Infinite software: le applicazioni che non diventano mai vecchie

Tecnologie

The infinite software, le applicazioni che non diventano mai vecchie



Per evitare il rischio dell’obsolescenza e avere l’infinite software, ovvero applicazioni facilmente aggiornabili anche dopo anni di utilizzo, la società smeup basa lo sviluppo del software su componenti che crea nel proprio laboratorio

Fabrizio Pincelli

19 Nov 2021


Quando in azienda è necessario aggiornare un software si procede sempre con una certa cautela perché c’è il rischio che la nuova versione possa non funzionare correttamente con la vecchia configurazione. E questo bloccherebbe l’attività lavorativa. Così alcune volte, si preferisce non effettuare l’aggiornamento o ritardarlo finché non si ha la certezza che non crei problemi, con tutto quello che ciò comporta in termini di sicurezza e dell’impossibilità di usare le nuove, e magari strategiche, funzioni.

The infinite software, il software eterno

L’ideale sarebbe avere un software che non invecchia. Oppure, se è necessario aggiornarlo, che non si debba compiere un intervento drastico sull’applicazione. In pratica, l’ideale sarebbe avere quello che smeup chiama “The infinite software”, ovvero il software eterno. Non è ovviamente eterno ma la denominazione fornisce una chiara idea del concetto che c’è alla base dello sviluppo seguito da smeup. “Il nostro software non invecchia. – afferma Mauro Sanfilippo, CTO di smeup –. Al contrario di quanto accade con le applicazioni tradizionali, che dopo un certo numero di aggiornamenti vanno sostituite perché non riescono più a stare al passo con i tempi, le applicazioni che sviluppiamo, anche tra una decina di anni, potranno essere aggiornate per risultare sempre attuali. In più, per effettuare l’aggiornamento non sarà necessario fermare tutto il sistema informativo e quindi l’azienda stessa, con i costi che comportano il processo in sé e il blocco dell’attività lavorativa”.

Lo sviluppo a componenti

Qual è quindi l’alternativa che propone smeup allo sviluppo tradizionale per avere l’infinite software, ovvero software sempre attuale? È lo sviluppo basato su componenti standardizzati. “Quello che noi facciamo è proprio questo – conferma Mauro Sanfilippo –, costruiamo soluzioni su misura, personali e personalizzate. I nostri componenti sono comunque software e in quanto tali devono essere migliorati tramite degli aggiornamenti e avere evoluzioni future. Così, per esempio, se oggi creo un componente per un’applicazione che serve a costruire una griglia di dati in una pagina web e utilizzo certe tecnologie, molto probabilmente tra un anno o due quelle tecnologie saranno sostituite da altre. E facilmente anche il componente sarà obsoleto. Ma questo non significa tutta l’applicazione sia diventata obsoleta, Tutt’altro. Infatti, basterà aggiornare quell’unico componente per avere un’applicazione più attuale che funziona perfettamente, soprattutto senza dover riscrivere le logiche applicative di business, che sono quelle che hanno maggior valore per l’azienda. Questo ci differenzia dagli altri, che quando cambiano tecnologia devono rifare”.

Componenti fatti in casa

Come detto, smeup si crea in casa i componenti che usa per realizzare il suo infinite software. “Noi andiamo oltre al tradizionale sviluppo che è legato alla creazione di funzionalità in senso stretto, come la fatturazione elettronica, la gestione degli ordini o il manufacturing execution system personalizzato – aggiunge Mauro Sanfilippo –. Noi creiamo tecnologia. Nel nostro laboratorio usiamo le più recenti e avanzate tecniche per sviluppare gli strumenti software che usiamo per creare le applicazioni. Strumenti che rilasciamo, anche in open source, e che anche altri sviluppatori usano, ma che, evidentemente, non producono”.

Applicazioni ad ampio spettro

Con una clientela costituita prevalentemente da medie e grandi aziende, smeup ha come mercato di riferimento quello del manufacturing. Tuttavia, usa i propri tool per creare le applicazioni più disparate con l’obiettivo di “aiutare le aziende a digitalizzare il loro business”, come dice Mauro Sanfilippo. Che porta degli esempi di software davvero molto differenti tra loro di cosa si possa fare con i componenti che crea la stessa smeup. Si comincia dall’amministrazione dei crediti deteriorati da parte di una banca lombarda per arrivare alla gestione delle prenotazioni online delle visite presso le cantine del noto marchio Berlucchi. Ma Sanfilippo cita anche il “pick your own” in un’azienda agricola che coltiva mirtilli. “Dichiari di essere entrato, pesi il contenitore che ti viene dato, raccogli i mirtilli, pesi di nuovo il contenitore, paghi con l’app ed esci – precisa Mauro Sanfilippo –. Questa applicazione è stata sviluppata con le medesime tecnologie che utilizziamo per la gestione degli ordini o per la fatturazione elettronica”.

E le stesse tecnologie smeup le ha usate anche per sviluppare un’app in grado di soddisfare una propria esigenza: gestire l’office booking delle 14 sedi durante la pandemia. “Quando è stato necessario abilitare l’ingresso in azienda con la verifica del Green Pass – sottolinea Mauro Sanfilippo – ci è bastato aggiungere un nuovo componente e l’applicazione è stata immediatamente aggiornata e attualizzata. Anche in questo caso non si tratta di un software gestionale, ma lo abbiamo sviluppato sempre con le stesse tecnologie”.

Perché rifare quello che è già stato fatto?

Il laboratorio è uno dei punti cardine della strategia infinite software di smeup. Per sfruttarlo al meglio, l’azienda ne ha ottimizzato l’impiego. “Noi produciamo i componenti che non troviamo già disponibili – asserisce Mauro Sanfilippo –. Infatti, diversi di quelli che usiamo sono già pronti, ma, chiaramente, prima di impiegarli nello sviluppo di applicazioni, effettuiamo un attento processo di validazione per verificarne l’affidabilità. Questo ci permette di fornire la medesima garanzia come se li avessimo fatti noi”.

A riguardo va precisato che smeup ha un rapporto diretto con i clienti, ma rende disponibili i componenti, spesso in modalità open source, anche a dei partner che sviluppano autonomamente il software per i loro clienti. A tali partner smeup si propone come consulente per fornire loro le competenze necessarie a sfruttare al meglio i tool per lo sviluppo.

Come si sviluppa il software che resiste al tempo

Smeup crede molto nel valore della formazione e organizza spesso eventi con tema lo sviluppo del software. “The infinite software” è il titolo del prossimo evento gratuito che smeup ha in programma per il pomeriggio del 22 novembre prossimo e a cui si potrà assistere sia in presenza presso la sede della stessa smeup sia tramite web. L’evento, che è indirizzato a sviluppatori e a ISV, avrà un carattere informativo e, soprattutto, formativo sarà strutturato in cinque moduli consecutivi (della durata di 30 minuti ciascuno) per poter essere seguiti nella loro interezza. L’obiettivo è fare il punto sullo sviluppo in un periodo in cui il software è sempre meno autosufficiente perché è intimamente collegato al mondo che lo circonda, usa software scritto da altri, usa periferiche, si appoggia a sistemi operativi, comunica con reti, si rivolge a utenti di formazione e cultura diverse. Ma se il software è progettato bene, secondo alcuni precisi principi, può sopravvivere a sé stesso e guadagnare l’immortalità. Per scoprire come, basta partecipare all’evento di smeup.