Figlia d’arte dotata di una visione e di una autonomia gestionale che parlano da sole: Veronica Leonardi è energica e appassionata, ambiziosa e comunicativa, con un forte senso di squadra e del rispetto reciproco. Executive board member, co‑founder, Cmo ed Emea commercial director di Cyberoo – società italiana specializzata in cybersecurity e quotata su Euronext Growth Milan – Leonardi è un’imprenditrice che non teme le sfide.
Anzi, le pressioni esterne e le aspettative (anche quelle legate al cognome che porta, essendo figlia di Fabio Leonardi, imprenditore di lungo corso) le danno ulteriore motivazione.
Crede profondamente nel valore del feedback come leva di crescita e nel benessere delle persone come fondamento di ogni organizzazione sana.
Il suo obiettivo è lasciare un’eredità culturale solida, costruendo un modello che non solo funzioni nel presente, ma che sappia durare nel tempo e continuare a generare valore anche per le generazioni future.
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Veronica Leonardi, la ricerca di indipendenza e identità
Veronica intraprende il suo percorso imprenditoriale nel 2018, come manager di ritorno. Dopo la laurea al Politecnico di Milano sceglie infatti di costruirsi una carriera distante dalle aziende di famiglia. Ma dopo alcuni anni trascorsi in gruppi multinazionali, la proposta del padre di entrare in un progetto allora embrionale, dedicato alla cybersecurity, accende in lei la volontà di mettere il proprio talento al servizio di una sfida nuova.
La decisione di dedicarsi anima e corpo alla nuova società matura su basi precise: ruolo, responsabilità, obiettivi. Tutto il resto, compreso il cognome, resta sullo sfondo.
“Sentivo il bisogno di esprimermi in un modo diverso rispetto al lavoro da dipendente – esordisce Veronica Leonardi – e quando mi è stato presentato un progetto nuovo, tutto da costruire, ho deciso di provarci per contribuire a definire brand, posizionamento, go‑to‑market e modello di business”.
L’ingresso in Cyberoo
L’ingresso in Cyberoo, per Veronica non ancora trentenne, segna un passaggio identitario: il momento in cui l’energia si traduce in metodo e la visione personale si confronta con la responsabilità di guidare un progetto che evolve giorno dopo giorno.
È qui che matura la consapevolezza di dover equilibrare entusiasmo e capacità di ascolto. Veronica acquisisce rapidamente una professionalità riconosciuta all’interno del board e partecipa alle decisioni strategiche: definisce marketing e comunicazione, orienta le scelte di espansione internazionale e gestisce il rapporto con investitori e stakeholder.
“Per un anno e mezzo ho lavorato quindici ore al giorno. Ho impostato ogni decisione secondo un criterio operativo, dalla costruzione del marchio alla traduzione del prodotto in valore d’uso, e indirizzato il mio entusiasmo alla crescita delle persone e dei risultati”.
Dalla quotazione alla leadership matura
Nel 2019, la decisione di Cyberoo di quotarsi diventa per Veronica l’occasione per dimostrare al mercato la solidità del lavoro svolto. L’obiettivo di raccolta era chiaro, ma il risultato supera ogni aspettativa.
“Volevamo raggiungere tra i 7 e gli 8 milioni di euro. Alla chiusura del book avevamo richieste per 40 e questo perché abbiamo saputo costruire e comunicare un brand credibile, una storia solida. Per me è stato il momento esatto in cui ho capito di non essere più ‘una giovane promessa’, ma parte del motore dell’azienda”.
È la fase in cui comincia a delinearsi la sua leadership: dinamica, determinata, pragmatica, orientata al risultato e capace di collegare ogni scelta al percorso aziendale complessivo. Una leadership che sa leggere il mercato attraverso una lente culturale e relazionale: meno urgenza, più capacità di orchestrare.
L’internazionalizzazione
Dopo la quotazione, Cyberoo avvia un proprio percorso di internazionalizzazione, guidato da criteri chiari e misurabili: sostenibilità tecnica, potenzialità dei mercati, affinità culturali. Ucraina, Albania, Polonia e Spagna sono tra i Paesi in cui Cyberoo è presente.
