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In Italia avanza la rivoluzione mobile



Sempre più utenti accedono a Internet esclusivamente da smartphone, mentre diminuiscono gli affezionati ai Pc Desktop. Ma il tempo speso dagli utenti è concentrato su poche App principali, come ha dimostrato il recente Upgrade Mobile Summit, nel corso del quale si è parlato anche delle strategie delle aziende italiane

Gianluigi Torchiani

24 Nov 2016


Nel mondo si vendono ogni anno oltre un miliardo di smartphone. Buona parte del traffico rete è legato all’uso di dispositivi mobili da parte degli utenti, con una tendenza esponenziale all’aumento. Bastano queste due frasi per comprendere l’importanza assunta dal mobile, che è stata investigata nel dettaglio nel corso della prima edizione dell’Upgrade Mobile Summit, un evento dedicato all’impatto di questo mondo in particolare per il settore media e advertising italiano. Impossibile, naturalmente, prescindere dai numeri, che sono stati messi in evidenza in occasione dell’evento da Fabrizio Angelini, Ceo di Sensmakers: secondo i dati Comscore relativi al terzo trimestre del 2016, praticamente tutti gli italiani sopra i 13 anni di età (circa 44 milioni) possiedono un telefono cellulare.

Questo però non significa che tutti abbiano uno smartphone: esiste uno zoccolo duro piuttosto consistente, quasi 13,5 milioni di persone, che ancora si affida ai classici telefonini privi di connessione a Internet. Ci sono poi altri dati che raccontano la forza dei dispositivi mobili: in Italia ci sono sempre meno persone che accedono a Internet soltanto utilizzando il PC desktop, mentre sono in aumento a doppia cifra quelli “multipiattaforma” e gli internauti esclusivamente “mobili”. Il mobile è però un mondo caratterizzato da dinamiche particolari, dove il 90% del traffico avviene via app. Ma il tempo su queste ultime, nonostante la grande vastità disponibile, è in gran parte appannaggio di pochi grandi player: Facebook, WhatsApp, Google.

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Questo spiega perché, al momento, nonostante la grande quantità di tempo speso sul nostro cellulare, gli acquisti effettuati direttamente attraverso di esso siano ancora pochini. Meno del 5% del totale. Questo però non significa che l’ecommerce da mobile non abbia un futuro, anzi: l’attività a più ampio tasso di crescita è proprio quella della finalizzazione dell’acquisto. Non è un caso che uno dei campioni italiani del commercio elettronico, Yoox, abbia reso noto di aspettarsi che, entro il 2020, ben i tre quarti del fatturato saranno legati proprio al mobile.

Non tutte le aziende, però, per il momento, hanno colto questa opportunità: eppure secondo una ricerca condotta da LensAcademy su 409 professionisti in rappresentanza di 321 aziende italiane di diversi settori e dimensioni, il mobile è incluso nelle strategie comunicazione e marketing integrate dell’86% delle imprese. Eppure, a ben vedere, soltanto il 36% di queste aziende ha sviluppato una app e di queste solo un terzo permette di comprare beni e servizi. In buona sostanza, al momento, il mobile è utilizzato dalle imprese nostrane più per comunicare che per vendere. Ma, considerato che siamo appena agli albori di una rivoluzione tecnologica, non è detto che le cose non possano cambiare nel prossimo futuro.

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