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Altea crea il nuovo polo per infrastrutture sicure



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Altea Federation riunisce I-am, Agisco e Famas System nel Polo Nazionale di Sistemi di Monitoraggio su Strutture Critiche. Il progetto punta a integrare sensoristica, digital twin, analisi predittiva e sistemi per la mobilità, offrendo a enti pubblici, concessionari e utility strumenti per gestire ponti, reti energetiche e trasporti

Pubblicato il 29 lug 2026



Altea Federation
Cristiano Penta, Domenico Andreis, Stefano Mellina
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Altea Federation riunisce le competenze di I-am, Agisco e Famas System nel nuovo Polo Nazionale di Sistemi di Monitoraggio su Strutture Critiche. L’iniziativa, presentata come un progetto con copertura nazionale, punta a offrire a enti pubblici, concessionari, utility, operatori energetici e grandi imprese una piattaforma integrata di servizi per il controllo delle infrastrutture.

Il polo lavorerà su ponti, viadotti, reti energetiche, sistemi di trasporto e altre opere considerate strategiche. L’obiettivo dichiarato è migliorare la capacità di rilevare anomalie, programmare gli interventi di manutenzione e utilizzare i dati raccolti sul campo per sostenere le decisioni tecniche e gestionali.

Altea Federation intende costruire un’offerta che comprenda progettazione hardware e software, sensoristica, Internet of Things, analisi dei dati, digital twin e monitoraggio predittivo. La nuova organizzazione nasce dall’integrazione delle attività di I-am con le competenze di Agisco e Famas System, società che operano rispettivamente nell’ingegneria civile, nelle tecnologie di controllo e nei sistemi intelligenti per i trasporti.

Un hub per il controllo delle opere strategiche

Il Polo Nazionale di Sistemi di Monitoraggio su Strutture Critiche viene presentato da Altea Federation come un hub tecnologico capace di seguire l’intero ciclo di un progetto: dalla definizione delle esigenze alla progettazione dei dispositivi, fino alla raccolta e all’elaborazione dei dati.

I-am porta nel progetto l’esperienza maturata nell’Intelligent Asset Management, un insieme di tecnologie e processi utilizzati per conoscere lo stato degli asset, prevederne il deterioramento e programmare gli interventi. La società ha sviluppato applicazioni nei campi del digital twin, del deep learning, dell’Internet of Things e dell’ingegneria digitale.

Agisco, integrata nella nuova Business Unit IoT di I-am, aggiunge competenze nell’ingegneria civile e nei sistemi avanzati di monitoraggio. La società lavora sulla sensoristica e sull’acquisizione in tempo reale di informazioni relative al comportamento delle strutture.

Famas System opera invece da oltre trent’anni nei sistemi di monitoraggio e negli Intelligent Transport Systems, indicati con la sigla Its. Le sue soluzioni riguardano la mobilità intelligente, il controllo del traffico, la sicurezza stradale e la digitalizzazione delle infrastrutture di trasporto.

La combinazione di queste attività dovrebbe consentire al gruppo di progettare soluzioni su misura, collegando i sensori installati sulle opere a piattaforme digitali che raccolgono, confrontano e interpretano i dati. Il modello può essere applicato anche al controllo ambientale, alla gestione delle reti e ai servizi pubblici regolati.

La strategia industriale di Altea Federation

L’operazione risponde alla scelta di concentrare in una sola struttura competenze che in precedenza erano distribuite tra diverse società del gruppo. Altea Federation punta così a presentarsi come interlocutore unico nei progetti che richiedono capacità ingegneristiche, tecnologie digitali e conoscenza dei processi di manutenzione.

Altea Federation M3G consulting
Andrea Ruscica, president & strategy lead di Altea Federation

“La nascita del Polo Nazionale di Sistemi di Monitoraggio su Strutture Critiche rappresenta molto più di un’evoluzione organizzativa: è una scelta industriale che guarda al futuro”, dichiara Andrea Ruscica, chairman & CEO di Altea Federation. “Abbiamo deciso di mettere a fattor comune competenze, tecnologie ed esperienze che negli anni hanno dimostrato il proprio valore sul mercato, creando una realtà capace di rispondere alle sfide sempre più complesse che riguardano la sicurezza, la sostenibilità e la resilienza delle infrastrutture strategiche. Crediamo che questo progetto possa contribuire all’innovazione delle opere ingegneristiche e rafforzare il ruolo di Altea Federation come prime mover per la trasformazione digitale e tecnologica del sistema Paese”.

