Nfon cresce e alletta le PMI con i centralini in cloud
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Telefonia IP

Nfon cresce in Italia e alletta le aziende midsize



Il vendor di servizi di telefonia in cloud continua nel recruiting di partner e di clienti, puntando ai benefici di un’offerta Opex e guardando all’UCC e alla customizzazione da parte del canale

Loris Frezzato

01 Ott 2019


La filiale italiana di Nfon è stata inaugurata da poco, a fine marzo del 2019, pochi mesi di presenza in cui il vendor di sistemi telefonici e centralini in cloud ha organizzato un team locale, oggi di 13 persone ma in continua crescita, per presidiare con forza il mercato e costruire una rete di partner. Un investimento da parte della casa teutonica per un mercato, quello italiano, ritenuto di particolare interesse, grazie proprio al grande numero di PMI che ne caratterizza il substrato economico, per le quali ottimamente si adatta l’offerta Nfon.

Marco Pasculli, managing director di Nfon Italia

I centralini in cloud spingono la crescita di Nfon in Italia

Son pochi mesi, ma già il managing director di Nfon Italia, Marco Pasculli, tiene a fare un bilancio del percorso intrapreso: «Stiamo affrontando questa esperienza con un grande entusiasmo che ci arriva dall’affrontare un mercato interessante con delle proposte tecnologiche inedite e che Nfon ha studiato proprio per il target di aziende che caratterizza l’economia italiana. Il Gruppo Nfon sta crescendo a ritmi sostenuti, con tassi del 26% anno su anno e stiamo aumentando velocemente la numerica dei clienti, che attualmente conta oltre 400.000 derivati attivi. Risultati che danno molto ottimismo anche alle potenzialità del nostro Paese, che l’azienda ritiene di particolare importanza».

Aziende midsize più recettive delle piccole imprese per i servizi in cloud

Un mercato, il nostro, che nel giro di poco tempo già vede ingaggiato un buon numero di clienti e partner e che sta aiutando l’azienda a capire le reali aspettative locali rispetto ai pronostici che derivano dalle analisi. Un’esperienza sul campo che sta, infatti, mostrando come «incontrando le diverse aziende, di tutti i diversi settori verticali e di tutte le dimensioni, ci stiamo accorgendo di come la nostra soluzione, pur essendo fruibile da qualsiasi azienda, è culturalmente meglio percepita dalle aziende di medie dimensioni piuttosto che dalle piccole imprese, come invece si poteva pensare» osserva Pasculli.

Un’osservazione che sta, quindi, differenziando il mercato italiano rispetto a quello che Nfon sperimenta in altri Paesi, dove invece la maggiore percezione arriva dalle piccole aziende, per le quali l’eliminazione del centralino tradizionale per passare al cloud, infatti, ha il pregio di essere un’operazione veloce con costi e vantaggi particolarmente appetibili. Ma evidentemente la cultura e la predisposizione verso il cloud delle PMI italiane è diversa da quelle delle altre country europee, trovando, invece, più pronte le aziende midsize.

Pay-as-you-go, formula vincente per i centralini in cloud di Nfon

Portare la cultura dei servizi di telefonia in cloud alle tante PMI italiane diventa, quindi, una mission a cui la filiale nostrana si è votata, attivando il canale che sta costruendo e intervenendo con iniziative di supporto, con l’obiettivo di sviluppare in breve tempo un mercato ad alto potenziale. Mentre sul fronte midsize già sono attivi contratti, in particolar modo per le soluzioni di Contact Center in Cloud, i cui vantaggi, anche economici, risultano ben evidenti ai clienti, consentendo il pagamento del servizio per il suo reale utilizzo.