“La dimensione internazionale è parte integrante della nostra strategia di crescita e della necessità di prepararci al futuro. Non abbiamo mai voluto seguire percorsi accelerati o legarci a fondi che non condividono la nostra visione imprenditoriale. Preferiamo crescere in modo organico, restare padroni del nostro percorso e investire dove possiamo costruire valore reale”.
Quando la visione diventa cultura di prodotto
La crescita di Cyberoo si consolida nel momento in cui la visione strategica si traduce in scelte di prodotto e di mercato capaci di anticipare i bisogni delle aziende. La direzione è chiara: presidiare gli spazi ancora poco esplorati, ascoltare i clienti con metodo e costruire un linguaggio accessibile che avvicini le imprese al tema della sicurezza.
Accanto alla lettura dei trend, c’è un’impostazione concreta nel modo di affiancare i clienti. Veronica Leonardi la definisce una qualità “romagnola”, fatta di attenzione, prossimità e continuità.
“Ascoltare davvero i clienti, come pratica quotidiana, permette di anticipare il mercato, capire cosa manca e costruire di conseguenza. Per noi è un principio costante che ci ha permesso, ad esempio, di intercettare molto presto l’esigenza di offrire quei servizi di sicurezza che oggi chiamiamo Mdr (Managed detection and response, ndr)”.
Rendere la cybersecurity più comprensibile
Su questo asse si innesta un tema che Veronica sente fortemente: rendere la cybersecurity meno elitaria, più comprensibile e fruibile: “Deve essere pop – asserisce – perché si può avere il prodotto migliore, ma se non lo si sa spiegare e far vivere, resta distante dalla quotidianità delle persone e non riesce a esprimere il suo potenziale”.
Questa visione prende forma anche nelle scelte di comunicazione e nelle iniziative più recenti, tra cui il lancio di Kitrix: una piattaforma di security awareness che combina neuroscienze, progettazione didattica, intelligenza artificiale e un impianto narrativo visivo pensato per coinvolgere davvero le persone.
“È un prodotto, non un servizio – precisa Veronica Leonardi – quindi meno capital intensive e adatto anche ai mercati esteri. L’abbiamo sviluppato partendo da come le persone apprendono, alternando contenuti cinematografici e lezioni infografiche, con l’obiettivo di rendere i concetti di sicurezza immediati e naturali”.
Dopo anni di espansione e risultati costruiti “mattone su mattone”, la solidità del modello MDR e il potenziale di Kitrix permettono a Cyberoo di guardare al futuro con un equilibrio tra ottimismo e realismo. Raggiunta una certa scala, diventa infatti necessario scegliere come compiere il salto successivo senza snaturare l’identità dell’azienda.
Proteggere la governance
“Siamo cresciuti molto e ci stiamo preparando per lo scatto successivo, ma sempre mantenendo autonomia e qualità – racconta -. Abbiamo ricevuto molte proposte, ma oggi non siamo in vendita. Eventuali aperture future saranno solo in linea con una crescita solida e di lungo periodo, mantenendo una chiara maggioranza”.
L’idea di Veronica è netta: proteggere la governance, evitare modelli che impongano una crescita forzata e custodire una cultura aziendale costruita con attenzione e rigore. Perché, al di là delle singole scelte, c’è un obiettivo più ampio che lei condivide con il board: dare vita a un modello di impresa tecnologica italiana capace di durare nel tempo, affermando una sovranità digitale che oggi ha un peso strategico nel contesto geopolitico.
Ed è a questo punto che Veronica si concede un desiderio espresso senza esitazioni:
“Siamo totalmente italiani e sviluppiamo internamente le nostre soluzioni. Mi piacerebbe che un giorno Cyberoo venisse riconosciuta come un asset strategico per il Paese”.
La centralità delle persone come scelta strategica
Accanto alle decisioni di business e al percorso di espansione internazionale, c’è un elemento che Veronica considera decisivo: la qualità delle persone e il modo in cui si lavora insieme. È una convinzione maturata nel tempo e che oggi rappresenta uno dei pilastri della sua identità imprenditoriale.
