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MADE, Miriam Merenda nuova direttrice generale



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La nuova direttrice generale del Competence Center Industria 4.0 subentra ad Augusto De Castro, che accompagnerà la transizione fino al 30 giugno dopo sette anni alla guida del Centro. Il passaggio apre una fase centrata su intelligenza artificiale, robotica avanzata e crescita europea

Pubblicato il 16 giu 2026



Miriam Merenda MADE
Miriam Merenda, direttrice generale di MADE
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Miriam Merenda è la nuova direttrice generale di MADE Competence Center Industria 4.0. Il passaggio, avvenuto il 16 giugno 2026, segna un cambio al vertice operativo del Centro in una fase in cui il manifatturiero italiano accelera su intelligenza artificiale, robotica avanzata e digitalizzazione. Fino al 30 giugno, Augusto De Castro, alla guida di MADE dalla fondazione nel 2019, affiancherà la nuova direttrice per completare la transizione.

Un profilo manageriale costruito tra industria e tecnologia

Merenda arriva alla guida di MADE dopo oltre quindici anni nel settore della consulenza tecnologica e dell’ingegneria industriale, con un percorso sviluppato nel gruppo Alten. Laureata in ingegneria gestionale al Politecnico di Milano, con un’esperienza di studio alla Chalmers University of Technology di Göteborg, ha ricoperto incarichi manageriali in Alten Italia con un focus sul business management.

Prima dell’ingresso in MADE ha diretto la divisione Blue data, iniziativa del gruppo Alten dedicata a soluzioni data-driven per engineering, manufacturing e supply chain. In precedenza ha maturato responsabilità nei comparti industry, energy, transport e telco, coordinando oltre mille consulenti e circa cinquanta manager, con deleghe su strategia, organizzazione e sviluppo commerciale.

La continuità con il lavoro avviato negli ultimi anni

La nomina si inserisce in un percorso di continuità. MADE punta a rafforzare l’evoluzione avviata nell’ultimo esercizio, con una maggiore attenzione a intelligenza artificiale, physical ai, robotica avanzata e internazionalizzazione. Il periodo di affiancamento con De Castro fino al 30 giugno va in questa direzione: garantire il passaggio di consegne senza interruzioni nelle attività operative e nei rapporti istituzionali.

Nel messaggio diffuso dal Centro, Merenda ha indicato come priorità la valorizzazione dell’eredità costruita da MADE e il consolidamento del suo ruolo nell’adozione dell’intelligenza artificiale nel manifatturiero italiano. Il punto politico-industriale è qui: la crescita del Centro non passa soltanto dai progetti, ma dalla capacità di accompagnare le imprese in una fase in cui la trasformazione digitale richiede investimenti, competenze e infrastrutture di test.

Il sostegno del presidente Marco Taisch

Il presidente di MADE, Marco Taisch, ha legato la nomina alle sfide della prossima fase di sviluppo. Nel suo intervento ha definito il profilo di Merenda adatto alle esigenze del Centro e ha ringraziato De Castro per il lavoro svolto dalla nascita dell’organizzazione.

Le parole del presidente fissano due elementi. Il primo è la scelta di una figura con esperienza manageriale e tecnologica, in grado di tenere insieme sviluppo del business e gestione di strutture complesse. Il secondo è il riconoscimento del lavoro compiuto dal management uscente nella costruzione di un modello oggi riconosciuto come uno dei riferimenti nazionali per l’innovazione manifatturiera.

I sette anni di Augusto De Castro

De Castro conclude il suo incarico dopo sette anni alla guida operativa di MADE, avviato con l’istituzione del Centro nel 2019. Il suo profilo professionale si è sviluppato tra innovazione industriale, trasformazione digitale e sviluppo d’impresa, con incarichi di vertice in IBM e nel gruppo Fnm.

Durante il suo mandato MADE ha ampliato la rete dei partner, passata dai 41 soggetti fondatori del 2019 a oltre 60 realtà attuali, con altre 26 richieste di adesione in pipeline. Nel 2025 il Centro ha realizzato circa 200 progetti di innovazione, formato oltre 2.000 partecipanti provenienti da centinaia di aziende e sviluppato 71 contratti commerciali per un valore complessivo di 12,6 milioni di euro.

Il peso crescente di MADE nei progetti europei

La crescita del Centro si legge anche sul piano europeo. MADE ha consolidato la sua presenza in iniziative come AI Matters, il test and experimentation facility manifatturiero finanziato dal Digital Europe Programme con una dotazione complessiva di 60 milioni di euro. A questo si aggiunge l’approvazione da parte della Commissione europea di Mia 2, il nuovo edih che assegna a MADE il ruolo di AI experience center per il manifatturiero del Nord Italia.

Questi progetti contano perché spostano MADE da semplice nodo nazionale a piattaforma di sperimentazione connessa alle politiche europee su innovazione industriale, test di tecnologie emergenti e diffusione dell’intelligenza artificiale nelle filiere produttive.

La Fabbrica Digitale e gli investimenti in physical ai

Sul versante infrastrutturale, MADE ha ampliato la propria Fabbrica Digitale, che supera i 2.500 metri quadrati, con un cluster hpc di ultima generazione e un parco robotico che comprende tre robot umanoidi e due quadrupedi. Il Centro segnala così una specializzazione sempre più marcata nei campi della physical ai e della robotica avanzata.

Per le imprese questo significa poter accedere a un ambiente di sperimentazione reale, non soltanto dimostrativo, in cui testare casi d’uso, processi e integrazione tra software, dati e automazione. È su questo terreno che la nuova direzione generale sarà misurata nei prossimi mesi: trasformare la dotazione tecnologica e la rete di partnership in servizi, progetti e trasferimento di competenze verso il sistema produttivo.

Una nuova fase per il manifatturiero italiano

L’arrivo di Miriam Merenda apre quindi una fase di consolidamento e rilancio. MADE eredita una struttura cresciuta nei numeri, nei progetti e nella capacità di attrarre partner, ma si trova ora davanti a un passaggio più esigente: portare l’intelligenza artificiale e la robotica oltre la sperimentazione, dentro processi industriali misurabili e scalabili.

Il cambio alla direzione generale ha questo significato. Non riguarda solo la successione tra due manager, ma il modo in cui uno dei principali competence center italiani proverà a tenere insieme innovazione, formazione e applicazione concreta nelle fabbriche.

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