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System Integrator IT pronti (più dei TLC) ad affrontare i centralini in cloud

Un messaggio che viene gradualmente colto anche dal crescente numero di partner che stanno collaborando con Nfon, una quindicina a oggi. E anche su questo fronte, il mercato italiano riserva qualche sorpresa: «Per un servizio di telefonia, ci si attenderebbe una dinamicità particolare tra gli operatori TLC. Invece, pur riscontrando un buon numero di operatori del canale telefonico che ha iniziato, anche se timidamente, ad affrontare il cloud, affiancandolo ai propri servizi tradizionali, quelli che risultano più attivi sono i partner provenienti dall’IT, che sul tema della telefonia e dei servizi in cloud si sono fin da subito lanciati con entusiasmo – osserva Pasculli -. Molti partner dell’informatica già vendono da anni la telefonia, e hanno acquisito competenze sulla telefonia IP, ben sapendo cosa significa vendere cloud. La stessa cosa vale per i Service Provider, molti dei quali già trattano soluzioni di questo tipo, e in Nfon apprezzano la possibilità di vendere una soluzione di cloud PBX a tempo e investimenti zero, senza bisogno di installazioni e configurazioni. Con la possibilità, inoltre, di ri-brandizzare il servizio a proprio nome, ponendosi come unici interlocutori nei confronti dei clienti, con personalizzazione dei servizi stessi».

Servizi Nfon attrattivi per diversi target di clienti

Diverse, quindi, le tipologie di partner a cui Nfon si rivolge, come anche i clienti che possono fruire dei servizi, essendo la piattaforma del vendor accessibile attraverso un portale, e gestibile in autonomia da parte del partner stesso.

Dal punto di vista dei clienti, l’interesse maggiore dei servizi Nfon viene percepito dalle aziende del service, ossia da coloro che hanno attività di customer care e che offrono servizi commerciali, tecnici, o consulenziali. Sono queste le aziende che hanno più fretta di muoversi verso un centralino in cloud. Ma anche il comparto industria è in target, e adotta tali soluzioni per sostituire il proprio parco di sistemi tradizionali e obsoleti, avendo ora l’alternativa di appoggiarsi a un sistema in Opex e di non investire in Capex. Altro mercato interessante è poi quello dell’Hospitality, vista la presenza sul territorio italiano di tanti alberghi, anche di piccole e medie dimensioni, che possono vedere positivamente uno strumento che offre un servizio di centralino in cloud, necessario al proprio business ma difficile da sostenere economicamente nelle forme tradizionali.

Hardware preconfigurato da Nfon

L’hardware per l’utilizzo della piattaforma Nfon può essere scelto da parte del cliente o del partner da una lista di prodotti compatibili, tra Snom, Yealink, Gigaset, Poly, Patton, Sennheiser. Un hardware che viene configurato direttamente da Nfon sul proprio data center.

Al partner rimane comunque molto da fare. «Erroneamente i partner pensano che il cloud non porti business, ma non è così – sottolinea Pasculli -: le attività di proposizione, configurazione e di postvendita sono notevoli. I nostri, infatti, sono servizi di nuova generazione basati su rete IP, reti che presso i clienti non sono sempre così pronte e performanti e che vanno quindi preparate, e aggiornate, sistemando il cablaggio, aggiungendo punti rete, aggiornando switch, wi-fi, sicurezza, accesso, ecc. E poi il personale del cliente va formato sull’uso di strumenti di nuova generazione, con attività di consulenza, supporto, affiancamento».

Un Partner Program che punta alla semplicità

Opportunità che vengono evidenziate dal Partner Program di Nfon, che si caratterizza per la propria semplicità. «Si diventa partner di Nfon seguendo dei corsi gratuiti, in modo da garantire le competenze necessarie per la proposizione del servizio – informa il managing director -. Due o tre ore di corso commerciale mentre il corso tecnico dura una giornata. Tre i livelli di certificazione, a seconda dell’impegno e del grado di ingaggio: Approved, Certified e Premium, che danno accesso a condizioni differenti. Con un criterio di differenziazione che non è il fatturato, ma il numero di utenti connessi, senza richiedere alcun impegno economico da parte dei partner».

Verso una piattaforma completa di UCC e all’apertura delle API

Una serie di servizi che rappresentano un’opportunità per il canale che in futuro potrà essere ulteriormente amplificata, dal momento che la strada di Nfon sta portando verso una piattaforma completa per l’Unified Communication and Collaboration e all’apertura delle API, per permettere ai partner di intervenire con personalizzazioni, e con la possibilità di integrarle nelle soluzioni del vendor e arricchirle, anche con chatbot di intelligenza artificiale sviluppate dai partner stessi.