Hybrid Cloud & AI, partner ed ecosistemi: la roadmap dell'innovazione secondo La Volpe, IBM - TechCompany360

Strategie

Hybrid Cloud & AI, partner ed ecosistemi: la roadmap dell’innovazione secondo La Volpe, IBM



La scelta strategica sul Cloud Ibrido e sull’Intelligenza Artificiale nel segno dell’apertura e della collaborazione per sfruttare tutto il potenziale dei dati. La lettura di Alessandro La Volpe, Vice President IBM Technology

Mauro Bellini

15 Mar 2021


Alessandro La Volpe, Vice President IBM Technology , Italia

La destinazione è il Cloud, il percorso è Ibrido, i compagni di viaggio sono i Partner e la formula per creare valore è quella degli ecosistemi. Il ruolo delle partnership è  fortemente presente tra i punti di riferimento che rappresentano la visione dell’innovazione di IBM e Alessandro La Volpe, Vice President IBM Technology sottolinea più volte che la scelta strategica verso l’Hybrid Cloud & AI di IBM è una scelta nel segno della collaborazione e dell’apertura.

Agli ecosistemi è affidato il compito di presidiare mercati o grandi fenomeni di innovazione nei quali il Cloud e il Cloud ibrido in particolare può permettere alle imprese e alle organizzazioni di generare nuovo valore, di individuare nuove forme di competitività e per farlo è necessario unire le forze di IBM con quelle di imprese che aggiungono competenea di dominio, di sviluppo, di system integration, di go to market specifico per quel settore.
Ascolta “Multi cloud e Hybrid cloud: caratteristiche e opportunità per il business” su Spreaker.

Hybrid Cloud & AI come scelta strategica 

Alessandro La Volpe spiega che IBM ha iniziato da più di 3 anni un percorso nel segno del Cloud ibrido. Il focus sul concetto di Hydrid, spiega, è arrivata per affrontare con strumenti nuovi la realtà e la complessità della digital transformation per tante imprese e tanti mercati. Se la destinazione è il Cloud, il percorso per le aziende richiede di intervenire a livello di processi, di integrazione nell’ambito delle applicazioni e la logica ibrida permette di gestire questa complessità. Da qui la scelta di IBM di un posizionamento aziendale forte e chiaro sull’Hybrid Cloud & AI e la volontà di competere sul mercato per un primato in questi ambiti.

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Questa scelta strategica spiega una serie di operazioni a loro volta strategiche come i 34 miliardi investiti per acquisire Red Hat OpenShift che ha assunto il ruolo di piattaforma di riferimento per la proposizione IBM proprio nell’ambito sull’Hybrid Cloud & AI. E una scelta che è anche coerente con l’evoluzione dell’arricchimento del portfolio IBM nella direzione di comprendere logiche di micro-servizi su un’architettura in cloud ibrido. E sempre in questo percorso si inserisce la decisione ancora una volta strategica dello spin-off realativo ai Managed Infrastructure Services, parte rilevante della divisione Global Technology Services, con la creazione di una NewCo, che è destinata a diventare una public company indipendente in un percorso che si completerà il 31 dicembre 2021. Con questa scelta IBM punta a gestire in modo più appropriato le due diverse anime: piattaforme tecnologiche e servizi di digital transformation, garantendo la massima focalizzazione e la massima autonomia a entrambe le aree di business.

Il Cloud Ibrido e Intelligenza Artificiale per rispondere alla accelerazione della digital transformation

Peraltro, La Volpe ricorda che nel corso del 2020 ,anche a causa della situazione pandemica, si è registrata un’accelerazione dei percorsi di digital transformation. Cambiamenti che un tempo richiedevano delle roadmap di 5-10 anni, ora si possono stimare in 2-3 anni. E il paradigma che abilita questa accelerazione è il Cloud Ibrido. Lo sviluppo del mercato lo conferma, nel solco di questa scelta strategica a livello di IBM Corporation il Cloud è cresciuto del 20% anno su anno, è arrivato a circa 25 miliardi e corrisponde a circa il 37% del giro d’affari.

La scelta di posizionamento per guidare il mercato Hybrid Cloud & AI si appoggia come detto sulla piattaforma di riferimento Open Hybrid MultiCloud che arriva da Red Hat e per la precisione da OpenShift. Piattaforma che è stata arricchita di servizi aggiuntivi e che consente la gestione di un mondo “containerizzato”, a cui si aggiunta la scelta dell’architettura Kubernetes per orchestrare i container sul cloud pubblico IBM. Nell’ambito dei sistemi IBM, il mondo OpenShift può poi operare in modalità cloud privato su sistemi power e mainfraime e si può estendere verso l’Edge per rispondere alle esigenze di realtà in cui i servizi devono essere distribuiti e le applicazioni devono poter operare vicino ai dati. Il tutto con un’architettura unica che consente di lavorare in modalità ibrida e multi-cloud. Entrando nell’ambito del software la strategia prevede i Cloud Packs, nel ruolo di piattaforme software che consentono di operare sui domini principali in cui lavorano le aziende con la modernizzazione applicativa, con le soluzioni  software in modalità di microservizi. “Salendo” al dominio del predict, si entra nell’ambito dell’offering che lavora sul mondo dei dati, sulla data collection, sull’organizzazione e sul management, comprendendo le soluzioni necessarie per estrarre valore, per rendere i dati disponibili e pronti per le logiche dell’AI.

