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Oltre la frammentazione del cloud: guida decisionale alla sicurezza multicloud per i C-level



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Come guidare i decisori aziendali nella scelta tra controlli nativi dei cloud provider e suite CNAPP di terze parti, ottimizzando visibilità, costi e conformità normativa nell’era dell’intelligenza artificiale

Pubblicato il 7 ago 2026



multicloud security
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L’adozione diffusa di architetture multi-provider rappresenta ormai lo standard strutturale per le aziende che puntano a flessibilità e innovazione, ma introduce sfide di governance e protezione senza precedenti. In un contesto caratterizzato dalla frammentazione dei controlli, dall’accelerazione dei carichi di lavoro dedicati all’intelligenza artificiale e da vincoli di sovranità digitale sempre più stringenti, la scelta dell’architettura di sicurezza non è più solo una decisione tecnica, ma una leva strategica per la continuità del business.

Questa guida fornisce ai decisori aziendali un quadro di valutazione chiaro per scegliere con consapevolezza tra i controlli integrati dei cloud provider e le suite di protezione di terze parti.

Indice degli argomenti

Cos’è la multicloud security e perché è diventata una priorità aziendale

La multicloud security identifica l’insieme di strategie, architetture e tecnologie necessarie per proteggere dati, applicazioni e infrastrutture distribuite su più ambienti cloud pubblici e privati. L’analisi di Gartner (Gartner, Multicloud Security — Third-Party Versus Cloud-Provider Native Controls) evidenzia che oltre l’80% delle organizzazioni utilizza attualmente più provider Infrastructure as a Service (IaaS) e Platform as a Service (PaaS). Tale scenario rende la sicurezza un fattore critico per la resilienza del business, poiché la frammentazione degli ambienti aumenta la superficie d’attacco ed espone le aziende a vulnerabilità strutturali.

La rapida evoluzione digitale e la necessità di evitare la dipendenza da un unico fornitore spingono i dirigenti ad adottare un approccio multi-provider. Tuttavia, la gestione della multicloud security presenta complessità rilevanti per i decisori aziendali che devono bilanciare esigenze di protezione, efficienza operativa e sostenibilità finanziaria. Garantire una postura di sicurezza omogenea richiede una visione chiara dei rischi operativi e una pianificazione strategica integrata.

Quali sono i rischi legati alla visibilità a silos e alla frammentazione dei controlli

Operare in ambienti cloud multipli analizzando ciascun contesto in modo isolato genera una visibilità a silos, uno dei principali fattori di rischio nelle architetture moderne. Quando le informazioni di sicurezza non vengono consolidate, i segnali di minaccia provenienti da una piattaforma non interagiscono con quelli raccolti dalle altre, creando pericolose lacune nell’osservabilità.

Questa frammentazione impedisce ai team di sicurezza di elaborare una valutazione accurata del rischio complessivo dell’organizzazione. Gestire controlli e strumenti di protezione distinti per ciascun provider aumenta vertiginosamente la probabilità di commettere errori di configurazione, considerati tra le prime cause di violazione dei dati nel cloud. Per la dirigenza aziendale, ciò si traduce nell’impossibilità di garantire il rispetto dei requisiti di conformità normativa e nella mancata percezione dei percorsi di attacco complessi che attraversano più infrastrutture.

Come la diffusione dell’intelligenza artificiale incide sui carichi di lavoro in cloud

L’accelerazione nell’adozione di applicazioni di intelligenza artificiale sta guidando e incrementando il consumo di servizi cloud. Un recente sondaggio citato da Gartner indica che la maggior parte dei responsabili applicativi predilige il cloud per il rilascio delle proprie soluzioni di intelligenza artificiale. Questo fenomeno impone alle aziende una forte pressione per adeguare tempestivamente controlli, processi e strumenti di protezione.

L’integrazione di modelli di IA nei carichi di lavoro cloud introduce sfide di sicurezza inedite, legate sia alla protezione dei dati di addestramento, sia alla gestione delle API e degli algoritmi. Per mantenere la continuità operativa e salvaguardare la proprietà intellettuale, la strategia di multicloud security deve evolversi parallelamente alla roadmap di IA adottata dall’organizzazione, assicurando che gli strumenti scelti possiedano capacità specifiche per monitorare e proteggere questi nuovi carichi di lavoro dinamici.

Cosa sono i CSP e le suite CNAPP nella sicurezza informatica

Per guidare le decisioni tecnologiche a livello direzionale, è fondamentale definire con chiarezza i due attori principali nell’ecosistema della protezione cloud: i CSP e le suite CNAPP. I CSP (Cloud Service Provider), come Amazon Web Services (AWS), Microsoft Azure e Google Cloud Platform (GCP), sono i fornitori di infrastrutture e servizi cloud che offrono anche controlli di sicurezza nativi integrati nelle proprie piattaforme.

