È una storia che nasce all’asilo, cresce sui campi da calcio, si consolida all’università e culmina nella creazione di un’impresa tecnologica di successo: Digital Technologies.
Una storia di condivisione di vita ancor prima che di business, che Luca racconta con entusiasmo e un tono pieno di riconoscenza, in cui parole come fortuna, valori, famiglia, etica del lavoro e spirito di squadra tornano come un ritornello.
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L’idea imprenditoriale tra dati e tecnologie esponenziali
Alla base, però, non c’è solo il legame affettivo, ma anche un’idea imprenditoriale chiara: educare le imprese a una trasformazione digitale “vera”, concreta, fondata sui dati e sull’uso intelligente delle tecnologie esponenziali. Digital Technologies nasce nel 2017 da una costola di un’altra tech company proprio a partire da un’intuizione: si parlava tanto di intelligenza artificiale, blockchain, realtà aumentata o IoT, ma pochissime aziende avevano una piattaforma digitale capace di raccogliere, strutturare e rendere fruibili i dati sparsi nei silos organizzativi.
Il “vuoto” tra desiderio di innovazione e basi tecnologiche reali è lo spazio in cui si inserisce il progetto di Luca e dei suoi soci, con l’idea di costruire piattaforme dati e applicative su cui innestare, in modo sostenibile, le tecnologie che davvero generano valore.
Durante l’intervista, nel raccontare il suo percorso imprenditoriale, Luca Baldini, classe 1986, general manager e co-founder dell’azienda, alterna il “noi” all’“io” senza quasi accorgersene, perché nella sua storia professionale non esiste una distinzione netta con la sfera personale.

Al centro ci sono gli amici di sempre: il co-founder Enrico Liverani (chief consulting & account manager officer), Luca Boselli (sales director) e, naturalmente, suo padre Stefano Baldini, CEO e mentore riconosciuto della crescita dell’azienda, che per il 2029 si pone un obiettivo importante: raggiungere i 150 milioni di euro di fatturato, partendo dagli attuali 19.

“Con Enrico e Luca – racconta Luca Baldini – ci frequentiamo fin dai banchi di scuola. Da adolescenti abbiamo sognato insieme di diventare calciatori professionisti; durante l’università non ci siamo mai persi e, ora, oltre all’ufficio con le nostre tre scrivanie vicine, condividiamo anche le vacanze con mogli e figli. Stefano, mio padre, ci ha visto crescere: per tutti noi è stato naturate condividere un’idea imprenditoriale di cui il mercato aveva bisogno così come naturale è vivere l’azienda come una famiglia”.

Confronto costruttivo e leadership condivisa: lo stile di Digital Technologies
E, come in ogni famiglia, può capitare di non essere allineati su qualche scelta:

