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Apple Mac, una scelta convincente anche per gli IT Manager



Superata l’antica dicotomia con il mondo Windows, oggi gli Apple Mac non sono solo amati dai professionisti in movimento per la loro estetica e per le loro prestazioni, ma possono rappresentare una scelta d’elezione anche per gli IT manager. Il caso Finbuc

Maria Teresa Della Mura

Pubblicato il 19 Dic 2022


Immagine di Farknot Architect da Shutterstock

Agli albori del personal computing, e parliamo ormai di venticinque anni fa, si era creata una vera e propria dicotomia tra il mondo Windows, considerato la scelta di elezione nel mondo delle imprese, e il mondo Apple e MacOs, destinato ai professionisti della creatività o agli appassionati del mondo consumer.
Una dicotomia che il tempo ha sanato, tanto che tutti i dispositivi dell’ecosistema Apple, dagli iPad agli iPhone fino agli Apple Mac, si sono diffusi in modo sempre più pervasivo in ambiente lavorativo e professionale, diventando in qualche caso la scelta d’elezione dei lavoratori nomadici e di chiunque operi anche in mobilità che ne apprezzano portabilità ed estetica.
È interessante tuttavia cercare di comprendere se lo stesso livello di apprezzamento si riscontra tra gli IT manager e su chi guida le scelte delle dotazioni aziendali.
In realtà, ci sono una serie di fattori che oggi spingono alcune realtà addirittura a prediligere l’adozione di Apple Mac, nonostante un price cap effettivamente più alto nelle configurazioni di base.
In media, e questo è un primo vantaggio non trascurabile, i Mac tendono ad avere un ciclo di vita più lungo, andando ben oltre i 3 anni di ammortamento. Ed è del tutto evidente che prolungare il ciclo di vita di una macchina rappresenta un risparmio interessante per l’azienda, soprattutto nel caso di deployment numericamente significativi.
Due anni fa, Forrester pubblicò uno studio molto interessante sul tema, evidenziando come la scelta dell’ecosistema Apple porti con sé una serie di vantaggi finanziariamente misurabili, arrivando a sostenere che nell’arco del ciclo di vita canonico di 3 anni un’azienda potesse risparmiare anche 800 dollari per postazione grazie alle minori richieste in termini di assistenza, manutenzione, aggiornamento, dotazione software, consumi.
Sempre dalla ricerca Forrester emerge come gli IT manager in genere percepiscano i dispositivi Apple come più sicuri e dotati di un sistema operativo più robusto, meno soggetti a violazioni della sicurezza e dei dati e dunque meno onerosi dal punto di vista della gestione della sicurezza.
Ma i veri game changer nella partita tra Mac e Windows sono i processori.
A partire dai processori M1, oggi con gli M2 (che con 20 miliardi di transistor garantiscono una CPU più veloce del 18% rispetto agli M1, una Gpu più veloce del 35% e un Neural Engine con performance superiori del 40%) e probabilmente dal prossimo anno con i nuovi M3, Apple offre una capacità prestazionale di massimo livello su tutta la gamma dei suoi prodotti, senza richiedere al dipartimento IT interventi periodici per massimizzare RAM o velocità di esecuzione.
In generale, un parco di dispositivi Mac richiede meno supporto e manutenzione in termini di definizioni dei virus, patch del sistema operativo, aggiornamenti… liberando di conseguenza risorse da destinare ad attività più proattive.
Fondamentale è anche la maggiore e migliore integrazione e compatibilità con i dispositivi mobile dell’ecosistema Apple, dunque iPad e iPhone, consentendo all’utente di passare senza problemi persino dal proprio Mac aziendale al proprio iPhone personale senza timori di sicurezza grazie alla crittografia dei dati e a servizi come Apple Business Manager che garantiscono la piena compliance con le policy aziendali.

Appare dunque evidente come la scelta di un’adozione pervasiva di un ecosistema Apple in azienda abbia ormai una solida ratio anche per gli IT manager più “conservatori”, soprattutto se guidati e supportati da partner in grado di facilitare con servizi e assistenza il percorso di cambiamento.

Ne è convinta ad esempio Finbuc Srl, azienda con sede a Frascati, che, con l’insegna SubitoUfficio si propone come interlocutore per la vendita e il noleggio di prodotti di elettronica di consumo, informatica e cancelleria, inserita come fornitore nazionale nel portale per gli acquisti delle Pubbliche Amministrazioni (Me.pa) con oltre 20.000 articoli a catalogo.
Con più di 50 certificazioni ottenute dal proprio team, Finbuc si rivolge sia al mercato delle piccole e medie imprese, sia alle pubbliche amministrazioni forte di competenze specialistiche di alto livello che le consentono di proporsi come partner per tutto quanto riguarda la consulenza, la vendita, l’installazione e l’assistenza pre e post vendita.
In particolare per quanto riguarda il mondo dei prodotti Apple, Finbuc offre non solo l’intera gamma dei prodotti della Casa di Cupertino, ma un ventaglio completo di servizi, adatti a qualsiasi tipo di esigenza.
Ad esempio, il servizio roll-out, che consente la sostituzione graduale anche delle singole postazioni, affidata a personale tecnico specializzato, partendo dall’analisi della flotta aziendale o dei carichi di lavoro della azienda, passando dalla definizione delle procedure operative, di supporto e di gestione per sviluppare il progetto di roll-out e arrivando alla vera e propria sostituzione on-site, presso la sede del cliente da un team, riducendo al massimo i fermi operativi.
Ai propri clienti, Finbuc offre anche il servizio Apple Trade In, vale a dire il programma di permuta offerto da Apple in collaborazione con i propri partner, che consente di valorizzare i dispositivi in fase di dismissione in credito da scalare sui nuovi acquisti.
Infine, opzione questa particolarmente interessante proprio per l’utenza aziendale, Finbuc offre i servizi di noleggio operativo su tutta la gamma dei prodotti Apple, con massima possibilità di personalizzazione in termini di rata e durata del contratto e deducibilità del canone al 100%.

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