Al contrario, le suite CNAPP (Cloud-Native Application Protection Platform) rappresentano piattaforme consolidate di terze parti, progettate appositamente per proteggere applicazioni e infrastrutture IaaS e PaaS lungo tutto il loro ciclo di vita. Comprendere la distinzione tra queste due categorie consente ai C-level di identificare la combinazione ottimale di strumenti per le esigenze dell’azienda.

Definizioni e differenze tra controlli nativi dei CSP e strumenti di terze parti

I controlli nativi dei CSP sono funzioni di protezione sviluppate dai singoli provider cloud per la propria infrastruttura. Il loro ambito d’azione è focalizzato sull’ambiente specifico per cui sono stati progettati; offrono un’elevata integrazione con i servizi della piattaforma proprietaria, ma raramente estendono le medesime capacità su cloud concorrenti.

Gli strumenti CNAPP di terze parti sono sviluppati da fornitori indipendenti specializzati in cybersecurity. Il loro punto di forza risiede nella capacità di operare in modo agnostico, offrendo governance, visibilità e protezione uniformi indipendentemente da dove risiedano le risorse aziendali. Mentre i controlli CSP tendono a focalizzarsi sugli elementi nativi della specifica infrastruttura, le soluzioni CNAPP di terze parti coprono l’intero perimetro multicloud con una visione d’insieme standardizzata.

Quali sono i moduli e le funzionalità fondamentali di una piattaforma CNAPP

Una piattaforma CNAPP integra diverse funzionalità che in passato venivano gestite da prodotti isolati, eliminando la necessità di acquistare e configurare molteplici strumenti specifici. Tra i moduli essenziali figurano la gestione della postura di sicurezza (CSPM), la scansione delle vulnerabilità del codice in fase di sviluppo e la protezione dei carichi di lavoro durante l’esecuzione (runtime protection).

Queste suite consentono di identificare erronee configurazioni, gestire i permessi di accesso, analizzare le dipendenze software e rilevare comportamenti anomali sia sulle macchine virtuali che nei container. L’obiettivo fondamentale di una suite CNAPP è offrire ai responsabili aziendali una piattaforma unica in grado di unificare l’analisi dei rischi dal codice sorgente fino alla produzione, ottimizzando l’efficacia operativa dei team di sicurezza.

Quando i controlli nativi dei cloud provider offrono un vantaggio immediato

Nonostante la spinta verso soluzioni esterne centralizzate, esistono scenari aziendali in cui l’adozione dei controlli nativi offerti direttamente dai CSP risulta la scelta più efficiente ed economica. Quando un’organizzazione concentra la maggior parte dei propri sistemi su un singolo provider o necessita di attivare protezioni immediate senza complessi processi di integrazione, le soluzioni native garantiscono un valore tangibile e immediato.

I dirigenti aziendali devono valutare attentamente questi contesti, poiché l’impiego dei controlli nativi consente di cogliere opportunità di ottimizzazione finanziaria e operativa, in particolare nelle fasi iniziali di migrazione o all’interno di progetti pilota.

Benefici in termini di costi, bundling e integrazione nativa con l’infrastruttura

Uno dei principali vantaggi dei controlli nativi offerti dai CSP risiede nei benefici economici legati al bundling dei servizi e all’integrazione finanziaria. Storicamente, e in taluni casi ancora oggi, alcune funzionalità di sicurezza native vengono incluse nei pacchetti cloud a tariffe fortemente scontate o senza costi aggiuntivi di licenza. La fatturazione unificata tramite l’account del provider semplifica inoltre i processi d’acquisto e approvvigionamento aziendali.

Dal punto di vista tecnico, la perfetta interoperabilità e la facilità di integrazione rappresentano un punto di forza unico: essendo sviluppati dai medesimi architetti dell’infrastruttura, i controlli nativi si collegano istantaneamente ai servizi cloud proprietari senza richiedere agenti complessi o riconfigurazioni della rete.

Familiarità delle console CSP e riduzione degli errori di configurazione

Un fattore organizzativo cruciale da considerare è la familiarità con la piattaforma già maturata dagli specialisti interni. Gli amministratori di sistema e gli sviluppatori hanno spesso una profonda conoscenza delle dashboard e delle impostazioni di configurazione del proprio CSP di riferimento.

