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Data center sostenibili: la sfida di Microsoft tra AI e innovazione green



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Matteo Mille (Microsoft) delinea un’analisi approfondita sulla trasformazione dei data center sostenibili, esplorando l’integrazione dell’intelligenza artificiale, le nuove tecnologie di raffreddamento adiabatico e l’uso di materiali costruttivi biogenici all’avanguardia

Pubblicato il 12 feb 2026



Data Center sostenibili techcompany360

L’evoluzione tecnologica globale si trova oggi davanti a un bivio fondamentale: sostenere la crescente richiesta di potenza computazionale imposta dall’intelligenza artificiale senza compromettere gli equilibri ecologici del pianeta. In una recente intervista rilasciata ai microfoni di Impact 4 Innovation, Matteo Mille, chief sales enablement and operations officer di Microsoft Italia, ha delineato la strategia della multinazionale per trasformare questa sfida in un’opportunità di crescita rigenerativa.

Il dialogo con i conduttori Francesco e Serena ha permesso di approfondire come lo sviluppo dei Data Center sostenibili non sia solo una necessità operativa, ma il pilastro di un impegno che punta a riscrivere il rapporto tra innovazione digitale e ambiente.

L’ambizione di Microsoft: oltre la Carbon Neutrality verso il 2030

Il percorso di Microsoft verso la sostenibilità non è un’iniziativa recente, ma affonda le sue radici in una visione di lungo periodo che ha visto le prime dichiarazioni sulla riduzione delle emissioni già nel 2009. Secondo quanto spiegato da Mille, l’azienda ha superato il concetto tradizionale di neutralità carbonica per abbracciare obiettivi decisamente più sfidanti. Entro il 2030, infatti, il colosso tecnologico punta a diventare Carbon Negative, Zero Waste e Water Positive.

La missione aziendale, che include esplicitamente la tutela del pianeta, guida questi sforzi attraverso impegni pubblici e vincolanti che vengono tracciati annualmente. Mille sottolinea come questa strategia sia parte integrante dell’identità societaria: «Sono proprio dei commitment che fanno parte del DNA aziendale; li abbiamo pubblicati nel 2021 e devo dire che le evoluzioni, il trend, stanno effettivamente confermando quelli che sono gli obiettivi entro il 2030 che ci siamo dati».

Un traguardo ancora più radicale è fissato per il 2050, anno in cui Microsoft intende rimuovere dall’atmosfera tutte le emissioni di CO2 generate sin dalla sua fondazione nel 1975.

L’efficienza idrica e il concetto di Water Positive

Uno degli aspetti più complessi nella gestione dei data center sostenibili riguarda l’utilizzo dell’acqua, componente vitale per il raffreddamento delle infrastrutture che generano calore costante. Microsoft ha adottato un indicatore specifico, il WUE (Water Usage Effectiveness), per misurare con precisione chirurgica quanta acqua sia necessaria per generare ogni singolo kilowatt.

Attualmente, il valore registrato è di circa 0,023 l/kWh.

Per rendere comprensibile la portata di questo dato, Mille utilizza una metafora efficace: «In concreto che cosa vuol dire? Vuol dire che noi di fatto usiamo un cucchiaino da tè di acqua per raffreddare l’energia, quindi per raffreddare la componentistica necessaria per generare 1 kW. Quindi un fattore che è estremamente efficace da un punto di vista di consumo d’acqua».

Oltre alla riduzione del prelievo, la strategia prevede un riutilizzo intensivo della risorsa. Sotto le strutture dei data center si trovano spesso vasche o piccoli laghetti dove la stessa acqua viene impiegata fino a cinque volte prima di essere reimmessa in circuiti di riconversione.

Tecnologie d’avanguardia per i data center sostenibili

Il raffreddamento delle CPU e delle GPU, quest’ultime fondamentali per gestire i carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale generativa, rappresenta la voce di consumo energetico più significativa. Per affrontare questo problema, Microsoft sta implementando il raffreddamento adiabatico, una tecnologia che permette di ridurre drasticamente l’uso di elettricità e acqua.