Dati come vantaggio competitivo, Hybrid Cloud & AI come roadmap per creare nuovo valore

La Volpe sottolinea più volte che i dati sono oggi la principale fonte di vantaggio competitivo di qualsiasi azienda, accanto alle persone e ai clienti. I dati sono anche una risorsa da cui ripartire, ma per tutte le realtà c’ un grande tema di scelta e di selezione. Davanti alla grandissima proliferazione di dati è difficile capire quali siano trusted e quali siano effettivamente rilevanti per il business. L’organizzazione e analisi dei dati diventa un fattore strategico per lo sviluppo delle aziende. Abbiamo visto le risposte ai temi della Modernizzazione, del Predict, ma si deve andare oltre, verso i temi dell’Automate: per tutto ciò che afferisce naturalmente all’automazione dei processi di business, ma anche introdurre maggiore efficienza e sicurezza nella stessa IT . Tutto può essere pensato come un’unica piattaforma aperta, che IBM mette a disposizione appoggiandola su Red Hat OpenShift con un percorso di arricchimento di nuove soluzioni anche attraverso nuove acquisizioni.

In merito all’Intelligenza Artificiale poi la scelta di IBM è di una AI “Infused” che aiuta tutte le aree software a lavorare al meglio e che si aggancia al layer  dei servizi dove si affrontano i temi della digital transformation, dell’application & modernization, in forma di strettissima collaborazione con i partner e con la creazione di ecosistemi.

 

Sicurezza “pervasiva” sempre più al centro della digital transformation

Ma la trasformazione digitale accanto a alle tante opportunità che ormai ben conosciamo porta anche tante nuove minacce. Il tema della sicurezza, ricorda La Volpe, è un asset assolutamente fondamentale per qualsiasi azienda e qualsiasi organizzazione e IBM ha scelto di affrontarlo in modo pervasivo, comprendendo tutti gli ambiti: dalle policy di gestione agli strumenti di difesa dell’identità, dai tool alle piattaforme, alla capacità di mettere a disposizione strumenti che consentono di avere una visione e un controllo end-to-end. Ma l’altro punto chiave nell’affrontare i temi della sicurezza è nella capacità di fornire e portare “intelligenza” e conoscenza e qui IBM ha scelto di analizzare i fenomeni e mettere a disposizione report come l’X Force Study – IBM Security Report per capire quale scenario abbiamo davanti in termini di attacchi di cybersecurity. E purtroppo, come osserva La Volpe, il numero di attacchi è raddoppiato, con una crescita preoccupante, tra i vari fenomeni, delle minacce ransomware, sia come encryption, sia come furto di dati. IBM ha scelto di adottare un approccio attivo su ogni punto, con la logica “zero trust” per garantire livello di presidio totale delle possibili minacce partendo dal presupposto che ogni componente dell’architettura può essere vulnerabile e va protetto.

Dalla sicurezza al trust: la scelta del Confidential computing

Massima sicurezza dunque, ma si deve considerare che il tema della sicurezza è strettamente legato anche al tema del trust e per costruire e mantenere fiducia in un contesto che vede nei dati il valore delle imprese occorre anche garantire che questo valore sia sotto il totale controllo delle aziende clienti, senza possibili interferenze da parte di qualsiasi altro attore. E qui entra in gioco la scelta di IBM di aderire alle logiche del Confidential computing, per permettere di garantire fiducia totale ad ogni livello. La logica del Confidential computing permette di “isolare” gli elementi tecnologici su cui operano i dati garantendo il massimo rispetto del valore dei dati che sono “protetti” i dati sensibili in una sorta di “enclave” della componente tecnologica. In questo modo i valori fondamentali per i clienti clienti, vale a dire la conoscenza prodotta dai dati, è totalmente sotto il controllo dei clienti stessi, con modalità di accesso e di autorizzazione che rendono i dati invisibili e inaccessibili a qualsiasi altra realtà, a partire dallo stesso Cloud provider. La Volpe aggiunge poi che il Confidential computing consente di sviluppare nuove forme di garanzia e di fiducia anche all’interno della complessa filiera che compone la catena del valore del dato.

Hybrid Cloud e complessità: il ruolo del Cloud Satellite

L’obiezione che sorge è che a fronte anche di pratiche che sono rivolte ad aumentare sicurezza e fiducia non si corra il rischio di un aumento della complessità, ad esempio in termini di numerosità di piattaforme che devono essere gestite dalle aziende. Qui un contributo arriva dalle soluzioni IBM Cloud Satellite, una soluzione disponibile in public cloud che consente di rilasciare i servizi cloud in modalità sicura in hybrid cloud. Grazie alla creazione di “satelliti” la piattaforma consente di implementare ed eseguire le applicazioni negli ambienti di Cloud pubblico, a livello di Edge e di on-premise appoggiandosi a qualsiasi fornitore Cloud con un controllo completo di tutti i servizi da una unica interfaccia.

Ecosistemi di partner:Hybrid Cloud & AI specifici per le Industry

E la costruzione di ecosistemi basati sulla collaborazione con partner è l’altro asset strategico di IBM. La scommessa strategica sull’Hybrid Cloud & AI, volendo mantenere la fisionomia di una tech company al 100% richiede la capacità di sviluppare partnership in grado di operare in due grandi direzioni: da una parte alimentare piattaforme software con un valore aggiunto in grado di arricchirle, dall’altra utilizzare le piattaforme per creare nuove soluzioni per gli utenti finali, anche in forma di system integration. E, come torna evidenziare La Volpe, tutto questo avviene grazie alla creazione di ecosistemi di partner alimentati da soluzioni, competenze, presidio di mercati e di fenomeni di di innovazione.  Un approccio che IBM ha scelto di declinare in funzione dei vari mercati con alcuni esempi che mostrano approccio e soluzioni per mondi come banking e finance, Telco, manifatturiero, agroalimentare. Una strategia che viene analizzata nell’articolo dedicato al ruolo di Hybrid Cloud & AI per passare dai dati come asset ai dati come valore.