Il gruppo collega la nascita del polo alla crescente necessità di controllare opere civili, reti energetiche e infrastrutture di trasporto durante l’intero periodo di utilizzo. Il monitoraggio continuo permette di osservare deformazioni, vibrazioni, spostamenti, variazioni di temperatura e altri parametri che possono segnalare un cambiamento nelle condizioni di una struttura.

I dati, da soli, non sostituiscono le ispezioni né le valutazioni degli ingegneri. Possono però ampliare la base informativa disponibile, rilevare variazioni difficili da osservare con controlli occasionali e aiutare a stabilire quali opere richiedano verifiche più approfondite.

Ponti e viadotti, il peso dell’età delle opere

La manutenzione delle infrastrutture italiane deve fare i conti con l’età di una parte consistente del patrimonio esistente. Molti ponti, viadotti e tratti della rete stradale sono stati realizzati durante la forte espansione infrastrutturale avvenuta nella seconda metà del Novecento.

Il passare del tempo, l’aumento del traffico, gli eventi meteorologici e l’esposizione a fenomeni corrosivi possono incidere sulle prestazioni dei materiali. La vulnerabilità effettiva di ogni opera dipende tuttavia dalle caratteristiche costruttive, dalle condizioni ambientali, dalla manutenzione eseguita e dai carichi sostenuti.

Domenico Andreis, amministratore delegato di I-am, richiama i dati attribuiti al rapporto Ance sulle infrastrutture e collega il nuovo progetto alle risorse destinate alla modernizzazione delle reti.

“Negli ultimi anni, sono numerose le infrastrutture italiane che hanno presentato problemi strutturali” – aggiunge Domenico Andreis, Ad di I-am, che cita a riguardo di dati del Rapporto ANCE sulle infrastrutture – “Il 60% dei ponti ha superato i 50 anni di vita e si stima che almeno il 20% di queste opere viarie mostri fenomeni di corrosione o degrado strutturale. In Italia, stiamo cercando di colmare il gap con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e gli oltre 30 miliardi di euro stanziati per la modernizzazione delle infrastrutture. In questo scenario, il nuovo Polo che abbiamo creato si propone come riferimento tecnologico per enti pubblici e privati, offrendo soluzioni di monitoraggio predittivo per prevenire crolli, ottimizzare la manutenzione e ridurre i costi operativi. Un’azione che va ben oltre il progresso digitale, contribuendo alla salvaguardia della vita umana.”

Il monitoraggio predittivo punta a individuare l’evoluzione di un’anomalia prima che questa raggiunga livelli incompatibili con le condizioni di esercizio. Il risultato dipende dalla qualità dei sensori, dalla loro corretta installazione, dalla continuità della trasmissione e dall’affidabilità dei modelli utilizzati per interpretare i segnali.

Per gli enti gestori, il vantaggio atteso consiste nella possibilità di passare da una manutenzione basata prevalentemente su scadenze prestabilite a una programmazione collegata alle condizioni effettive dell’opera. Questo approccio può aiutare a definire le priorità, soprattutto quando le risorse disponibili non consentono di intervenire contemporaneamente su tutte le infrastrutture.

Dal sensore al digital twin

Uno degli elementi centrali dell’offerta sarà l’integrazione tra dispositivi fisici e piattaforme digitali. I sensori installati su ponti, gallerie, strade o impianti possono misurare parametri differenti e trasmetterli a sistemi di controllo centralizzati.

Le informazioni raccolte vengono ordinate e confrontate con serie storiche, soglie tecniche e modelli di comportamento. Gli algoritmi possono segnalare variazioni anomale, mentre i tecnici mantengono la responsabilità di interpretare i risultati e decidere quali verifiche eseguire.

Il digital twin aggiunge una rappresentazione digitale dell’infrastruttura. Il modello può integrare caratteristiche geometriche, materiali, dati di progetto, interventi di manutenzione e misurazioni provenienti dal campo. L’utilità dipende dall’aggiornamento delle informazioni e dalla corrispondenza tra il modello e l’opera reale.