Questa soluzione sfrutta l’umidificazione dell’aria esterna per abbassare la temperatura dei rack. Mille descrive il processo come estremamente performante: «È una tecnologia estremamente efficace perché, giusto per darvi un’idea, utilizza il 90% di acqua in meno in caso di raffreddamento, proprio perché l’aria viene umidificata. Quindi attraggo l’aria dall’esterno, la faccio transitare attraverso un sistema che la umidifica, la immetto all’interno dei rack del data center dove viene riscaldata per il calore generato dai blade, quindi dai server, dai processori, e poi la rimetto all’esterno dove ovviamente si riraffredda».

Intelligenza artificiale e Power Usage Effectiveness

Sebbene l’AI generativa stia spingendo verso l’alto la domanda di capacità computazionale, Matteo Mille invita a osservare il fenomeno con una prospettiva diversa, vedendo l’intelligenza artificiale non come un ostacolo, ma come un acceleratore per la sostenibilità. Attualmente, i data center consumano tra l’1,5% e il 2,5% dell’energia mondiale, una quota destinata a salire, ma che può essere gestita attraverso l’approvvigionamento da fonti rinnovabili e l’ottimizzazione algoritmica.

L’indicatore PUE (Power Usage Effectiveness) misura l’efficienza nell’uso dell’energia nei data center sostenibili. Mentre la media del settore si attesta intorno a valori di 1.2, Microsoft dichiara che nelle strutture di propria costruzione, come quelle presenti in Italia, si raggiunge un PUE di 1.12. Questo significa che quasi tutta l’energia prelevata viene effettivamente utilizzata per il calcolo, senza dispersioni.

Inoltre, l’AI stessa aiuta a scoprire nuove soluzioni per lo stoccaggio energetico, come l’uso di celle a idrogeno per accumulare energia quando la rete produce un surplus e utilizzarla durante i picchi di domanda.

Sicurezza, resilienza e architettura fisica

La gestione dei data center sostenibili non può prescindere da rigidi protocolli di sicurezza e resilienza, essendo queste infrastrutture critiche che ospitano dati sensibili ed essenziali. La strategia si poggia su tre pilastri: sicurezza, efficienza e performance. Mille illustra come la protezione fisica dei siti sia organizzata su quattro macro-livelli distinti:

  • Livello dell’accesso: un primo controllo di sistema per chiunque intenda avvicinarsi all’area.
  • Livello perimetrale: protezione fisica dei confini del sito con access point controllati.
  • Livello del building: accesso all’edificio protetto da verifiche biometriche e video-sorveglianza attiva 24 ore su 24.
  • Livello dei server: sicurezza applicata ai singoli rack con autenticazione a due fattori e ulteriori controlli biometrici.

Oltre alla protezione fisica, la resilienza è garantita dall’organizzazione in Availability Zones e Region, che assicurano la stabilità del servizio anche in caso di failover.

Innovazione nei materiali: legno e Limestone biogenico

Una delle frontiere più sorprendenti della scommessa green di Microsoft riguarda la costruzione fisica dei propri centri di calcolo. In Virginia, l’azienda sta sperimentando l’uso del legno in sostituzione del cemento.

L’impiego del Cross Laminated Timber (legno cross-laminato) ha dimostrato di poter ridurre l’impatto di carbonio della struttura del 65%. Mille spiega che, nonostante i pregiudizi comuni, questo materiale possiede eccezionali capacità refrattarie e benefici ambientali superiori.

Un’altra innovazione di rilievo è l’uso del limestone biogenico, un materiale generato biochimicamente che può sostituire il cemento tradizionale. Mille sottolinea l’importanza di questo scouting tecnologico: «Avere la possibilità di fare scouting e trovare l’inventore brillante che mi permette di ridurre, come in questo caso, il 50% delle emissioni di CO2 perché non uso più il cemento ma uso limestone biogenico, vuol dire tanto per un’azienda che costruisce data center».

Queste innovazioni strutturali e tecnologiche si inseriscono in un piano di investimenti massiccio, che per l’Italia prevede oltre 4 miliardi di euro nei prossimi 24 mesi. L’obiettivo è espandere la capacità dei data center per soddisfare la crescente domanda nazionale e del Sud Europa, mantenendo l’efficienza energetica e la riduzione dell’impatto ambientale come priorità assolute della roadmap aziendale.

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