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La cybersecurity al centro della trasformazione digitale



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Energia costante, disciplina quotidiana e un senso di responsabilità coltivato negli anni: così Riccardo Baldanzi e Fabrizio Rosina accompagnano 7Layers dalla specializzazione all’acquisizione da parte di Fastweb. Un racconto che intreccia competenze, persone e visione, nella trasformazione di due imprenditori in manager capaci di guidare il futuro della cybersecurity nel nuovo modello delle TechCo

Pubblicato il 23 feb 2026



7Layers
Riccardo Baldanzi, founder e COO di 7Layers, head of IoT and vertical solution di Fastweb + Vodafone. Fabrizio Rosina, founder e CTO di 7Layers, head of cyber security factory di Fastweb + Vodafone

Curiosità, capacità di apprendere in fretta e attenzione concreta alle persone: sono gli elementi che definiscono la leadership di Riccardo Baldanzi e Fabrizio Rosina, fondatori e oggi rispettivamente COO e CTO di 7Layers oltre che head of IoT and vertical solution e head of cyber security factory di Fastweb + Vodafone.

7Layers è, infatti, la factory dell’operatore di Tlc, specializzata in cybersecurity, acquisita da Fastweb nel 2020. Il loro è un percorso che intreccia specializzazione, disciplina, capacità di leggere in anticipo i movimenti del mercato e un forte senso di responsabilità, in un settore in continua accelerazione come quello della cybersecurity.

Accanto alla dimensione professionale emerge un tratto personale molto netto: un’energia costante, che permette loro di tenere insieme piani diversi senza perdere lucidità e metodo.

7Layers: le origini di una specializzazione

La traiettoria imprenditoriale dei due founders parte nel 2007 da un’idea semplice e, al tempo stesso, radicale, soprattutto per quegli anni: creare un’azienda che vivesse la cybersecurity come unica specializzazione, quando il mercato italiano era ancora dominato da realtà generaliste. All’inizio lavorano come consulenti tecnici specializzati, ma nel giro di pochi anni il progetto prende corpo.

“Avevamo entrambi un profilo tecnico, abituati a lavorare sul campo – racconta Riccardo Baldanzi -, e abbiamo capito che c’era spazio per creare qualcosa di diverso: le aziende focalizzate in quest’ambito erano, infatti, poche”.

Fondata nel 2012, 7Layers nasce come realtà altamente specializzata in cybersecurity, con una scelta chiara e distintiva: concentrarsi esclusivamente sulla sicurezza informatica in un mercato ancora dominato da player generalisti. Oggi 7Layers rappresenta la cybersecurity factory di Fastweb+Vodafone, inserita in un progetto industriale più ampio che integra connettività, cloud e sicurezza in un’offerta evoluta per il mercato B2B.

Anticipare il mercato

Nel giro di poco tempo, viene intercettato un altro cambio di traiettoria del mercato: il superamento dei SOC tradizionali, ancorati a un approccio puramente reattivo, a favore di modelli capaci di prevenire, analizzare e rispondere agli attacchi in profondità. È qui che prende forma il salto che porterà 7Layers a crescere nel panorama italiano: un salto culturale prima ancora che tecnologico.
“Vedevamo strutture che avvisavano quando l’incendio era già scoppiato. Noi volevamo costruire i sistemi antincendio”, racconta Rosina, ricorrendo a una metafora.

Lo spostamento verso i servizi gestiti è una conseguenza naturale. “Attorno al 2015 abbiamo colto una tendenza che arrivava dall’estero verso i servizi di Managed Detection and Response, da noi ancora poco conosciuti. Servivano però competenze specifiche: le abbiamo cercate, create e abbiamo stretto partnership. Così l’offerta ha preso velocità”.
Un periodo a cui si accompagna un ritmo sempre più sostenuto.

7Layers nelle 1.000 “fastest-growing companies” a livello europeo

7Layers comincia così a crescere in modo netto e, per quattro anni consecutivi, rientra nella classifica del Financial Times delle 1.000 “fastest-growing companies” a livello europeo, basata sui ricavi conseguiti.

Questa fase impone però un modo nuovo di guardare al mercato, all’azienda e alle persone che negli anni si erano unite ai due founder e avevano consentito questa accelerazione. Il settore della cybersecurity aveva, infatti, iniziato a cambiare ritmo: “Abbiamo iniziato a vedere arrivare una sorta di ‘tempesta perfetta’ – dice Baldanzi -: grandi player globali e system integrator grazie a capitali esterni crescevano rapidamente”.

Una cyber factory verticale

“L’incontro con Fastweb ha cambiato la prospettiva: vedere una telco italiana decidere di creare una struttura cyber interna e arricchire in tal modo la già solida offerta di servizi di cybersecurity, ha dato all’operazione un significato diverso, cambiando del tutto la nostra percezione”, spiega Baldanzi.

All’interno di Fastweb+Vodafone, oggi 7Layers opera come factory verticale dedicata alla cybersecurity, contribuendo allo sviluppo di soluzioni integrate che affiancano connettività, cloud, IoT e servizi digitali. L’integrazione consente di preservare competenze specialistiche e cultura tecnica, inserendole in una piattaforma industriale capace di garantire scala e copertura commerciale.

I due co-founder e soci storici mantengono ruoli manageriali all’interno di entrambe le strutture, assicurando continuità e posizionamento sul mercato dei servizi di cybersecurity specializzati.

La crescita conferma l’efficacia di questo modello: più persone (quasi 200), maggiore capacità di gestire servizi complessi e di inserirli in un portafoglio integrato. Il tutto senza perdere la natura originaria della boutique specialistica.

L’ingresso in Fastweb non segna soltanto un passaggio societario: per Baldanzi e Rosina rappresenta un’evoluzione professionale. Iniziano, infatti, a ricoprire un ruolo manageriale in una grande organizzazione, con nuove responsabilità e un diverso equilibrio tra strategia, gestione e relazione.

Una leadership che guarda avanti

Baldanzi e Rosina guardano oggi a un futuro che vede evolvere non solo 7Layers, ma l’intero ecosistema in cui l’azienda opera. “Il settore si sta muovendo verso un modello in cui le telco diventano sempre più ‘TechCo’ – spiega Baldanzi -. Non parliamo più soltanto di connettività, ma di un insieme di servizi che si appoggiano alla rete: cloud, intelligenza artificiale, IoT, sicurezza. È un’evoluzione che richiede un livello di specializzazione crescente. Il nostro compito è continuare a sviluppare servizi che uniscano competenza tecnica e percezione delle reali necessità per anticipare ciò che il mercato chiede”.

Una visione che rispecchia il modo di vivere il lavoro che accompagna da sempre 7Layers: curiosità, disciplina, voglia di conoscere e di costruire, la capacità di non fermarsi, di assorbire ciò che il mercato racconta e trasformarlo in valore.

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