“La nostra energia nasce dal conflitto creativo – spiega Luca -, un confronto costruttivo che ci aiuta costantemente a migliorare. Con Enrico e Luca siamo quasi sempre allineati, che si tratti di approccio al mercato, scelte tecnologiche o organizzative. La velocità con la quale ci capiamo è impressionante. Ma non abbiamo paura di discutere e, soprattutto, il rapporto personale non viene messo in discussione, mai. Ognuno porta un talento diverso: Enrico è ‘il professore’, il tecnico; Luca è empatico e generoso; mio padre è il coach che ci supporta con discrezione, lasciandoci libertà di azione. Io sono quello più esigente, creativo, il punto di rottura, quello che crea il conflitto per risolverlo. Inoltre, da qualche anno si è aggiunto al nostro team mio fratello Matteo, il più assertivo; lui è l’uomo dei numeri e dei processi”.
Confrontarsi con i migliori
Un equilibrio dinamico che si riflette nel modo di fare impresa e nel tipo di leadership che i co-founder incarnano. Fin dalla nascita dell’azienda, i tre giovani imprenditori, allora trentenni, hanno deciso di confrontarsi con i migliori: “Lavoriamo con realtà come Stellantis, Luxottica, Armani e abbiamo avuto la fortuna di osservare da vicino modelli di leadership come quelli di Sergio Marchionne, Leonardo Del Vecchio o Giorgio Armani, che ci hanno influenzato profondamente. Sono per noi riferimenti costanti, così come lo sono le lezioni, i libri e gli insegnamenti di Julio Velasco, oltre ai corsi della Singularity University, che ci hanno aperto la mente, fornendoci diversi spunti manageriali e tecnologici”.
Soluzioni di digital transformation: dati, compliance e AI
Queste ispirazioni si sono tradotte in un’offerta che ha sempre avuto una cifra distintiva: “mettere in riga i dati” prima di parlare di tecnologie di moda. Digital Technologies, infatti, affianca le aziende nella trasformazione digitale dei processi interni con una doppia gamma di soluzioni: da quelle legate alla compliance (fatturazione elettronica internazionale firme digitali, archiviazione ottica sostitutiva), fino a quelle basate su tecnologie esponenziali, guidati in primis dall’utilizzo dell’intelligenza artificiale. Il tutto sempre combinato con un approccio consulenziale, che parte dalle esigenze reali di business e le traduce in architetture digitali.
Valori aziendali, squadra e nessun alibi
Una visione che porta con sé una cultura aziendale solida, fatta di principi profondi.
“In azienda siamo circa un centinaio di persone e per noi il gioco di squadra è tutto. Lo abbiamo imparato nella nostra esperienza sportiva e lo portiamo nel lavoro: potenza emotiva, entusiasmo e curiosità. Le nostre persone sono il segreto di Digital Technologies e i valori condivisi la nostra bussola, al punto che li abbiamo scritti e appesi anche sulle pareti delle sedi aziendali. Per noi si tratta di un vero e proprio mantra – elenca Luca –: non esistono alibi, mai soffermarsi a criticare o giustificarsi ma focalizzarsi sulla soluzione; si devono indagare le cause dei problemi, non i colpevoli; sempre avere un atteggiamento di corresponsabilità e cura, così come fa il buon padre di famiglia. E poi bisogna pensare in modo scalabile ed esponenziale, per generare azioni sostenibili capaci di durare nel tempo e produrre effetti moltiplicativi, nonché creare costantemente un impatto positivo per i nostri colleghi e per i nostri clienti”.
Clienti, Roi e relazioni di lungo periodo
E qui, il tono del racconto di Luca si fa più emozionato: “Per loro proviamo enorme amore e riconoscenza. Agli albori dell’azienda hanno creduto in noi e ci hanno accolto quando, da giovani imprenditori poco più che trentenni, bussavamo alle loro porte con le nostre idee di innovazione digitale. Oggi, alla vigilia del decimo compleanno, il churn rate è pari a zero e con molti clienti abbiamo un rapporto di vera familiarità e la chiave di questa relazione è profondamente legata al servizio reso. Fin dall’inizio abbiamo promesso ai nostri clienti che ogni progetto avrebbe avuto un ROI chiaro e misurabile. Non ci piace creare un limbo tra aspettative e realtà. Li abbiamo aiutati a costruire piattaforme di automazione, data lake centrali, sistemi di digital transaction management e hub di fatturazione elettronica capaci di gestire processi complessi su scala globale”.
Con grande affetto, Luca parla anche di Paolo Del Bue, il primo investitore che credette nel progetto e che oggi non c’è più: “Ci ha insegnato a essere un passo avanti e che si può sbagliare, ma se il progetto è solido troverà sempre la forza per crescere”. L’emissione nel 2021 di un bond da 2,5 milioni di euro, sottoscritto in tempi rapidissimi da fondi istituzionali, è stata un’altra tappa di questo percorso: “È stato un segnale importante – ricorda Luca -, ci ha permesso di finanziare la crescita per linee esterne e ci ha confermato che il mercato credeva nell’idea di costruire un hub digitale, capace di integrare tecnologie tradizionali ed esponenziali in modo coerente”.
La sfida dell’unicorno italiano
Che il progetto imprenditoriale di Luca Baldini e dei suoi co-founder sia solido lo dimostra anche la recente acquisizione di Digital Technologies da parte di Namirial, realtà di riferimento globale nel digital trust, a sua volta entrata nel corso del 2025 nel portafoglio del fondo Bain Capital.
Un’operazione che apre nuove prospettive di crescita e internazionalizzazione, ma che, ricorda Luca, non è stata una decisione semplice: “Arrivare serenamente alla scelta non è stato scontato. Lo scorso anno è stato il terzo momento, dopo la nascita di Digital Technologies e il periodo del Covid, in cui la complessità e la preoccupazione hanno incrociato le nostre vite imprenditoriali in modo importante. Poter contare su una guida come Stefano, però, ci ha aiutati molto, permettendoci di capire il valore strategico di questa operazione. Inoltre, per noi è stato davvero importante poter reinvestire in Namirial per continuare il nostro percorso imprenditoriale. Oggi siamo davvero entusiasti anche perché, con l’ingresso di Namirial in Bain Capital, il gruppo ha raggiunto una valutazione superiore al miliardo di euro, diventando il sesto unicorno italiano”.
Digital Technologies resta un brand indipendente
In questo contesto, Digital Technologies continuerà a operare come brand indipendente, con l’obiettivo di trasformarsi in una scale-up internazionale e diventare, a sua volta, un “unicorno nell’unicorno, mantenendo sempre fede alla filosofia che l’accompagna fin dalle origini e che si radica in un’idea precisa di impresa: “Abbiamo sempre creduto nel concetto di impresa sostenibile – spiega Luca -. Siamo una società Benefit e B Corp, e non è una semplice etichetta: per noi significa promuovere valori e metterli in pratica ogni giorno. Nel nostro team c’è una forte presenza femminile, una grande fiducia nei giovani e un’attenzione costante alla meritocrazia. Crediamo nella fiducia e nella voglia di imparare, e affrontiamo ogni sfida con la stessa passione di quando siamo partiti. Forse è proprio questa la nostra forza: aver costruito un’impresa su legami autentici, dove ogni scelta, anche la più complessa, nasce da un equilibrio di valori condivisi, da una visione comune del futuro e da una precisa idea di tecnologia come leva per creare impatto positivo”.
Sport, equilibrio e creatività: il work-life balance di Luca Baldini
Lo stesso concetto di equilibrio ritorna quando Luca parla del suo modo di vivere il lavoro e gestire le tensioni che inevitabilmente accompagnano un percorso imprenditoriale così ambizioso. “Lo sport è parte integrante della mia identità e di quella dei miei soci, d’altronde il nostro rapporto si è cementato giocando a calcio insieme. Mi aiuta a lavorare e a sentirmi bene, è l’ago del mio work-life balance. Sei anni fa abbiamo costruito nella sede principale una palestra, che è diventata un punto di ritrovo quotidiano per tutti noi. Spesso le idee migliori nascono proprio durante un allenamento, perché è in quei momenti che la mente si libera e tutto torna nella giusta prospettiva; è il mio e il nostro modo di staccare e di pensare meglio”.