“Guidare un’azienda significa avere una direzione che non può basarsi solo sui risultati economici o sul semplice esercizio del potere decisionale – spiega -. Chi lavora ha bisogno di innamorarsi di un sogno, di condividere un orizzonte comune. Per noi il valore centrale è creare qualcosa che stia in piedi nel tempo e che abbia un senso profondo. E questo parte sempre dalle persone”.
È un tema che Veronica affronta con pragmatismo: far crescere e proteggere il capitale umano significa selezionare non solo competenze, ma anche compatibilità culturale e qualità delle relazioni. Significa offrire al team percorsi di formazione, momenti strutturati di team building e strumenti di approfondimento psicoattitudinale.
“Mettere l’energia nei contesti giusti”
In questo quadro, l’azienda preferisce rinunciare a una competenza tecnica eccellente piuttosto che compromettere il benessere della squadra. È un principio che Veronica rivendica con decisione. “Siamo severissimi sugli atteggiamenti negativi: molto più che su un’offerta incompleta o un codice non perfetto”.
Questa attenzione diventa ancora più centrale in una realtà come Cyberoo, dove l’età media è bassa e l’energia propulsiva va sospinta e orientata. Veronica parla spesso di “mettere l’energia nei contesti giusti”, un approccio che deriva direttamente dalla sua esperienza sportiva nella pallanuoto. “Mi ha insegnato cosa significano fatica, squadra e rispetto delle regole. Puoi essere il migliore, ma se non giochi per il gruppo, la palla non arriva in porta. Lo stesso vale in azienda”.
Nel tempo, questa impostazione ha contribuito a costruire un’organizzazione coesa, capace di affrontare anche le fasi più delicate. La cultura del feedback costante, introdotta da Veronica con convinzione, ha rafforzato ulteriormente questa dinamica. “Non bisogna lasciare che la polvere si accumuli sotto il tappeto. Se c’è qualcosa da sistemare, meglio affrontarla subito, con rispetto e chiarezza”.
Energia, equilibrio e squadra
La capacità di attraversare le fasi più intense senza perdere lucidità nasce anche da un insieme di abitudini personali che le permettono di ricaricarsi, restare centrata e riportare energia alla squadra. Oltre allo sport, per Veronica sono fondamentali gli hobby e la forza rigenerante del suo luogo del cuore: la Romagna.
“Ci vado con mio marito ogni volta che posso: è uno spazio che mi rimette a fuoco. Lavoro molto e lì so di poter ritrovare serenità e prospettiva”.
Nella sua visione di leadership, questo equilibrio si traduce in principi semplici e fermi: impegno, attenzione alle persone, coerenza, fiducia e chiarezza sugli obiettivi.
Un altro tratto distintivo del suo modo di guidare è la capacità di riconoscere il momento giusto per assumere un nuovo ruolo. Veronica non ha scelto la scalata immediata ma una strada più ponderata e aderente a ciò che significa davvero guidare un’azienda.
“Quando sono arrivata in Cyberoo, avrei voluto diventarne l’amministratore delegato il giorno stesso – sorride -, ma con l’esperienza ho compreso che il ruolo di AD non è solo ricoprire una posizione apicale ma è un impegno imponente, mentale prima ancora che operativo. Devi saper stare al centro dell’uragano: tutto gira vorticosamente, ma tu non ti devi muovere e restare in equilibrio. A 36 anni mi accorgo di desiderare ancora qualche spazio di leggerezza. Preferisco, dunque, continuare a crescere in azienda, prendere decisioni importanti senza il carico totale del ruolo. Il passaggio di testimone arriverà a tempo debito”.
Questa visione, che unisce ambizione e misura, è un tratto distintivo della sua leadership: la capacità di tenere insieme velocità e pazienza, slancio e lucidità. È la stessa logica che applica alle persone, ai progetti, alle scelte strategiche: ogni passo deve avere un tempo, e forzarlo significa indebolire ciò che si sta costruendo.








