Okta, l’eccellenza per la gestione delle identità digitali - TechCompany360

Identity Access Management

Okta, l’eccellenza per la gestione delle identità digitali



Okta, distribuito in Italia da Bludis, consente la gestione centralizzata di accessi e identità, attraverso soluzioni quali Single Sign-On, Multi-Factor Authentication e Lifecycle Management

Cristina Mazzani

07 Set 2020


Gianluca Marianecci, Presales e Technical Account Manager in Bludis

Okta, soluzione di identity e access management, è la piattaforma cloud che permette alle aziende di proteggere l’identità sia della propria forza lavoro, inclusi partner e collaboratori esterni (Workforce Identity), sia dei propri Clienti (Customer Identity).

«Okta, leader del Quadrante Magico di Gartner per l’Access Management – dichiara Gianluca Marianecci, Presales e Technical Account Manager in Bludis– nasce nel 2009 con l’idea di fornire un servizio di accesso unico in Single Sign-On per le applicazioni Cloud. Compatibile con realtà on-premise, Okta ha ampliato, nel corso degli anni, la sua offerta proponendo anche servizi di Multi-Factor Authentication, Lifecycle Management e Advanced Server Access».

 

Cosa fa Okta?

Okta fornisce alle organizzazioni che la adottano una suite completa per la gestione degli account (sia interni che dei propri Clienti), che va dal controllo degli accessi, tramite anche un sistema di autenticazione multi-fattore di tipo “adattivo”, al monitoraggio completo del periodo di vita di un account, dalla sua nascita alla sua dismissione.

«Le statistiche dimostrano – rileva Marianecci – che un mancato controllo degli accessi ed il proliferare dei cosiddetti “account orfani”, pongono le aziende dinanzi ad un importante rischio di data breach, il quale, nel 90% dei casi, è causato proprio dal furto di credenziali. Partendo da questo dato – continua Marianecci – Okta ha sposato il concetto di “Zero Trust Access”, per il quale il perimetro da mettere in sicurezza non è più costituito dall’infrastruttura IT   di un’organizzazione, ma dall’utente che accede alle risorse. Per questo Okta si presenta come la soluzione che, grazie al cloud, connette chiunque, da qualsiasi luogo, in ogni momento, assicurando la massima sicurezza».

I dati pubblicati a fine maggio confermano la crescita dell’azienda che, nel primo trimestre, ha registrato un incremento di revenue anno su anno del 46% (per un fatturato in valore assoluto pari a quasi 183 milioni di dollari).

 

Okta in Italia, il ruolo di Bludis

Okta, presente in Italia con la propria tecnologia da circa 3 anni, è distribuita in Italia esclusivamente da Bludis.

«Abbiamo allacciato i contatti con i rivenditori che già lavoravano con Okta – ha spiegato Marianecci – e poi esteso la rete di partner. A oggi una trentina di reseller portano sul territorio la proposta Okta e siamo alla ricerca di altri operatori che contribuiscano ad allargare il network. Bludis lavora continuamente a percorsi di certificazione e servizi di pre e post-vendita per affiancare i partner e aiutarli a rispondere alle esigenze degli utenti finali. Collaboriamo con il canale anche tramite attività marketing, proponendo Webinar informativi e organizzando eventi, oltre ai training on the job».

Le soluzioni Okta si rivolgono a una vasta platea di aziende appartenenti a qualsiasi settore industriale: si tratta, infatti, di una proposta flessibile e adattabile a contesti pubblici e privati.

 

Le principali funzionalità della tecnologia IAM Okta

Con oltre 6.000 integrazioni native, per connettere qualsiasi applicazione o servizi web, Okta dispone di un’interfacciaestremamente intuitiva e user-friendly, per permettere agli utenti di accedere ad una grande quantità di servizi tramite un unico accesso. Tra le molteplici funzionalità, fra cui Single Sign-On, Lifecycle Management, Universal Directory e Advanced Server Access, particolare attenzione va all’Adaptive Multi-Factor Authentication, in grado di valutare l’affidabilità del contesto dal quale si cerca di autenticarsi. «Okta – conclude Marianecci – è in grado di verificare se l’accesso è effettuato da un dispositivo non affidabile o da una localizzazione geografica non abituale; inoltre, verifica anche quello che in gergo è definito “impossibile travel pattern”, per il quale un utente connesso in una determinata località e ad un preciso orario non può richiedere l’accesso, allo stesso tempo o poco dopo, in una località geograficamente distante».