato di IBM Italia, accompagnato da Stefania Asti, Sustainability Leader di IBM Technology e Luca Lo Presti, Sustainability Manager di IBM Consulting.

La sostenibilità come obiettivo, ma anche come necessità e come risposta a uno scenario sicuramente non semplice non solo a livello globale, ma anche in modo specifico per il nostro sistema Paese.
“In un momento in cui, dopo due anni di incrementi importanti, la UE parla di un timido +0,3 per cento di crescita per il PIL italiano e in cui il quadro economico mostra segnali di sofferenza in ragione del caro energia, della spinta inflattiva e del costo degli interessi, è importante capire come mitigare il rallentamento. E gli investimenti in digitale e sostenibilità, in ciò che noi definiamo DigiGreen, possono supportare questo obiettivo”, spiega Rebattoni.
Se una forte “responsabilità” in questo non semplice scenario è da attribuire al caro energia, è evidente che è proprio qui che bisogna intervenire, al di là delle pur importanti politiche di price cap: e la risposta sta proprio nella transizione green e nell’adozione di nuove strategie per la sostenibilità.

La sostenibilità in testa alle priorità dei CEO

Una convinzione che sembra confermata non solo dalle imprese italiane, che, secondo una indagine IDC si dicono convinte della necessità di continuare a spingere sulla leva degli investimenti, come chiave per la sostenibilità, sia dai 3.000 CEO interpellati a livello mondiale dalla stessa società di analisi, che hanno ormai inserito la sostenibilità in cima alle loro priorità e strategie.
Del resto, come spiegano Stefano Rebattoni e Stefania Asti, sempre più aziende, e non necessariamente solo le più grandi, stanno dedicando parte del loro budget agli obiettivi di sostenibilità, si stanno strutturando con divisioni dedicate, responsabili spesso a diretto riporto del CEO, con progettualità che hanno ritorni di investimento anche molto brevi, non oltre i 12 mesi.

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“Abbracciare la sostenibilità e integrarla nella strategia aziendale non è una opzione, ma una priorità”, ribadisce Rebattoni, sottolineando come IBM abbia deciso di giocare questa partita costruendo una practice sul tema, mettendo insieme tutti gli asset di cui dispone, i suoi centri di ricerca e sviluppo, i suo engineering team, le sue soluzioni, la sua visione.

“Con IBM Sustainability vogliamo trasformare l’ambizione in realtà”, è il mantra di una strategia che passa dal Garage e dalla co-creation e che poggia su tre asset fondamentali: asset e infrastrutture intelligenti, Green IT e data center efficienti, supply chain sostenibili e circolari.
Una strategia che vede in campo sia IBM Consulting, sia IBM Technology, sia l’ecosistema dei partner e che non può che prendere atto, oggi, del gap esistente tra la comprensione della necessità e l’implementazione pratica.

I pillar di una strategia per la sostenibilità

“Se vogliamo davvero tradurre in realtà questa strategia, se vogliamo davvero muoverci in un’ottica di digitale per il reale, dobbiamo partire da alcuni elementi imprescindibili”, spiega Stefania Asti.
Serve convinzione, che deve permeare tutta l’azienda, servono solide basi tecnologiche, e siamo convinta che vi siano, e serve un’apertura all’innovazione e al cambiamento, in un mix tra eccellenza tecnologica e capitale umano”, prosegue, sottolineando come IBM risponda a questi tre imperativi con una roadmap di servizi e piattaforme tecnologiche che l’azienda ha per prima adottato e implementato.
E proprio per rimarcare il percorso in atto dall’ambizione alla realtà, Stefano Rebattoni racconta di casi reali, con clienti come MM Spa, che ha adottato la piattaforma  Beam IOT per il telecontrollo e la telegestione della distribuzione dell’acqua e  del patrimonio di edilizia residenziale; come Autostrade per l’Italia, che ha realizzato con IBM ARGO, la piattaforma digitale per la gestione del ciclo di vita di ponti, viadotti e gallerie; come l’amministrazione comunale di Roma ha migliorato l’efficienza e le prestazioni dei suoi servizi al cittadino; come il Gruppo Hera che utilizza l’AI per migliorare il recupero e riciclo dei rifiuti differenziati e incrementare l’economia circolare; o ancora come ButanGas, che ha recentemente scelto di rinnovare la propria infrastruttura tecnologica avvalendosi della piattaforma IBM Power per aumentare la reattività dei sistemi riducendo tutti i tempi di elaborazione e incrementare la resilienza dell’infrastruttura.

Un approccio a 360° e il ruolo dell’ecosistema

“Il percorso verso la sostenibilità è molto lungo, è una sfida globale e noi siamo un partner end to end”, spiega a sua volta Luca Lo Presti, sottolineando come IBM sia partner a tutto tondo, con attività che spaziano dalle dichiarazioni di conformità agli interventi sui singoli processi, fino alla ridefinizione di interi modelli di business.
“Non bastano i proclami. Il percorso verso il net zero deve essere dichiarato e pianificato. Devono essere identificati i KPI e devono essere monitorati. Ci sono domande non banali cui dare risposta: come posso fare monitorare e misurare i KPI della sostenibilità? Come costruisco una base dati attendibile? Come ci si muove in una logica di continuous improvement che porti non solo al net zero ma anche al net positive?”.

E se Stefania Asti ricorda come IBM abbia acquistato Envizi proprio per lavorare sui dati di sostenibilità e come l’investimento fatto in The Weather Company oggi apra nuove prospettive nell’ambito dell’ottimizzazione dei consumi in ambito smart city, smart mobility e smart building, Luca Lo Presti parla di tutto il percorso fatto in logica Green IT: piattaforme che erogano maggiore potenza con minori consumi e minore consumo di spazio, modernizzazione e trasformazione infrastrutturale in logica di microservizi, responsible computing.
“Agendo su una rivisitazione in ottica green dell’infrastruttura IT, è possibile anche a toccare Scope 1, 2 e 3. Questo significa che anche l’it deve giocare un ruolo nelle strategie di sostenibilità”.

Investire su competenze e risorse umane

In questo scenario, come abbiamo già accennato, anche l’ecosistema gioca un ruolo chiave, con uno sguardo attento ai business partner, che rappresentano “la longa manus di IBM sul territorio”.
E qui IBM parla della necessità sia del cosiddetto Skill Transfer, vale a dire del trasferimento di comptenze e conoscenze, sia del mutual sharing, vale a dire della condivisione di esperienze.
“La sustainability è un tema che nessuna organizzazione può risolvere da sola: serve trovare spazi di collaborazione per poter progredire. Lato IBM rendiamo disponibili le nostre competenze in particolare nell’analisi dei dati e nello sviluppo di modelli predittivi, le nostre competenze di processo, le conoscenze dei nostri data scientist. E sulle competenze devono lavorare anche partner clienti: come definire i KPI e come seguirli nel tempo, come incidere sul cambiamento culturale in azienda”.
Un impegno forte, che in IBM si traduce anche dal punto di vista delle risorse umane: “Da un gruppo di lavoro iniziale composto da una decina di persone, oggi in IBM lavorano oltre 300 persone sul tema della sostenibilità. Raddoppieranno l’anno prossimo, grazie anche a novi ingressi in azienda, ma diventano migliaia di risorse formate e competenti quando parliamo della rete del nostro ecosistema, che oggi abbiamo mappato proprio per skill e competenze”, conclude Rebattoni.

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