I-am ha già applicato questi strumenti nei settori delle infrastrutture, dell’energia, dell’ambiente e dei servizi pubblici. Tra le collaborazioni citate dalla società figura quella con Cap Holding, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano.

La nuova Business Unit IoT, costituita dopo l’integrazione di Agisco, dovrebbe rafforzare la capacità di progettare reti di sensori e sistemi di raccolta dei dati in tempo reale. Famas System completa l’offerta con le tecnologie sviluppate per la mobilità e il controllo del traffico.

Il rilancio di Famas System

Il progetto assegna un ruolo specifico a Famas System, entrata nel perimetro di Altea Federation con il proprio patrimonio di tecnologie e competenze professionali. Il gruppo intende rilanciare la società attraverso una maggiore integrazione con I-am e con le altre aziende della federazione.

Famas System ha costruito la propria attività nei sistemi per la mobilità sostenibile e intelligente. Le piattaforme Its possono raccogliere dati sui flussi di traffico, gestire dispositivi stradali e supportare gli operatori nel controllo delle reti.

L’integrazione con i sistemi di monitoraggio strutturale può ampliare il perimetro dei servizi. Un gestore potrebbe, per esempio, collegare i dati relativi al traffico con quelli provenienti da sensori installati su un ponte, valutando in modo più preciso l’effetto dei carichi e l’andamento di eventuali anomalie.

Questa impostazione richiede interoperabilità tra dispositivi, piattaforme e banche dati. Richiede anche procedure condivise per la sicurezza informatica, poiché i sistemi connessi che controllano infrastrutture strategiche possono diventare bersagli di intrusioni o manipolazioni.

La nuova governance del polo

Altea Federation ha accompagnato il progetto industriale con una revisione della governance. Domenico Andreis assumerà il ruolo di managing director di Famas System, mantenendo anche la guida di I-am.

La scelta concentra in una sola figura la responsabilità della direzione industriale e strategica delle due società. Andreis dovrà coordinare lo sviluppo dell’offerta, l’integrazione delle competenze e la gestione delle opportunità commerciali legate al nuovo polo.

Stefano Mellina ricoprirà il ruolo di chief business officer di Famas System. Avrà la responsabilità delle attività di key account management rivolte ai clienti strategici. Tra i soggetti indicati dal gruppo figurano Anas, i principali gestori della rete autostradale italiana e alcune realtà territoriali.

Cristiano Penta, deputy cfo di Altea Federation, assumerà il controllo finanziario di Famas System ed entrerà nel consiglio di amministrazione. La sua nomina collega la gestione economica della società agli obiettivi industriali definiti dalla federazione.

La struttura di governo dovrà trasformare l’integrazione societaria in procedure operative comuni. La condivisione delle tecnologie non elimina infatti le differenze tra attività ingegneristiche, sviluppo software, produzione di dispositivi e gestione dei clienti pubblici.

I destinatari dell’offerta

Il polo si rivolge a soggetti che amministrano patrimoni estesi e diversificati. Le pubbliche amministrazioni gestiscono strade, ponti, scuole, edifici e reti locali. I concessionari devono controllare infrastrutture sottoposte a traffico intenso. Le utility operano su acquedotti, impianti ambientali e reti energetiche distribuite sul territorio.

In questi ambiti, la disponibilità di dati continui può migliorare la conoscenza degli asset e documentare l’evoluzione delle loro condizioni. Può inoltre agevolare la condivisione delle informazioni tra gestori, tecnici, manutentori e autorità di controllo.

Il passaggio dai progetti pilota all’applicazione su vasta scala dipenderà dalla capacità di integrare sistemi diversi, garantire la qualità delle misurazioni e sostenere i costi di installazione e gestione. Sarà necessario anche definire responsabilità e procedure per l’uso degli avvisi generati dalle piattaforme.

La nascita del Polo Nazionale di Sistemi di Monitoraggio su Strutture Critiche amplia l’offerta di Altea Federation in un settore legato agli investimenti pubblici e alla manutenzione delle reti. Il valore del progetto sarà misurato dalla sua capacità di trasformare sensori e modelli digitali in informazioni utilizzabili, interventi tempestivi e programmi di manutenzione coerenti con le condizioni reali delle opere.

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