Utilizzare strumenti di protezione integrati nelle interfacce che il personale conosce già riduce la curva di apprendimento ed evita l’introduzione di nuovi software complessi da apprendere. Questa continuità operativa può contribuire a diminuire il rischio di errori umani e configurazioni errate, garantendo al contempo tempi di attivazione dei controlli estremamente ridotti rispetto all’implementazione di una nuova piattaforma esterna.

Perché le raccomandazioni Gartner evidenziano i vantaggi delle soluzioni di terze parti

Per le organizzazioni con architetture distribuite, l’analisi condotta nel report evidenzia una chiara indicazione strategica: dare priorità agli strumenti di sicurezza IaaS e PaaS di terze parti. Le piattaforme CNAPP indipendenti offrono la neutralità e la profondità funzionale necessarie per garantire una governance omogenea ed evitare le trappole operative della frammentazione.

I decisori aziendali devono considerare la scelta degli strumenti di sicurezza non solo come un investimento tecnico, ma come un abilitatore dell’agilità del business nel lungo termine, capace di garantire protezione uniforme indipendentemente dall’evoluzione delle scelte infrastrutturali dell’impresa.

Correlazione cross-cloud dei rischi e gestione centralizzata in una sola console

Il principale punto di forza delle suite CNAPP di terze parti risiede nella correlazione cross-cloud dei rischi. Raccogliendo e analizzando segnali provenienti da provider differenti, queste piattaforme sono in grado di ricostruire la mappa reale delle minacce e di identificare percorsi d’attacco complessi che si snodano tra più cloud.

L’esperienza fornita da una console unica (“single-pane-of-glass”) permette ai C-level di disporre di una visione d’insieme chiara e consolidata sullo stato di sicurezza dell’intera infrastruttura aziendale. Ciò elimina la necessità di navigare tra dashboard separate, migliorando drasticamente la precisione nella prioritizzazione dei rischi e riducendo il carico di lavoro amministrativo per i team informatici.

Indipendenza dal fornitore, prevenzione del vendor lock-in e supporto per l’on-premise

L’adozione di piattaforme di terze parti garantisce l’indipendenza dal fornitore, limitando i rischi legati alla concentrazione dei servizi. Affidare sia l’infrastruttura che i controlli di sicurezza a un unico provider cloud aumenta l’impatto di eventuali interruzioni del servizio e concede al fornitore un potere contrattuale eccessivo sulla roadmap tecnologica ed economica dell’azienda (fenomeno del vendor lock-in).

Inoltre, mentre i CSP offrono raramente un supporto adeguato per i sistemi locali, molte piattaforme CNAPP estendono le proprie capacità alla protezione degli ambienti on-premises e ibridi. Questo consente alle aziende di proteggere l’intero patrimonio informativo attraverso una governance centralizzata.

Standardizzazione della baseline di sicurezza e parità di funzioni tra AWS, Azure e GCP

Garantire che le policy aziendali vengano applicate in modo uniforme rappresenta una delle sfide principali nella multicloud security. Le suite CNAPP offrono una parità di funzionalità tra i principali provider di mercato (AWS, Azure e GCP), consentendo di applicare le medesime regole di protezione, conformità e controllo accessi senza doversi adattare alle specifiche implementazioni di ciascun cloud.

Criterio di ValutazioneControlli Nativi CSPSuite CNAPP di Terze Parti
Copertura MulticloudLimitata al singolo providerParità funzionale tra AWS, Azure, GCP
Correlazione RischiIsolata (a silos)Cross-cloud integrata
Console di GestioneDashboard multipleConsole unica (“single-pane-of-glass”)
Supporto On-PremisesRaro o limitatoAmpio per ambienti ibridi
Rischio Vendor Lock-inElevatoBasso (indipendenza dal provider)
Familiarità InizialeElevata per i team interniRichiede formazione iniziale

Questa standardizzazione definisce una baseline di sicurezza solida e coerente. I dirigenti possono così garantire agli auditor esterni e agli stakeholder interni che gli standard di compliance aziendali siano rispettati in modo equivalente su tutti gli ambienti.

Griglia di valutazione tecnica e organizzativa per la scelta degli strumenti

Per selezionare con consapevolezza tra i controlli nativi dei CSP e le suite CNAPP di terze parti, Gartner definisce una griglia di valutazione basata su parametri tecnici e non tecnici. Le decisioni d’acquisto non devono fondarsi unicamente sulle caratteristiche del software, ma devono considerare variabili quali le competenze interne, la sovranità dei dati e l’evoluzione strategica aziendale.

Un processo di valutazione ben strutturato previene spese impreviste e garantisce che la soluzione scelta supporti la crescita e la trasformazione digitale dell’organizzazione senza generare inefficienze operative.

Analisi dell’impatto operativo dello skill shortage e dei costi di formazione

La carenza mondiale di competenze specializzate nella sicurezza cloud (skill shortage) rappresenta un vincolo primario per le aziende. Gestire strumenti di protezione nativi su più cloud richiede la conoscenza approfondita delle peculiarità di ciascuna piattaforma, un obiettivo difficile da sostenere in termini finanziari e di risorse umane.

L’adozione di una piattaforma di terze parti unificata razionalizza le esigenze formative, consentendo al personale di concentrarsi sul funzionamento di una sola consolle. Nell’analisi dei costi complessivi, i C-level devono considerare non solo il prezzo delle licenze, ma anche i costi operativi indiretti, quali l’aggiornamento professionale delle risorse e l’eventuale ricorso a servizi gestiti (MSSP) per colmare i divari di competenze.

Valutazione della sovranità dei dati, dei vincoli geopolitici e della stabilità del fornitore

L’innalzamento delle tensioni geopolitiche ha reso la sovranità dei dati un criterio di valutazione fondamentale. Le aziende devono verificare esattamente dove i propri dati vengano consultati, archiviati ed elaborati, assicurandosi che le leggi locali del Paese in cui risiede il fornitore non impongano la consegna di informazioni riservate alle autorità. Questo vincolo riguarda sia i grandi CSP che i vendor di terze parti.

Un ulteriore elemento strategico concerne la stabilità finanziaria del fornitore e il rischio di fusioni o acquisizioni (M&A). Il mercato della sicurezza cloud è in continua evoluzione; l’acquisizione o il ritiro dal mercato di un fornitore – come ad esempio i piani annunciati da Microsoft relativi al ritiro di Defender for Cloud e Sentinel nella regione China entro agosto 2026 – può interrompere la continuità operativa ed erodere gli investimenti effettuati.

Verifica dei requisiti di sicurezza specifici per le applicazioni di intelligenza artificiale

La griglia di valutazione deve verificare se la roadmap del fornitore includa funzionalità specifiche per proteggere l’adozione dell’IA. È necessario accertare che gli strumenti siano in grado di proteggere sia i dati utilizzati dai modelli, sia le infrastrutture che erogano i servizi di intelligenza artificiale.

Inoltre, i decisori dovrebbero valutare l’integrazione di tecnologie avanzate di IA all’interno delle stesse piattaforme di sicurezza. L’impiego di soluzioni basate su IA agenziale o modelli generativi offre un rilevamento avanzato delle anomalie e fornisce ai team informatici raccomandazioni guidate passo-passo per la risoluzione dei problemi, accelerando i processi di remediation e supportando la crescita professionale del personale.

Come misurare le prestazioni e l’efficacia della protezione multicloud

Definire la strategia di multicloud security richiede l’individuazione di metriche chiare per monitorare nel tempo il ritorno sull’investimento e l’efficacia delle soluzioni adottate. I C-level devono disporre di indicatori oggettivi capaci di dimostrare il miglioramento della postura di sicurezza e l’ottimizzazione delle risorse finanziarie.

L’implementazione di questi indicatori di successo consente alla dirigenza di valutare periodicamente l’operato dei team di sicurezza e la rispondenza degli strumenti scelti agli obiettivi aziendali generali.

Metriche chiave per valutare copertura della visibilità, TCO e tempi di rimediazione

Il report individua quattro metriche fondamentali per valutare le prestazioni delle piattaforme di protezione cloud:

Tempo di rimediazione (Time to remediate): Misura l’impatto della piattaforma sulla velocità con cui il team risolve le vulnerabilità rilevate. Questa metrica beneficia significativamente del consolidamento degli strumenti in una sola console e del supporto fornito dalle guide basate sull’intelligenza artificiale.

Copertura della visibilità: Misura la capacità dello strumento di individuare, censire e monitorare automaticamente tutti gli asset presenti negli ambienti cloud. Viene espressa come percentuale delle risorse scoperte rispetto al totale reale delle infrastrutture attive.

Costo totale di proprietà (TCO): Valuta l’impegno finanziario complessivo per l’intero ciclo di vita dello strumento. Include le licenze, i costi di integrazione, la migrazione, la manutenzione e l’operatività quotidiana, confrontati con le spese sostenute in precedenza.

Accuratezza della prioritizzazione del rischio: Analizza la capacità della piattaforma di contestualizzare ed evidenziare i rischi reali attraverso i diversi cloud, riducendo i falsi allarmi e consentendo di intervenire prioritariamente sulle minacce critiche.

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